Resta con me

2018, Drammatico

Recensione Resta con me: solo l'amore sopravvive

La recensione di Resta con me: la performance di Shailene Woodley e le sfide tecniche affrontate dal regista Baltasar Kormákur sono le migliori ragioni per andare a vedere il film tratto da una storia vera

Dopo averci accompagnato in cima all'Everest nel 2015 e dopo un ritorno creativo nella nativa Islanda con il thriller psicologico The Oath, Baltasar Kormákur si è messo al timone di Resta con me, avventura oceanica e romantica che vede protagonisti Shailene Woodley e Sam Claflin ed è tratta da una storia vera: quella narrata da Tami Oldham nel suo memoriale intitolato Red Sky in Mourning, pubblicato molti anni dopo l'avventura che narra, che ebbe luogo nell'odeano Pacifico nel 1983.

Resta con me: Shailene Woodley e Sam Claflin in un momento del film

Allora la californiana Tami era una surfista e avventuriera di poco più di vent'anni, che aveva appena incontrato l'amore della sua vita, a Tahiti, e si preparava a una vita raminga ed emozionante in giro per il mondo a bordo della Mayaluga ("colei che viaggia oltre l'orizzonte" in lingua swazi), la barca che Richard si era costruito con le sue mani in Sudafrica. Quando arriva la proposta di portare lo yacht a vela Hazana a San Diego per una somma allettante che avrebbe finanziato un bel po' delle future scorribande oceaniche per la coppia di skipper innamorati, i due non possono rifiutare, e così per Tami inizia un viaggio verso casa che si trasformerà in un'esperienza fondante e destinata, nonostante tutto, a cementare il suo amore per il mare.

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L'amore e la tempesta: la storia su due linee temporali

Resta con me: Shailene Woodley in una scena del film

L'approdo sul grande schermo di questa incredibile e terrificante vicenda lo dobbiamo soprattutto ai due fratelli sceneggiatori Aaron e Jordan Kendell, già artefici della deliziosa Oceania disneyana, che, alla ricerca di nuove idee per storia ambientate negli oceani, s'imbatterono nelle memorie di Tami. La loro scelta, in fase di elaborazione dello script (firmato in collaborazione con David Branson Smith), è stata quella di impostare la narrazione su due linee temporali: su un piano c'è la battaglia per la sopravvivenza dopo che il possente uragano Raymond ha ribaltato e fatto a pezzi lo Hazaña; l'altra linea narrativa segue gli innamorati dal loro primissimo incontro fino ai giorni del fatale incontro con la tempesta. Questo permette di porre le scene emozionanti e spettacolari della barca straziata dall'uragano al cuore del film, e farle coincidere (nell'altra linea narrativa) con il momento più rivelatore e insieme tragico della vicenda della sopravvissuta, con buon effetto drammatico.

Resta con me: Sam Claflin in un'immagine del film

Al di là di questa apprezzabile architettura narrativa, il film ha da offrire una storia d'amore abbastanza convincente anche se non delle più originali, qualche sorpresa, e una realizzazione tecnica davvero impressionante, evidente sin dalla prima scena, con Tami che riprende i sensi dopo il naufragio, emerge dalla devastazione dello yacht e combatte per uscire da sotto coperta: una sequenza dinamica, tesa e immersiva che mostra la capacità del regista islandese di tenere testa a una sfida di questa monumentale entità.

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Vita di Tami: una Shailene Woodley combattiva e talentuosa

Resta con me: Shailene Woodley in un momento del film

Accanto alla solidità di Kormákur come regista di azione estrema e realistica, l'altro elemento vincente di Resta con me è Shailene Woodley, che, a quanto racconta lei stessa, per poco non si fece sfuggire la parte perché quando arrivò la chiamata era nella riserva di Standing Rock per combattere il progetto della Dakota Access Pipeline, sotto custodia: californiana come Tami, vigorosa e atletica ma anche credibile e talentuosa, Woodley si tuffa in una prova fisicamente proibitiva ed emotivamente struggente e ci regala un ritratto dell'eroina - la ragazza spensierata e libera, la donna sensuale e innamorata, la sopravvissuta grintosa e piena di risorse - di cui la vera Tami Oldham, che ha seguito da vicino la realizzazione del film, potrà andare certamente orgogliosa.

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Resta con me: Shailene Woodley e Sam Claflin in un'immagine del film

Come shipreck movie Resta con me non ha né la suggestione simbolica e spirituale di un Vita di Pi né l'eloquente essenzialità priva di fronzoli di un All Is Lost - Tutto è perduto, per citare due bellissimi film relativamente recenti; di certo è un'opera che potrebbe incuriosire il pubblico grazie al connubio inusuale tra racconto di sopravvivenza e love story, e che racconta in modo totale e stordente il mare, le sue insidie e il suo irresistibile fascino.

Recensione Resta con me: solo l'amore sopravvive
Alessia Starace
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
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