Recensione Lettere di uno sconosciuto (2014)

Un delicato melò di impianto classico quello realizzato dal maestro Zhang Yimou, che ha la sua più grande attrattiva nella performance struggente della musa Gong Li.

1965, l'intellettuale Yan-shi, strappato alla sua famiglia e detenuto in un campo di lavoro come prigioniero politico, tenta la fuga nel tentativo di ricongiungersi con l'amatissima moglie Wan-yu; la giovane figlia della coppia, Dan Dan, teme che il gesto del padre possa affossare la sua carriera di ballerina, e denuncia il suo tentativo di incontrare la madre. In una drammatica sequenza di eventi alla stazione di Pechino, Yan-shi viene arrestato e Wan-yu, gettata a terra, subisce una grave concussione.

Anni dopo, alla fine della Rivoluzione Culturale, l'uomo viene finalmente liberato, ma a casa l'attende, oltre alla pentita Dan Dan, la scoperta della grave amnesia che ha colpito Wan-yu, la quale non solo non lo riconosce, ma lo scambia per il funzionario del partito che l'ha tormentata mentre lui era in carcere, e non può tollerare la sua vista. Seguendo i consigli di amici ed esperti, Yan-shi cerca di avvicinarla con vari espedienti, per tentare di fare riaffiorare i suoi ricordi, indurla a perdonare la figlia, e risvegliare l'antica tenerezza.

Un nuovo inizio per Zhang Yimou?

Coming home: Chen Daoming in una scena
Coming home: Chen Daoming in una scena

Dopo diversi anni in cui il maestro cinese si è dedicato ai wuxia e alle produzioni su larga scala, Lettere di uno sconosciuto, tratto dal romanzo Il criminale Lu Yanshi di Yan Geling, rappresenta il ritorno al dramma intimo e sobrio, tutto incentrato com'è sul rapporto, sulla storia personale e sull'intesa tra due soli personaggi; ovviamente Zhang Yimou non rinuncia a parlare del suo paese, e degli anni che hanno segnato la sua giovinezza: l'atmosfera opprimente, le minacce subite alla giovane Dan Dan, il cui grande talento per la danza va sprecato, le caratteristiche del balletto politicizzato a cui la ragazza partecipa (per altro una sequenza incredibile, degna dello Zhang più pirotecnico), le violenze subite da sua madre, oltre alla prigionia di Yan-shi, sono tutti elementi che compongono un quadro terrificante delle condizione in cui la popolazione cinese ha vissuto per decenni.

L'amore che rimane

Tuttavia, quello che interessa più di tutto a Zhang è quello che avviene tra i suoi due protagonisti, interpretati dal bravo Chen Daoming e da Gong Li, sua musa dai tempi di Sorgo rosso. Lui, un uomo che, dopo tanti anni di sofferenze, sperava finalmente in un po' di pace e sollievo tra le braccia di sua moglie, e si vede invece costretto a ricominciare tutto daccapo, con una solerzia e una devozione che spezzano il cuore; lei immemore, imprevedibile, capace di irradiare amore e di rinchiudersi nella freddezza e nel riserbo, ancora custode gelosa di segreti amarissimi, è una continua e multiforme sfida che Gong affronta senza paura. Il risultato è un melò delicato e commovente dedicato alla misteriosa persistenza di un amore che, soffocato dagli eventi, riesce a reinventarsi e a trionfare sugli anni e sulle avversità.

Conclusione

Nulla di nuovo per la filmografia di un regista che ha già affrontato questi temi e e questo contesto, ma Lettere di uno sconosciuto resta un film solido e toccante impreziosito da una magnifica performance di Gong Li.

Movieplayer.it

3.0/5