Star Wars, i 10 migliori film della saga

Parliamo di Star Wars e di quelli che secondo noi sono i migliori film della saga ideata da George Lucas, che in 40 anni si è imposta come un fenomeno che ha conquistato più generazioni di persone.

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Star Wars: L'Ascesa di Skywalker, un'immagine del film di J.J. Abrams

Con l'uscita di Star Wars: L'Ascesa di Skywalker si chiude un'era per il franchise stellare ideato da George Lucas: il nono episodio della saga principale di Star Wars, quella dedicata alla famiglia Skywalker e al conflitto tra Jedi e Sith, sarà infatti l'epilogo definitivo di quel filone, a detta dei diretti interessati. Dal 2022, anno in cui uscirà il prossimo film salvo cambi di strategia, esploreremo angoli nuovi della galassia lontana lontana, senza per forza tirare in ballo la Forza e le spade laser. Nell'attesa, abbiamo deciso di passare in rassegna la produzione esistente per il grande schermo: dodici lungometraggi, di cui uno animato (sostanzialmente il pilot esteso della serie sulle guerre dei cloni, andato in sala) e due che fanno parte dell'ora defunto filone antologico. Ecco quali sono, a nostro avviso, i 10 migliori film della saga.

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10. Star Wars Ep. II - L'attacco dei cloni (2002)

Christopher Lee è il conte Dooku in Star Wars ep. II
Christopher Lee è il conte Dooku in Star Wars ep. II

Dopo l'accoglienza non proprio entusiasta nei confronti dell'Episodio I (che però rimane il più visto dei prequel), un po' di scetticismo nei confronti di Star Wars Ep. II - L'attacco dei cloni era legittimo. E pur scivolando in alcuni punti - la relazione tra Padre Amidala e Anakin Skywalker contiene alcuni dei dialoghi più brutti di tutto il franchise - il capitolo centrale della seconda trilogia ha una trama più solida e riduce al minimo sindacale la presenza di Jar Jar Binks. E poi c'è Christopher Lee, magnifico nei panni del Conte Dooku, villain ambiguo e formidabile che ci regala uno dei duelli più belli della saga, affrontando nientemeno che Yoda.

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9. Solo: A Star Wars Story (2018)

Solo: A Star Wars Story, Alden Ehrenreich in una foto del film
Solo: A Star Wars Story, Alden Ehrenreich in una foto del film

A livello commerciale è la pecora nera del franchise, essendo ad oggi l'unico film di Star Wars a essere andato in perdita al box office. A livello creativo, invece, Solo: A Star Wars Story, per quanto prevedibile e poco coraggioso, è un divertimento più che dignitoso, che torna alle radici western della saga esplorando la gioventù di Han Solo. Certo, Alden Ehrenreich non è Harrison Ford, ma se la cava egregiamente in un film il cui crimine principale è farlo affiancare da attori e personaggi molto più carismatici (Lando Calrissian su tutti). I fan più ottimisti sperano ancora che alcuni di questi possano tornare in altri film, o forse miniserie televisive, che sguazzano nello stesso arco temporale.

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8. Star Wars: L'Ascesa di Skywalker (2019)

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Star Wars: The Rise of Skywalker - Un'immagine suggestiva del primo teaser

È possibile chiudere in modo soddisfacente una trilogia che è anche il culmine di una saga, anzi di una Saga intera? Lo fece Lucas nel 2005, e ci riprova J.J. Abrams nel 2019, con risultati destinati a divedere ma tutto sommato interessanti: l'Episodio IX, Star Wars: L'Ascesa di Skywalker, prende pochi rischi, ma sul piano tematico è un'esplorazione tutt'altro che banale di ciò che è stato il filo conduttore dei nove film, un conflitto tra bene e male che può concludersi solo con l'eliminazione definitiva di entrambe le fazioni. Sotto il doppio sole di Tatooine si assiste alla fine di una tripla era, con il tema musicale apposito a ricordarci che la conclusione è anche un nuovo inizio: la Skywalker Saga è finita, ma la Forza sarà con noi per sempre.

