Sex Education 3, la recensione: su Netflix torna la serie che ci insegna quanto è bello essere noi stessi

La recensione di Sex Education 3, la terza stagione della riuscitissima serie Netflix che parla di sesso e di adolescenza.

RECENSIONE di 17/09/2021
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Sex Education 3: Aimee-Lou Wood ed Emma Mackey in una scena della nuova stagione

La serie creata da Laurie Nunn che debuttò su Netflix nel 2019 è senza dubbio uno dei prodotti per adolescenti, cavallo di battaglia della piattaforma, meglio riusciti tra quelli prodotti dal colosso dello streaming. Dal riuscitissimo mix di personaggi ben scritti e caratterizzati, humor british ed elementi narrativi di grande realismo ed attualità, nasce una serie capace di toccare le corde emotive non solo del pubblico di riferimento - i teenager, appunto - ma anche di chi a quell'età guarda già con nostalgia e si chiede se, avendo avuto a suo tempo a disposizione prodotti come questo, si sarebbe sentito meno "strambo" e a disagio (come è comune sentirsi a quell'età). Come vedremo in questa recensione di Sex Education 3, la terza annata della serie ci ha convinto tanto quanto le precedenti, da una parte riesce infatti a ripercorrere il sentiero battuto dalle prime due tranche di episodi - espandendo alcuni degli archi narrativi in maniera inaspettata ed interessante -, dall'altra introduce nuovi temi - dalla disforia di genere all'elaborazione del lutto - che vengono intelligentemente inseriti nell'intreccio. A trovargli una pecca, però, dobbiamo ammettere che otto episodi ci sono sembrati un po' pochi per sviluppare a dovere le - tante - storyline, per alcune si ha infatti l'impressione che vengano chiuse in maniera sbrigativa ed affrettata.

Si torna a Moordale

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Sex Education 3: Chinenye Ezeudu e Kedar Williams-Stirling

La storia si apre all'inizio del nuovo anno scolastico, con tutti i nostri personaggi ancora alle prese con quanto accaduto nella stagione passata. Otis (Asa Butterfield), che si era dichiarato con un messaggio in segreteria a Maeve (Emma Mackey) ma non aveva mai ricevuto risposta, ha iniziato una relazione di solo sesso con una compagna di scuola, lei invece - dopo aver denunciato la madre e averle così tolto la custodia della figlia più piccola - si sta avvicinando sempre di più all'amico e vicino Isaac. Nessuno dei due ha intenzione di riprendere l'attività della clinica del sesso e la loro amicizia sembra così destinata a finire. Anche tra i loro amici e compagni di scuola la situazione è ancora complicata: tra insicurezze ed ostacoli Adam (Connor Swindells) e Eric (Ncuti Gatwa) stanno portando avanti la loro storia, Aimee (Aimee Lou Wood), invece, sta ancora cercando di superare il trauma della violenza sessuale subita, che sta minando la relazione con il suo fidanzato.

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Sex Education 3: Gillian Anderson in una scena della serie Netflix

Nemmeno gli adulti stanno passando un periodo tranquillo: Jean (Gillian Andreson) è alle prese con una gravidanza inaspettata - di cui ancora non ha detto nulla al padre del bambino -, Michael Groff (Alistair Petrie) sta invece cercando di ricostruirsi una vita, tra divorzio e mancanza di lavoro. È proprio il nuovo preside ha portare ancor più scompiglio nella vita dei teenagers di Moordale: Hope (la Jamima Kirke che abbiamo conosciuto in Girls) arriva come un tornado al liceo della città cercando di ristabilire gli standard di eccellenza della scuola. Peccato che, nonostante la giovane età, sia guidata da idee davvero retrograde sulla sessualità e su come i giovani ci si dovrebbero approcciare.

