Succede

2018, Commedia

Succede: avere sedici anni a Milano

È un teen movie davvero a misura di adolescente il film tratto dal bestseller di Sofia Viscardi, diretto con la giusta distanza da Francesca Mazzoleni e interpretato con sensibilità dalla promettente Margherita Morchio.

Se i sedici anni non li vedete da un bel po' di tempo e vi avvicinate con un po' di timore a questo Succede, tratto dal bestseller omonimo firmato un paio di anni fa da Sofia Viscardi, milanese classe 1998, possiamo capirvi. C'è chi rimpiange per tutta la vita quegli anni in divenire, caotici, carichi di sorprese e umiliazioni, ma c'è anche chi li archivia con sollievo, e forse questi sono i più, perché è difficile e un po' imbarazzante confrontarci con chi siamo stati in quella fase così delicata e intensa, provare a rispecchiarci nel ragazzino brufoloso che godeva di un'infinita libertà e allo stesso tempo era schiacciato da un perenne senso di inadeguatezza.

Succede: Brando Pacitto e Margherita Morchio in un momento del film

Nuove generazioni di alieni ci hanno sostituito, anno dopo anno, sui gradini davanti al liceo, nei vagoni puzzolenti della metropolitana, nelle discoteche aperte il pomeriggio (lo sapete che il Black Out di Roma ha cambiato sede due volte da quando ci andava la sottoscritta?). I ragazzi sono qui, esistono. E non ci guardano perché giustamente non gli interessiamo e preferiscono guardarsi tra loro; e Succede è un film in cui noi possiamo faticare a rispecchiarci, ma loro ci riusciranno eccome.

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Succede: una scena del film

Il mondo di Meg

Succede: Matilde Passera e Margherita Morchio in una scena del film

Perché non è il solito artificioso e inerte teen movie italiano fatto da ultraquarantenni e e interpretato da venticinquenni questo film diretto dalla talentuosa esordiente Francesca Mazzoleni. Indigo Film ha fatto uno sforzo ammirevole per realizzare un film che conservasse la purezza e l'energia adolescenziale del romanzo di Viscardi, ma anche il suo ottimismo nel raccontare i giovanissimi, e i risultati si vedono. In Succede seguiamo le vicende di Meg, sedicenne alle prese con i primi amori e i primi veri traumi, e dei suoi migliori amici Olly e Tom. Interpretata dalla bravissima Margherita Morchio, Meg è una ragazza intelligente e graziosa ma anche insicura e timida; non la ragazza che siamo state o la figlia che vorremmo, ma una persona vera e complessa la cui fragilità e le cui emozioni vibranti e incontrollabili il film riesce a consegnarci con attenta partecipazione.

Succede: Margherita Morchio sul set del film

Mazzoleni ci racconta i ragazzi come se fosse seduta al banco accanto al loro, un'affettuosa e ironica sorella maggiore; ce li racconta con il loro linguaggio e il loro sentire, con i messaggi vocali e le Instagram Stories e i filtri di Snapchat; un mondo che probabilmente per buona parte degli adulti è troppo distante perché possano tornare a immergersi in esso, ma che è tangibilmente autentico.

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A spasso tra i Navigli

Succede: Brando Pacitto e Margherita Morchio in una scena del film

Così come sono autentici i personaggi di Succede, a partire dalla deliziosa Morchio che non ha l'aria di una modella con le unghie laccate di una nuance Yves Saint Laurent e lo zaino dell'Invicta in spalla (ma esistono ancora?); incarna invece nel fisico e nell'espressività un'adolescente in cui potremmo imbatterci su un autobus per l'hinterland e ha evidentemente lavorato duro con la regista per arrivare preparata a questo suo film d'esordio, così come le sue co-star, l'altra debuttante Matilde Passera, inteprete della spumeggiante Olly, e Matteo Oscar Giuggioli, già visto e apprezzato ne Gli sdraiati di Francesca Archibugi; tutti e tre centrano quel miracoloso equilibrio tra professionalità e spontaneità che assicura la freschezza irresistibile di buona parte di Succede.

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Succede: Matilde Passera, Matteo Oscar Giuggioli e Margherita Morchio in un momento del film

E poi c'è la musica, mutevole e coinvolgente, e c'è la città, la Milano centrale dei navigli ma anche quella più moderna di Piazza Gae Aulenti, che ci restituisce vivido il senso di un'adolescenza metropolitana che sentiamo ancora pulsare sottopelle. Dicevamo all'inizio, per un adulto non è facile tornare a rispecchiarsi in quel mondo, ma l'imbarazzo che ci trasmettono alcuni momenti del film non è dovuto alla prevedibilità della storia o all'ingenuità di qualche dialogo: è lo stesso che proviamo quando ricordiamo un primo bacio maldestro, una sbronza leggendaria in gita, una lite furiosa e dolorosissima con la migliore amica dovuta a una sciocchezza. E allora sì, forse dobbiamo ammettere che siamo state Meg e in una piccolissima misura lo siamo ancora. E per fortuna, perché Meg è meravigliosa.

Succede: avere sedici anni a Milano
Alessia Starace
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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