5 serie TV da recuperare che nessuno (o quasi) conosce

Da Enlightened, con protagonista Laura Dern, ad "Appunti di un giovane medico", interpretata da Joh Hamm e Daniel Radcliffe: andiamo insieme alla scoperta di cinque serie molto interessanti ma quasi del tutto ignorate nel nostro paese.

È fisiologico: non sempre la qualità si trascina dietro successo e popolarità, e non tutte le serie meritevoli sopravvivono al setaccio del tempo, a maggior ragione se si considera la modalità alluvionale con cui vengono immesse nel mercato da qualche anno a questa parte e che a fronte di un'offerta assidua e eterogenea impone una selezione che giocoforza è sinonimo di esclusione. E che in alcuni casi è una vera perdita.
Sebbene "lasciare che si perdano nel tempo come lacrime nella pioggia" sia un esercizio di elegante distacco con un suo fascino romantico, agli atti si dimostra incompatibile con il sacrosanto e inalienabile diritto di avere più gente possibile con cui condividere e commentare le proprie serie preferite. Se poi è vero che ad ogni diritto corrisponde un dovere, il nostro è quello di consigliarvi fortemente di dare un'occasione ad alcune piccole perle che per un motivo o per l'altro sono state quasi completamente ignorate, perlomeno da noi in Italia.

Qui di seguito potete trovare una selezione di alcune delle più meritevoli, a nostro parere.

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Enlightened

Diane Ladd e Laura Dern nella nuova serie Enlightened

Per i cinefili è una delle attrici feticcio di David Lynch. Per il grande pubblico è stata soprattutto la bionda paleobotanica di Jurassic Park. Per (troppe) poche persone è anche la straordinaria attrice protagonista di Enlightened, nonché creatrice e produttrice della serie insieme a Mark White, altro interprete e personaggio degno di nota. Nonostante il plauso della critica, la HBO decise di cancellarla dopo le prime due stagioni a causa degli scarsi ascolti. Nessuna interruzione improvvisa o forzatura nella trama, però: gli autori hanno infatti sviluppato e concluso lo show in modo appagante e più che convincente nei tempi previsti (due stagioni per un totale di 18 episodi). La serie segue le vicende della quarantenne in carriera Amy Jellicoe al suo ritorno dal soggiorno in un centro molto costoso e molto new age delle Hawaii, per riprendersi dal crollo nervoso dovuto al tradimento dell'amante-capo e alla perdita del lavoro. Quelli a cui assistiamo sono i suoi implacabili sforzi per affrontare la vecchia realtà col nuovo bagaglio (a mano) di filosofia new age, con risultati spesso esilaranti e quasi sempre frustranti.

Laura Dern nella nuova serie HBO Enlightened

La Dern tratteggia splendidamente un personaggio che non si può non odiare, per tutte le volte che ci costringe a sentirsi in imbarazzo per lei, ma che nemmeno si può fare a meno di amare: perché nonostante tutto crede fermamente nelle sue convinzioni e agisce di conseguenza, in un ciclo di continue cadute e risalite. E lo fa così bene da far venire il dubbio che alla fine possa anche avere ragione, e che non sempre le cose, e le scelte, siano così nettamente etichettabili. Un pò come questa serie, che è molto più di una comedy e non è solo un drama. Da segnalare anche la partecipazione di Robin Wright in uno dei migliori episodi della prima stagione, dove interpreta una vecchia amica della Dern: giusto per avere conferma che alle volte il tempo invece di scalfire deposita strati di carisma. Gli episodi sono brevi (poco più di 20 minuti ognuno) e la seconda stagione serra il ritmo e coinvolge ancora di più della prima.

Consigliata a: gli amanti della Dern, che in questa serie di cui è regina assoluta ha il coraggio di proporre un prodotto diverso e che ci ricorda tutti i motivi per cui è un'attrice fenomenale. Ma soprattutto a chi ancora non la conosce.

Sconsigliata a: chi ha idee troppo rigide (in un senso e in un altro) sugli effetti delle modaiole filosofie olistiche. Che è anche il motivo per cui dovrebbe guardarla.

