Sicilian Ghost Story

2017, Drammatico

Sicilian Ghost Story e i mostri di una terra fantastica

Ha aperto la Semaine de la Critique di Cannes 2017 l'intenso secondo lavoro di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza che racconta, in chiave fantastica, la sparizione di un ragazzino siciliano.

Sicilian Ghost Story: Julia Jedlikowska in una scena del film

La realtà può essere raccontata in tanti modi diversi. Si può rappresentare con la concretezza che offre un approccio documentaristico o ricostruire con gli strumenti del cinema di finzione, ri-raccontando i fatti in versione romanzata. Oppure, ancora, si può far ricordo all'immaginazione, immergendosi nell'allegoria e nel simbolismo, per evocare i drammi della nostra realtà e riproporli in modo creativo. Un approccio, quest'ultimo, che richiede una spinta autoriale maggiore, un punto di vista forte, una capacità di filtrare il mondo in cui viviamo attraverso le proprie lenti ed il proprio stile.

Lo fanno Fabio Grassadonia e Antonio Piazza con il loro secondo lavoro, tornando a Cannes per aprire la Semaine de la Critique con Sicilian Ghost Story, per la prima volta per un film italiano, dopo aver convinto, e vinto, nel 2013 con il loro film d'esordio Salvo, sviluppando ulteriormente, e in maniera diversa, la riflessione politica iniziata quattro anni prima e raccontando una storia che riesce a fondere con saggezza ed equilibrio generi diversi, combinando spunti socio-politici con la purezza di una love story adolescenziale, ammantando il tutto in una patina di cupa e suggestiva fantasia.

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Luna nel paese delle meraviglie

Sicilian Ghost Story: Julia Jedlikowska di spalle mentre corre in un momento del film

Sicilian Ghost Story racconta infatti di un tenero amore, quello tra i due compagni di classe Luna e Giuseppe, appena sbocciato e fermato sul nascere dalla scomparsa del ragazzo. Una sparizione con cui Luna non riesce a fare i conti, incapace di comprendere i silenzi che la circondano e come facciano tutti, nel suo piccolo paese, a voltare lo sguardo con indifferenza e omertà, senza ficcare il naso in faccende che non riguardano solo il ragazzino scomparso, ma anche suo padre che è un pentito. Luna decide di non rassegnarsi, di ribellarsi ai silenzi che circondano il mistero, affrontando i pericoli del mondo oscuro che ha inghiottito il ragazzo, un territorio spaventoso che ha come surreale via d'accesso lo specchio d'acqua di un lago.

Il mondo di Grassadonia e Piazza

Sicilian Ghost Story: Julia Jedlikowska di spalle in un'immagine del film

Grassadonia e Piazza arricchiscono il racconto di Sicilian Ghost Story di riferimenti favolistici, guidano la loro Luna attraverso fantasmi e visioni, una foresta incantata, un lago pervaso di magia, lo scontro con un cane feroce che sa di lupo cattivo. La sua stessa giacca rossa richiama l'abbigliamento di Cappuccetto Rosso, mentre il suo amato Giuseppe è da subito, fin dall'incipit, come il suo cavaliere. E, nei panni di Luna, l'esordiente Julia Jedlikowska si muove con fervore e decisione, incarnando lo spirito ribelle della ragazza e la sincera e bruciante affezione che la lega a Giuseppe, interpetato da Gaetano Fernandez, un altro esordiente che dona al proprio personaggio una preziosa vulnerabilità.

Sicilian Ghost Story: Julia Jedlikowska e Gaetano Fernandez in una scena del film

Attorno a loro danzano con eleganza formale i due registi, curando l'aspetto visivo del film con un gusto della messa in scena, tra movimenti di macchina magnetici e inquadrature potenti, componendo immagini struggenti e ipnotiche, valorizzate dall'incredibile lavoro alla fotografia di Luca Bigazzi. Una cura formale che sostiene l'intenzione creativa di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, che incarna l'impianto fantastico di un racconto che attinge alla realtà e la sa nascondere sotto la patina di soprannaturale.

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I mostri della nostra realtà

Sicilian Ghost Story: Julia Jedlikowska in una scena del film

La dedica finale è infatti chiara quanto esplicita e il riferimento è a Giuseppe Di Matteo, un caso di rapimento ben noto all'opinione pubblica italiana, tenuto prigioniero per tre anni prima di essere assassinato nel 1996 per impedire al padre di parlare. Sicilian Ghost Story parte da lì, raccontando i mostri di una terra magica in chiave fantastica, orchi che letteralmente mangiano bambini, nascondendoli dietro fantasmi immaginari che non possono, e non vogliono, nasconderli del tutto. Con lucidità e spinta creativa, Grassadonia e Piazza mettono insieme un'opera che riesce ad affascinare e commuovere lo spettatore, colpendolo con vigore nel profondo, molto più di quanto avrebbero potuto fare con una mera cronaca di fatti reali.

Sicilian Ghost Story è quindi un secondo lavoro che conferma quanto di buono espresso quattro anni fa da Salvo, lasciandoci con la consapevolezza di aver trovato una nuova coppia di autori in grado di esprimere la propria voce anche a livello internazionale. 


Sicilian Ghost Story e i mostri di una terra...
Antonio Cuomo
Redattore
4.0 4.0

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