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Sex Education 3: Asa Butterfield e Mimi Keene in una scena della serie Netflix

Sex Education: le scene più hot della serie Netflix

Nuovi stagione, nuove tematiche

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Sex Education 3: una scena

Come vi anticipavamo anche in questo caso la serie riesce a inserire e a trattare nuovi temi con cui esplora il mondo degli adolescenti di oggi: Sex Education aveva già parlato di omosessualità, di aborto, della scoperta della propria sessualità e di masturbazione, ora affronta il discorso delle identità non binarie, realtà di cui si parla moltissimo ma che finora non ha trovato il giusto spazio in prodotti di intrattenimento per il cinema e per la televisione. L'arrivo di un nuovo student* che non si riconosce nel genere femminile né in quello maschile permette alla serie di parlare di accettazione del proprio corpo a un livello di complessità del tutto differente, stimolando una conversazione tanto interessante quanto necessaria. Anche la tematica, introdotta nella stagione precedente con quanto successo ad Aimee, della violenza sessuale viene tratta con la giusta delicatezza, permettendo a chi guarda di capire che tipo di conseguenze certi eventi traumatici possono avere sulla salute emotiva di chi ne è vittima. Il personaggio di Jean - interpretato da una Gillian Andreson sempre splendida - ci dà infine la possibilità di parlare di maternità, soprattutto se questa arriva, inaspettatamente, in età matura.

Sex education 2, la recensione: il ritorno della serie Netflix che, più che di sesso, ci parla d'amore.

Personaggi a tutto tondo

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Sex Education 3: Tanya Reynolds in una scena

Tra i grandi pregi di Sex Education, come dicevamo, c'è la cura messa nel caratterizzare e man mano approfondire i suoi personaggi, tanto quelli principali che quelli secondari. Anche qui come nelle stagioni passate il protagonista Otis (ma in questo caso anche Maeve, la cui storyline dipende in parte dal rapporto con lui) viene messo un po' in ombra dalle strabordanti personalità dei comprimari, Eric e Aimee in primis. In fin dei conti però il ruolo di Otis - pur essendo il protagonista - è quello di ascoltare i suoi coetanei e aiutarli a superare i loro problemi. Nell'ultima porzione della serie questa sua vocazione da "terapeuta" si palesa ancora una volta più forte che mai, facendo sì che per chi guarda sia ancor più facile empatizzare con lui. Alcune delle storyline, come vi abbiamo accennato in apertura, sembrano interrompersi un po' bruscamente e lo sviluppo di certe situazioni ne risente, in particolare - per quanto coerente - abbiamo trovato decisamente affrettato l'arco narrativo che ha come protagonista la coppia Eric/Adam.

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Sex Education 3: Ncuti Gatwa e Connor Swindells in una scena

Al netto di qualche piccolo difetto, però, non possiamo che sottolineare ancora una volta quanto abbiamo gradito questa terza stagione di Sex Education, i cui otto episodi si prestano perfettamente ad una lunga seduta di binge watching e ci hanno lasciato con la voglia di proseguire. A questo punto non possiamo che attendere con ansia la quarta stagione che, visto come sono andate le cose fino ad ora, siamo sicuri che non ci deluderà.

Conclusioni

Concludiamo questa recensione di Sex Education 3 ribadendo come questa terza stagione dello show Netflix che parla di sessualità ad un pubblico di adolescenti sia ancora una volta apprezzabile tanto dal target a cui è destinato quanto a chi a quell’età guarda con nostalgia. L’ottimo approfondimento dei personaggi, le storyline sviluppate con coerenza - anche se in certi casi in maniera un po’ affrettata - e l’introduzione nell’intreccio di nuove tematiche ne fanno una serie tra le meglio riuscite tra quelle prodotte dal colosso dello streaming.

Movieplayer.it

4.0/5

Perché ci piace

  • La trama che si sviluppa con coerenza ed originalità.
  • I nuovi temi introdotti, dalle identità non binarie all’elaborazione del lutto e alla maternità in età avanzata.
  • I personaggi risultano sempre tridimensionali e ben caratterizzati.

Cosa non va

  • Alcune delle storyline vengono chiuse in maniera un po’ affrettata.