Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi, la recensione della dramedy su Netflix

La recensione di Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi, divertente dramedy svedese dai toni vivaci e ammiccanti che riflette con intelligenza sul ruolo della donna in una società maschilista tanto fragile quanto spietata.

Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi, la recensione della dramedy su Netflix

Insieme al recente Blood & Gold (qui la nostra recensione), su Netflix sta spopolando da un paio di settimane una commedia svedese del 2022 passata un po' in sordina lo scorso anno. Progetto acquisito e non originale, il film è rimasto in classifica per diversi giorni, riscuotendo un discreto successo di pubblico, anche dovuto al suo curioso e ammiccante titolo. Ambientato nella splendida Stoccolma, Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi è il debutto alla regia della talentuosa Erika Wasserman, meglio nota nel settore per aver prodotto quel gioiello di Border - Creature di confine diretto da Ali Abbasi.

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Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi: una foto

Il salto artistico è avvenuto in forma del tutto autoriale, considerando che la Wasserman ha firmato anche la sceneggiatura a sei mani insieme a Christin Magdu e Bahar Pars, confezionando una dramedy moderna e stuzzicante interamente al femminile, dedicata alla scoperta del piacere come mezzo d'emancipazione e conoscenza di sé in una società ancora troppo patriarcale e stracolma di stereotipi di genere.

Ricomincio da me

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Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi: Katia Winter durante una scena

Hannah (Katia Winter) è una grande lavoratrice nel mondo dell'editoria e delle produzioni dello spettacolo, ormai indispensabile per la sua azienda. Vive un momento felice: ha una bella famiglia, sposata con Morten (Jesper Zuschlang) e con un bellissimo figlio, e la carriera va a gonfie vele, tanto da poter chiedere un significativo aumento e godersi i frutti dei suoi sforzi e dei molti obiettivi raggiunti. Come spesso accade, però, è proprio all'apice del successo che ci si affaccia su di un'inevitabile discesa, che per Hannah coincide nella settimana precedente al suo quarantesimo compleanno, un po' un crocevia fondamentale per stilare traguardi e rimpianti accumulati nella seconda giovinezza. Nonostante il suo enorme entusiasmo e la sua grande disponibilità, sia come moglie che come madre, Morten appare infelice della carriera della moglie e della sua assenza costante in casa, sentendosi ignorato senza considerare il peso che grava sulle spalle di Hannah e i suoi molteplici sacrifici per dare alla sua famiglia un futuro stabile e felice.

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Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi: Katia Winter in un'immagine

Dopo averle chiesto per l'ennesima volta di abbandonare il lavoro per dedicarsi alla casa e al figlio, Hannah ascolta il marito per assecondare i suoi bisogni e provare a staccare la spina, ma Morten decide di lasciarla dopo un piccolo mancamento dovuto "allo stress della relazione" (le dice "Mi hai dato solo stress ed emorroidi") e la caccia di casa, mentre l'azienda riesce a sostituirla velocemente nonostante la sua professionalità e competenza. Sempre lo stesso giorno, la sua migliore amica Carolin (Nour El-Refai) la colpevolizza per non essersi presentata al battesimo del figlio - di cui sarebbe dovuta essere la madrina - e spinta dal marito decide di rompere la sua amicizia con lei. Trovandosi così sola e costretta a chiedere aiuto a sconosciuti e conoscenti, Hannah imparerà la lezione più importante della sua vita: bastare prima di tutto a se stessi partendo. E in questo senso, la "scoperta" della masturbazione rappresenta l'elemento d'efficacia, piacere e autonomia più esplosivo che esista, tanto da ribaltare totalmente concetti esistenziali e stile della protagonista.

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Estasi

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Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi: Katia Winter in una scena del film

Soprattutto recentemente e a partire dal nord-est europeo, il cinema sta vivendo un'intensa produzione di drammi o commedie al femminile votati alla distruzione di luoghi comuni maschilisti e alla destrutturazione del ruolo della donna nella società moderna. Viene subito in mente La persona peggiore del mondo di Joachim Trier, ma anche Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi sembra provenire dallo stesso filone, pure se cinematograficamente inferiore e concettualmente meno complesso. La differenza sostanziale sta nella marcata predominanza della commedia che sorregge quasi per intero l'impianto filmico, miscelando sapientemente dramma e romanticismo per un film votato al situazionismo esilarante e ricercato, piuttosto che alla complessità delle riflessioni e degli argomenti, così come dei dialoghi. Il film di Erika Wasserman fa prima di tutto ridere, e in alcuni passaggi ci riesce davvero bene grazie alla scrittura sagace e allusiva e momenti assurdi o espliciti che accompagnano dall'inizio alla fine il progetto. Il merito è del soggetto e della sua portata comica al netto di una certa intensità tematica, dove il motto "prima la fi*a" domina lo sviluppo narrativo guidato da una bravissima e convincente Winter.

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Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi: una scena

Come tenere testa a un marito dedito al mansplaining e dalla mascolinità fragile e insieme tossica, a un capo imbranato che dovrebbe invece essere un suo dipendente, a uomini dall'apparenza sensibile e invece mammoni senza spina dorsale? Masturbandosi. Certo, in questo senso il dipinto dell'uomo moderno è abbastanza piatto e monodimensionale, ma ai fini del prodotto è formalmente giustificato, specie per quanto riguarda il ribaltamento sessuale e relazionale. In realtà l'escamotage è quello di tornare a scoprire se stessi partendo dall'onanismo in chiave positiva e non estremizzata, provando ad ascoltare nuovamente l'organo più vitale di tutti e re-imparando a bastarsi sfruttando "quel luna park" (lo dice la sua mentore) con più di 15.000 "attrazioni" da sperimentare sotto forma di terminazioni nervose. E di sequenze esplicative, in questo senso, è pieno il film. Una sua amica dice ad Hannah nella fase discendente della sua vita: "Sei davvero sprecata per una vagina". Basta arrivare alla fine per capire come, in realtà, una sola vagina sia sprecata per lei.

Conclusioni

In conclusione, divertente e stuzzicante, Quando ho smesso di preoccuparmi e ho iniziato a masturbarmi è una dramedy che funziona, soprattutto considerando l'esordio alla regia e alla sceneggiatura di Erika Wasserman, che confeziona così una commedia piccola, contenuta e irresistibile sulla riscoperta del piacere e di sé, interamente al femminile e contro ogni becero, tossico o fragile maschilismo.

Movieplayer.it
3.5/5

Perché ci piace

  • L'interpretazione di Katia Winter.
  • La scrittura della Wasserman, pungente ed esilarante.
  • Argomenti ben inquadrati e sfruttati a dovere nel genere.

Cosa non va

  • Forse il dipinto dell'uomo moderno è un po' troppo monodimensionale e univoco.
  • Perde un po' di grinta nella parte centrale.