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You're the Worst

You're the Worst: Chris Greere con Aya Cash nel pilot

Se non avete ben chiaro cosa si intenda per relazione disfunzionale, questa serie ve ne mostrerà una esemplare (in realtà ben più di una), e senza oscurare niente. Lui, Jimmy, è un brillante quanto egotico aspirante scrittore inglese, lei, Gretchen, una instabile e svogliata pr di Los Angeles. Entrambi non credono nelle relazioni di coppia. E infatti ne cominciano una, in cui ognuno dei due sembra impegnarsi seriamente nel garantire all'altro la peggiore (ma anche più autentica) versione di sé, giusto per sbarrare il campo a ogni possibile aspettativa. Il grado zero del romanticismo quindi, o quantomeno di quello classico, e nonostante questo il legame fra i due si instaura, e a suo modo evolve, insieme a quello degli altri protagonisti che ruotano intorno alla vita della coppia (fra tutte, impagabile la voce e il personaggio di Lindsay, migliore amica di Gretchen).
Dialoghi bizzarri e reazioni anticonvenzionali, un'ironia cinica che non fa sconti e rapporti di coppia dal taglio molto diverso da quello delle abituali commedie romantiche. Azzeccatissima la canzone scelta come opening theme (7.30 degli Slothrus), che cala perfettamente nel mood della serie. Andate ad ascoltarla e capirete perché. Ancora meglio, andate a recuperare le passate 3 stagioni e aspettate con noi l'uscita della quarta.

Consigliato a: i diversamente romantici.

Sconsigliato a: i puristi del romanticismo.

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Appunti di un giovane medico

A Young Doctor's Notebook: Jon Hamm e Daniel Radcliffe in una foto della serie

Uno, Daniel Radcliffe, aveva da poco dismesso l'ingombrante mantello da mago, l'altro, Jon Hamm, era (e continua ad essere) uno dei più carismatici e raffinati attori televisivi del momento, quando decidono di vestire i panni dello stesso personaggio: quelli del dottor Vladmir "Nika" Bomgar, Radcliffe nella versione giovane, Hamm in quella più matura. Appunti di un giovane medico è un piccolo gioiello suddiviso in 8 episodi (per un totale di due stagioni), basato sull'omonima opera di ispirazione autobiografica dello scrittore Michail Bulgakov, il celebre autore de Il Maestro e Margherita. I racconti sono infatti la trasposizione letteraria delle vicende vissute dallo stesso Bulgakov all'inizio della sua carriera di medico, quando, giovane e inesperto neolaureato, venne mandato a dirigere uno sperduto quanto fuori dal tempo ospedale nella campagna russa dei primi del '900.

A Young Doctor's Notebook: Jon Hamm e Daniel Radcliffe in una scena della serie

Nell'affrontare i casi clinici più disperati e disparati, sarà costretto a confrontarsi anche con una mentalità retriva e ostile al progresso, nonché con l'ombra onnipresente del defunto e idolatrato medico di cui ha preso il posto. Il filo della narrazione prende le mosse dai flashback del medico ormai adulto e affermato, che nel suo ricordo interagisce e commenta le scelte del suo sé più giovane con inclemenza e sarcasmo. Le due versioni, quella tetra e beffarda di Hamm e quella comica e impacciata di Radcliffe, creano un contrasto di situazioni a cavallo fra il grottesco e il drammatico, in cui entrambi gli attori riescono al meglio a rendere la complessità del personaggio senza mai rinunciare a un umorismo dark british e regalandoci una serie assolutamente da recuperare. Insieme al libro che l'ha ispirata.

Consigliata a: tutti, specie agli appassionati di Bulgakov, a chi è curioso di vedere lo sforzo (riuscito) con cui Radcliffe si mette alla prova dopo i fasti di Harry Potter, e a chi vuole vedere Hamm in vesti meno impeccabili di quelle a cui ci ha abituato in Mad Men.

Sconsigliata a: L'ambientazione della sala operatoria nella Russia rurale del primo '900. Non c'è bisogno di aggiungere altro.