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7. Il ritorno dello Jedi

Mark Hamill e David Prowse in una scena de Il ritorno dello jedi
Mark Hamill e David Prowse in una scena de Il ritorno dello jedi

All'epoca il capitolo finale, malgrado la promessa di nuove storie, Il ritorno dello Jedi occupa un posto un po' controverso nel cuore dei fan: da un lato è la conclusione epica dello scontro tra ribelli e Impero, con diverse immagini di culto e la commovente redenzione finale di Darth Vader, senza dimenticare la deliziosa perfidia dell'Imperatore Palpatine; dall'altro, dopo l'evoluzione dark del precedente L'impero colpisce ancora, c'è chi ritiene (e non del tutto a torto) che George Lucas abbia un po' edulcorato il terzo/sesto Episodio per riconquistare il pubblico infantile (vedi l'introduzione degli Ewok) e riprendere anche il controllo del franchise dopo che sul set del predecessore gli era venuto in parte a mancare. Resta comunque un'ottima avventura, e il degno epilogo della prima trilogia stellare.

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6. Star Wars: Il risveglio della Forza

Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza: Harrison Ford nel secondo teaser
Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza: Harrison Ford nel secondo teaser

"Chewie, siamo a casa." Erano 32 anni che il cast originale mancava all'appello, ragion per cui i fan sono accorsi in massa a rivedere sullo schermo Han Solo, Leia Organa e (in minima parte) Luke Skywalker, chiamati in causa per una nuova trilogia che parla di una nuova ribellione (anzi, Resistenza) circa tre decenni dopo la caduta dell'Impero. Bollato da alcuni come un remake ufficioso di Guerre stellari, di cui riprende effettivamente alcune convenzioni narrative (come lo fece già ai tempi Star Wars ep. I - La minaccia fantasma), Star Wars: Il risveglio della Forza è in realtà una lettera d'amore al franchise, un'avventura che mescola vecchio e nuovo per ricordarci perché ci siamo perdutamente innamorati di quel mondo, con il cambiamento dietro l'angolo nel film successivo.

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5. Star Wars: Gli ultimi Jedi

Star Wars - Gli ultimi Jedi
Star Wars - Gli ultimi Jedi

La rottura con la tradizione è presente già nella prima sequenza: per ovvi motivi legati al finale dell'Episodio precedente, Star Wars: Gli ultimi Jedi è il primo capitolo della saga principale a iniziare subito dopo la conclusione del predecessore, senza salti temporali. C'è chi ha urlato al sacrilegio, con tanto di (ridicola) petizione online per chiedere la rimozione del film dal canone del franchise. Una reazione eccessiva nei confronti di un lungometraggio che è sovversivo, sì, ma con criterio: dietro la presunta codardia di Luke (interpretato da un Mark Hamill in stato di grazia) e la condanna degli insegnamenti dei Jedi c'è una volontà di analizzare il senso del franchise e di ritornare alle origini, restituendo alla Forza il fascino mistico che i prequel avevano in parte annacquato (quanto al comportamento dei predecessori di Luke, basta rivedere gli Episodi I-III per constatare che egli ha perfettamente ragione). "Uccidi il passato", dice Kylo Ren. Rian Johnson fa l'esatto opposto: lo celebra e torna all'essenza del fascino della saga, con un'immagine di commiato magnificamente simbolica.

