Souls, la recensione: c’è un po' di Dark in questa nuova serie tedesca

La recensione di Souls: Sky Atlantic e NOW propongono dal 1° agosto una nuova appassionante ed avvincente serie tedesca, forse un po' complessa, che ricorda moltissimo l'insegnamento di Dark.

Souls, la recensione: c’è un po' di Dark in questa nuova serie tedesca

Sta cominciando ad esistere un prima e un dopo Dark, la serie tedesca di Netflix di successo mondiale. Nonostante fosse a sua volta derivativa (come qualunque prodotto artistico, in fin dei conti), ha segnato indelebilmente un confine per come è riuscita a comporre e scomporre narrativamente gli stilemi utilizzati fino a quel momento per i viaggi nel tempo, e a farci capire quanto la Germania fosse da tenere d'occhio nelle sue produzioni originali. Un paio di anni dopo la conclusione di quel viaggio (e la breve parentesi di 1899 da parte degli stessi autori) ci troviamo a scrivere la recensione di Souls, nuova serie dal 1° agosto su Sky Atlantic e in streaming su NOW pronta a raccoglierne l'eredità per affrontare anche tematiche nuove.

Passato

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Souls: un'immagine della serie

Se all'inizio di Souls non capirete bene che tipo di serie state guardando, non spaventatevi, fa parte del gioco. Entro la fine del primo episodio vi verrà comunque data un'idea. Tante storie che in qualche modo saranno incatenate tra loro ma è davvero difficile inizialmente (qui sta il bello) comprendere come sarà possibile. Allie è una patologa che sembra poter prevedere il futuro. È la sua voce fuori campo, accogliente ma anche un po' respingente per ciò che la vediamo fare in scena, a farci entrare nello spirito dello show e nella storia che vediamo palesarsi di fronte ai nostri occhi. Ha un marito che la ama molto, Pete, che ha dei problemi sul lavoro e lei stessa ha un caso importante di cui deve occuparsi. Siamo quindi di fronte ad una sorta di procedurale soprannaturale? Sorprendentemente, no.

Presente

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Souls: una foto di scena

Hanna è una donna che deve affrontare un grave disturbo da stress post traumatico dopo un terribile incidente stradale che ha coinvolto anche il figlio adolescente, Jacob. Il ragazzo è considerato un eroe perché è riuscito ad estrarre la madre dall'automobile portandola in salvo fuori dall'acqua ma non riesce a capire come poteva sapere esattamente cosa fare. Nemmeno la donna, che ha in ballo una battaglia per la custodia legale con l'ex marito, e nemmeno i compagni di scuola e gli insegnanti. Dopo l'accaduto, Jacob ha degli strani "episodi", come se si dissociasse e iniziasse a parlare per qualcun altro, che preoccupano la madre e per quanto siano facilmente riconducibili al trauma subito, è evidente come celino dell'altro sotto. Allo stesso tempo a scuola si sta per celebrare la commemorazione di un volo in cui anni prima persero la vita tutti i passeggeri, dopo un dirottamento e il ragazzo inizia a dimostrare una strana curiosità per quell'evento.

Futuro

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Souls: una scena della serie

Linn è una ragazza che accudisce la madre malata, peggiorata inesorabilmente nell'ultimo periodo. Ha perso anche il padre da tempo e vorrebbe fare un ultimo regalo alla donna che credeva ad una verità impossibile da provare. Chissà che non sia il momento di mettere ordine nella propria vita e cercare le risposte rimaste sopite troppo a lungo. Se siete arrivati a leggere fin qui, vi starete chiedendo come possono essere collegate queste storie così apparentemente separate, e sarà la serie stessa a svelarvelo. Noi non vogliamo rovinarvi la sorpresa (anche se qualche indizio in questa recensione lo abbiamo disseminato qui e là). C'è un disastro aereo (caro Lost, torniamo sempre da te, non c'è niente da fare). Ci sono personaggi e parentele insospettabili e tutte da scoprire come in Dark, così come piani temporali differenti e questa è la sfida maggiore che viene presentata allo spettatore, che non è detto riesca a seguire tutti gli avvicendamenti e i collegamenti e possa stufarsi prima del tempo.

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Souls: una scena

Ma soprattutto c'è una tematica "nuova" per questo tipo di storie ovvero quella della reincarnazione ed è così che viene inserito dal creatore Alex Eslam (Cani rabbiosi) il binomio scienza e fede, tanto caro a questo tipo di serialità, raccontato attraverso l'elemento acquatico in tutti i piani temporali. A che cosa si è disposti a credere e soprattutto in cosa si è disposti a riporre la propria fede? Davvero le vite umane possono essere legate l'una con l'altra attraverso la reincarnazione? Lo spirito sopravvive al corpo? Se il pubblico avrà la pazienza di restare per otto episodi, avrà pane per i suoi denti e soprattutto si troverà di fronte una riflessione per niente banale su quanto la Teoria dei sei gradi di separazione - secondo la quale ognuno di noi è connesso al resto del mondo attraverso una catena di sei persone - possa essersi evoluta in un certo senso in qualcosa che trascende il tangibile e lo spiegabile. Ognuno di noi potrebbe essere collegato agli altri anche a livello temporale attraverso qualcosa che va oltre la vita e la morte. Un aspetto confortante oppure inquietante? Chissà che Souls non possa sverlarcelo.

Conclusioni

Abbiamo parlato della complessa struttura narrativa di Dark e del tema della reincarnazione nella recensione di Souls e siamo felici di aver trovato un altro prodotto derivativo ma nuovo, che sappia sfruttare un genere abusato come quello dei viaggi nel tempo attraverso nuovi stratagemmi. Una conferma che la produzione seriale tedesca è assolutamente da tenere d’occhio.

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
4.7/5

Perché ci piace

  • Le influenze di Lost e soprattutto Dark mescolate in modo diverso grazie al tema della reincarnazione.
  • Gli sviluppi narrativi e le riflessioni che portano con loro.
  • Il finale.

Cosa non va

  • La complessità nel seguire piani temporali, personaggi e parentele.