Over the Moon, il film Netflix di Glen Keane: “Trasformiamo le lacrime in stelle"

Intervista a Glen Keane, leggendario animatore Disney, papà di La Sirenetta, Aladdin e La Bella e la Bestia, ora alla regia di Over the Moon, storia di una ragazza che vuole andare sulla Luna; dal 23 ottobre su Netflix.

INTERVISTA di 26/10/2020
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Over the Moon: un momento del film

Avete mai guardato la Luna domandandovi se ci vive una principessa? Fei Fei sì, perché glielo ha detto fin da quando era piccola sua mamma: tra i crateri lunari vive Chang'e, che aspetta da secoli il suo grande amore. La famiglia di Fei Fei ha una pasticceria, in cui ogni giorno vengono sfornate profumatissime "torte della Luna". Poi però tutto cambia e le storie si interrompono. Per dimostrare a se stessa che i racconti materni sono veri, la ragazza è decisa: costruirà un razzo per andare sulla Luna. Comincia così Over the Moon, disponibile su Netflix dal 23 ottobre.

Over the Moon, la recensione: Netflix gioca a fare la Disney

Over the Moon - Il fantastico mondo di Lunaria è diretto da Glen Keane, leggenda dell'animazione, per anni tra i più grandi animatori della Disney, papà di La sirenetta, La bella e la bestia e Aladdin. Al primo lungometraggio da regista ha deciso di raccontare una storia ambientata in Cina, con grande attenzione per la cultura orientale, a cominciare dalla leggenda della principessa Chang'e e dal cibo.

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Over the Moon: un'immagine del film

Abbiamo potuto parlare del film, prodotto da Pearl Studio insieme a Netflix, proprio con Glen Keane, a cui abbiamo chiesto se, come si dice nella pellicola, si può trasformare il dolore in un'opportunità per crescere e brillare. Secondo il regista: "È buffo: c'è un momento in cui Chang'e prende una delle lacrime di Fei Fei, la lascia andare e diventa una stella. C'è della bellezza nel dolore: le lacrime di gioia sono l'altra faccia della medaglia di quelle di dolore. Alla fine del film avevo una scelta: i capelli di Fei Fei esprimono il dolore che ha provato. Sono un'esplosione, caotici. Fei Fei nel film dice a Gobi che vorrebbe che le cose tornassero com'erano prima, a un tempo in cui non c'era dolore, in cui sua madre era viva. Vuole tornare indietro. Ma la vita non funziona così: si va avanti, non indietro. Bisogna affrontare il dolore. Alla fine del film e del suo percorso di ripresa, ci siamo chiesti se Fei Fei dovesse farsi crescere di nuovo i capelli: abbiamo capito che non avrebbe dovuto, perché il dolore che proviamo lo portiamo con noi, ci rende chi siamo, è parte della nostra bellezza. Soffrire fa parte della vita e può farci crescere, renderci comprensivi."

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La video intervista a Glen Keane

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Over the Moon e l'importanza del cibo

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Over the Moon: una sequenza del film

In Over the Moon il cibo è fondamentale: si può quasi sentirne l'odore per quanto è disegnato bene. È stata una delle cose su cui gli animatori si sono concentrati di più, come ci ha detto il regista Glen Keane: "L'ho sperimentato davvero quando sono andato in Cina: siamo stati invitati a casa da famiglie cinesi e c'è sempre un'enorme tavola piena di cibo e salse al centro. Quando ho incontrato gli artisti in Cina ho chiesto di raccontare qualcosa di loro e pensavo che mi avrebbero parlato della scuola d'arte che avevano frequentato, invece mi hanno parlato dei loro noodles preferiti! Quelli delle province del nord della Cina, o quelli più sottili delle regioni del sud. Mi sono reso conto che il cibo è un simbolo della famiglia: lo condividono tutti insieme, vivono insieme e all'inizio del film Fei Fei è a tavola con la sua famiglia ma è in conflitto con tutti. Alla fine invece Fei Fei si siede di nuovo a quella stessa tavola, davanti all'onestà della famiglia, e stavolta è in armonia: loro non sono cambiati, ma lei sì. Li vede con occhi nuovi, pieni d'amore. E il cibo che condividono è parte importante di questo: abbiamo fatto molta attenzione a renderlo autentico. Le nostre produttrici sono entrambe asiatiche, così come il nostro team: abbiamo messo tutti i loro piatti preferiti su quella tavola."