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4. Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith

Hayden Christensen in una sequenza del film Star Wars ep. III - La vendetta dei Sith
Hayden Christensen in una sequenza del film Star Wars ep. III - La vendetta dei Sith

I tanto bistrattati prequel avevano essenzialmente una funzione: raccontare la caduta di Anakin Skywalker e la sua trasformazione in Darth Vader. E Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith, dove l'allievo di Obi-Wan Kenobi cede definitivamente al Lato Oscuro, ritrova ciò che aveva reso grande la saga: al netto di alcuni dialoghi leggermente maldestri, la scrittura non si perde in digressioni inutili o deviazioni comiche di dubbio gusto (Jar Jar Binks appare in una sola scena, e non apre bocca), e a livello visivo la fiducia di Lucas nei confronti degli effetti digitali dà tutti i risultati sperati, soprattutto nella parte finale dove maestro e allievo si affrontano nel duello più lungo di tutto il franchise e Anakin diviene poi Vader, in una sequenza che omaggia Frankenstein. E poi quel finale, all'epoca ritenuto definitivo: un alone di speranza su Tatooine, con la consegna del neonato Luke agli zii e il doppio tramonto che, accompagnato dal tema musicale della Forza, ci riporta dove tutto aveva avuto inizio, tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana.

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3. Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One - A Star Wars Story: Ben Menderlsohn nel teaser trailer del film
Rogue One - A Star Wars Story: Ben Menderlsohn nel teaser trailer del film

Perché realizzare un film che è sostanzialmente la versione lunga dello spiegone iniziale del capostipite? Domanda che si sono posti in molti, e la risposta è stata sorprendente. Il primo lungometraggio di quello che doveva essere un vero e proprio filone antologico, da alternare agli Episodi principali, è infatti riconoscibilmente parte del franchise ma anche un'entità a sé stante, che punta sull'aspetto bellico e accantona quasi del tutto gli elementi fantasy. Rogue One: A Star Wars Story è fruibile come opera indipendente ma film acquista ulteriore profondità nel contesto della prima trilogia, risolvendo il famigerato "buco di sceneggiatura" sulla Morte Nera e chiudendo il tutto con la parola-chiave del franchise: "Speranza". E poi c'è Darth Vader, spietato come non l'avevamo mai visto prima.

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2. Guerre stellari

Peter Mayhew, Alec Guinness, Mark Hamill e Harrison Ford in Guerre Stellari
Peter Mayhew, Alec Guinness, Mark Hamill e Harrison Ford in Guerre Stellari

Nel 1977, in un'America lontana lontana... a quattro decenni di distanza, Guerre stellari, il primo Episodio del franchise, antesignano del blockbuster contemporaneo insieme a Lo squalo, rimane un caposaldo del genere. La storia, semplice ma in realtà ricchissima, è unita a nuove tecnologie che trascendono la vetustà odierna per imporsi, ancora oggi, come un fenomeno rivoluzionario (difatti quando Lucas realizzò le famigerate Edizioni Speciali nel 1997 a richiedere il minor numero di modifiche fu proprio l'Episodio IV). Ancora oggi, vedendo quel titolo sullo schermo, accompagnato dalla partitura di John Williams e da quell'immagine mozzafiato delle astronavi che si inseguono, il brivido di emozione forte è inevitabile. Come direbbe Obi-Wan, la Forza sarà con esso. Per sempre.

1. L'Impero colpisce ancora

"C'è un grande disturbo nella Forza", dice l'Imperatore Palpatine nella sua prima apparizione sullo schermo, e all'epoca de L'Impero colpisce ancora fu esattamente quello: un elemento straniante, diverso dal film precedente, accolto con toni non proprio entusiasti dalla critica e dai fan (come accaduto poi con gli Episodi II e VIII, incassò meno del predecessore).

David Prowse e Mark Hamill in una scena de L'impero colpisce ancora
David Prowse e Mark Hamill in una scena de L'impero colpisce ancora

Solo negli anni Novanta cominciò a imporsi la filosofia in base alla quale avevamo a che fare con il capitolo migliore della prima trilogia, grazie all'evoluzione più cupa e matura (anche se non mancano i momenti scanzonati, come l'introduzione di Yoda) e a quel finale tragico, incompleto, segnato da un colpo di scena che oggi è cliché a forza di citazioni e parodie costanti ma ai tempi fu un fulmine a ciel sereno. E proprio in quel dialogo tra padre e figlio si cela l'indicazione seguita da coloro che si sono poi ricreduti sul film: "Search your feelings, you know it to be true."