Re: Mind

2017

Re:Mind, che dramma questo horror!

È approdata su Netflix la serie giapponese targata Re:Mind, che promette suspence e colpi di scena a non finire. Sarà veramente così?

Re: Mind - le protagoniste

Undici ragazze della stessa classe si ritrovano incappucciate intorno ad un lungo tavolo con i piedi intrappolati al pavimento; non appena riprendono coscienza e si tolgono i rossi cappucci, realizzano di non trovarsi in una stanza come tutte le altre: ogni cosa intorno a loro è inquietante, strana, quasi decadente. È questo l'incipit della serie Netflix Re: Mind, composta da 12 episodi più uno speciale, giunta a noi dalla lontana terra del Sol Levante per allietare le nostre serate.

Nonostante le premesse, dopo il primo episodio si fa sempre più fatica a categorizzare questo nuovo prodotto nel genere horror: man mano che la narrazione va avanti e lo spettatore viene calato in un groviglio non troppo intricato di bugie e colpi di scena, il registro narrativo si trasforma per avvicinarsi al più stucchevole teen drama, piuttosto che all'horror o al thriller come ci era stato promesso.

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Re: Mind - un'immagine promozionale

Prodotto giapponese DOC

Re: Mind - una delle protagoniste

Non ci abbiamo messo molto a capire che Re:Mind non è stata pensata per un pubblico internazionale, anzi presenta molti elementi del dorama (genere orientale che identifica le produzioni televisive a puntate): adolescenti problematiche, personaggi con gravi e incurabili problemi di salute, tragedie a non finire e tante, tantissime lacrime sono gli ingredienti base che caratterizzano il 90% di questo tipo di produzioni. La recitazione è affidata al noto (in patria) gruppo idol Hiragana Keyakizaka46, e la qualità ne risente: ogni espressione, ogni emozione è caricata e caricaturale, tutte piangono, si disperano e fanno espressioni buffe, rivelando tutti i limiti di questo tipo di prodotti low budget, tanto apprezzati in patria e da poco sbarcati anche dalle nostre parti. Non aiuta di certo la carrellata di stereotipi che ci vengono proposti e che fanno naufragare l'intera terrificante vicenda nel mare dei cliché.

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I Guess Everything Reminds You of Something

Re: Mind - le protagoniste

È questo il mantra che condurrà le ragazze In un viaggio di espiazione dei propri peccati, ognuna verrà messa alla prova ma, se i difetti di recitazione ci impediscono di empatizzare con le protagoniste, un ruolo importantissimo lo svolge la stanza, unico luogo che ci viene mostrato nella narrazione presente di Re:Mind: un ricco e caotico palcoscenico che agisce da incarnazione fisica dell'essere e dei sentimenti del misterioso carceriere. Nei numerosissimi oggetti che compongono il bizzarro, e sicuramente non molto fine, arredamento, le protagoniste ritrovano frammenti dei mesi passati, guidando lo spettatore in un intricato, ma prevedibile, groviglio di bugie e omissioni senza, però, prendere una strada ben precisa, lasciando, specialmente in alcuni episodi, lo spettatore piuttosto perplesso.

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Episodio speciale ma non troppo

Re: Mind - un'immagine della sigla iniziale

Per tentare, forse, di dare ulteriori spiegazioni al povero spettatore rimasto a bocca asciutta dopo un finale poco soddisfacente e comprensibile, è stato pensato un tredicesimo episodio prequel, che sposta la narrazione a qualche mese prima della vicenda, mostrandoci le ragazze alle prese con la vita di tutti i giorni tra amori veri, presunti e desiderati, rientrando pienamente nell'immaginario legato al mondo liceale giapponese tipico dei manga di genere shojo (ovvero quelli romantici destinati ad un pubblico femminile). Piccolo passo coraggioso (per il genere a cui questo prodotto appartiene) è stato quello di introdurre in modo estremamente delicato, anche se non molto esplicito, il tema dell'omosessualità. È fatto intendere dopo qualche puntata, fino alla conferma nell'episodio speciale, che tra due delle ragazze ci sia più di un amicizia, il tutto viene mostrato con grazia e tenerezza risultando uno dei pochi elementi funzionanti e di pregio di una serie dall'incipit ambizioso ma che finisce per deludere nello svolgimento, affidandosi a colpi di scena mal gestiti e di poco spessore. In definitiva, Re:Mind è consigliata ad un di appassionati, agli amanti dei dorama e a chi vuole qualcosa di leggero, poco impegnativo e da vedere nei ritagli di tempo.

Re:Mind, che dramma questo horror!
Erika Sciamanna
Redattore
2.5 2.5
Cinecittà World
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