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Crazy Ex-Girlfriend

Rebecca Bunch (una brava e versatile Rachel Bloom, co-autrice della serie), è una giovane e insoddisfatta avvocatessa che lavora per un prestigioso studio legale newyorkese. Incontra per caso Chan, suo primo amore adolescenziale, che la informa del suo prossimo trasferimento a West Covina, California.
Da lì a mollare tutto e decidere di seguirlo è un attimo. Da allora si impegnerà in due cose: convincere tutti, soprattutto se stessa, di non essere una crazy ex-girlfriend, e riconquistare l'ignaro Chan con ogni irragionevole mezzo e con una determinazione che nel concreto assumerà la forma di uno stalkeraggio emotivamente pianificato, e quindi disastroso.

La serie, che è stata rinnovata per una terza stagione e che vanta un'ottima accoglienza di critica, è un'atipica commedia sentimentale costellata da numeri musicali fuori di testa (che in realtà sono parodie del genere). E sì, è tutto sopra le righe, eccessivo e bizzarro come la sua protagonista, ma se si sta al gioco, funziona, diverte e si fa amare, anche (e forse soprattutto) se non si apprezza il genere musical. Nota di merito alla Bloom, che scrive e interpreta un ruolo impermeabile a ogni possibile forma di imbarazzo e che le è valso il Golden Globe come migliore attrice di serie nella categoria comedy-musical. Il consiglio è quello di andare oltre al titolo (di per sè forse un pò penalizzante) e alla prima impressione: lo show ha trovate esilaranti ed è più intelligente di quanto possa sembrare.

Consigliato a: chi vuole ridere e a chi vuole conferma che quello di prendere pessime decisioni dopo una rottura sentimentale è un vizio comune a tanti.

Sconsigliato a: gli estimatori di sobrietà e moderazione.

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The Path

The Path: Michelle Monaghan e Aaron Paul interpretano Sarah ed Eddie

Non ha l'impatto folgorante di un colpo di fulmine ma seduce con lentezza questa serie statunitense del 2016 di cui è in corso la seconda stagione in streaming su Hulu. La storia segue le vicende degli adepti del movimento Mayerista - un'immaginaria quanto verosimile setta americana che prende il nome dal fondatore Steven Meyer - e in particolare del suo travagliato e carismatico leader Cal Roberts (interpretato dall'ottimo Hugh Dancy) e della famiglia Lane. Il primo è alle prese con una battaglia in cui il desiderio autentico di mostrarsi all'altezza degli ideali di cui si fa portavoce si scontra con l'incapacità di gestire i suoi demoni interni. La seconda, la famiglia composta dai coniugi Sarah (Michelle Monaghan) e Eddie Lane (Aaron Paul), si trova a dover gestire i dubbi e la progressiva perdita di fede di lui, ex-tossicomane che ha trovato nella setta e nel credo incrollabile di lei la spinta per ricominciare.

The Path: Hugh Dancy è il leader del movimento religioso in una foto della serie

I rapporti e le dinamiche fra i vari protagonisti vengono apparecchiati nel corso dei primi episodi e si prendono il loro tempo per emergere senza puntare su grossi colpi di scena, ma, se si ha la pazienza di aspettare, la seconda parte della prima stagione accelera la marcia e decolla con una trama intrigante e ben giocata. Ne viene fuori una serie completa e di alto livello, che porta alla luce la problematicità e le contraddizioni della natura umana senza schierarsi apertamente sulla questione spirituale. Il merito va anche e soprattutto alla scelta di un ottimo cast, in cui gli orfani di Breaking Bad potranno ritrovare e apprezzare Aaron Paul nelle vesti insolite di marito e padre di famiglia, ruolo che riesce a rendere perfettamente verosimile nonostante il figlio adolescente somigli di più a un fratello maggiore.

Consigliato a: chi cerca una serie ben fatta in cui i grandi e sempiterni temi di fede e spiritualità servono da occasione per approfondire l'universo psicologico di chi ci ruota intorno, senza rinunciare a una trama fitta di mistero.

Sconsigliato a: chi è in cerca di serie dai ritmi adrenalinici alla 24.

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