Obliterated – Una notte da panico, la recensione: quando lo spy action incontra Una notte da leoni

La recensione di Obliterated - Una notte da panico, la serie tamarra al sapore di hangover che colora la piattaforma Netflix dal 30 novembre, per un intrattenimento duro e puro che gioca con gli stilemi del genere.

Obliterated – Una notte da panico, la recensione: quando lo spy action incontra Una notte da leoni

Una notte da leoni è stata una saga cinematografica - per la quale tra l'altro si sta parlando di un quarto possibile capitolo proprio in questi giorni - che ha segnato così tanto l'immaginario collettivo da essere diventata praticamente un instant cult. Che dire allora di Netflix che, continuando la sua nuova linea editoriale basata su procedurali, animazione e true crime, sforna dal 20 novembre Obliterated, una serie profondamente generalista e allo stesso tempo via cavo perché senza peli sulla lingua, che oscilla pericolosamente tra l'essere maschilista e profondamente inclusiva. Ne parliamo meglio nella recensione di Obliterated - Una notte da panico, in cui due generi apparentemente agli antipodi si incontrano per sfornare un prodotto assurdamente divertente (forse).

Notte brava a Las Vegas

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Obliterated - Una notte da panico: una scena

Obliterated - Una notte da panico inizia come un qualsiasi film spy action che popola il catalogo Netflix, da The Old Guard a Six Underground, con un gruppo di adorabili cazzoni (uomini e donne) che compie incarichi nei meandri più disparati del mondo, sempre al limite della vittoria e con uno spirito di squadra estremamente cameratesco; il gruppo sa che si tratta di una task force segreta e sotto copertura e che nessuno dell'opinione pubblica saprà mai la verità e li ringrazierà per strada. Conclusa la missione più importante che li ha coinvolti finora e che li ha tenuti impegnati per parecchi mesi, molto più di quanto previsto inizialmente, pensano bene di far festa, dato che si trovano nientemeno che a Las Vegas, la patria di Una notte da leoni. È qui che la trama della serie vira pericolosamente e ironicamente su altri lidi, senza tradire la propria identità primaria: nel bel mezzo dei festeggiamenti, il direttore della CIA Langdon (un ritrovato Carl Lumbly nel ruolo dopo Alias) avvisa gli agenti che la situazione è deragliata e non è per niente risolta come pensavano: una pericolosa bomba sta per esplodere e rischia di radere al suolo l'intera città.

A-Team

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Obliterated - Una notte da panico: una scena

La squadra, inizialmente riluttante, accetta di portare a compimento la missione anche per orgoglio personale, nonostante non sia al massimo della forma, tra alcol e droghe assunti più o meno consapevolmente. Ava (Shelley Hennig) è la leader della task force, sempre ligia al dovere e libertina solo per quella fatidica sera, che battibecca sempre con il secondo in comando, Chad (è sempre un piacere ritrovare Nick Zano), un inguaribile playboy. Ci sono poi Trunk (Terrence Terrell), un omone nero che ha un importante segreto tenuto ai propri compagni, soprattutto a Chad; Angela (Paola Lázaro), il cecchino del gruppo, precisa tanto quanto passionale a letto con altre donne; Paul (Eugene Kim), un padre di famiglia che è il pilota del gruppo, abilissimo e astemio, eccezion fatta per quella notte, che vuole proteggere la figlia adolescente dal ragazzi del ballo del liceo; Maya (Kimi Rutledge), che Chad chiama "Lady Tech", abilissima hacker del team innamorata perdutamente del ragazzo. Chiude il cerchio l'esperto di esplosivi Haggerty (C. Thomas Howell), una testa calda capace di disinnescare qualsiasi bomba. Dovranno unire le forze come mai prima per riuscire a fermare il villain di turno (un perfetto Costa Ronin) in meno di 24 ore.

Tutto in una notte

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Obliterated - Una notte da panico: una scena

Obliterated - Una notte da panico utilizza l'ironia senza sosta, il ritmo frenetico e l'impronta narrativa tamarra per proporre una serie di avvicendamenti sempre più improbabili e assurdi, intrattenendo e facendo divertire lo spettatore, facendogli staccare la spina dal cervello per qualche ora. Il tempo limitato e il timer ideale messo in testa ai protagonisti così come agli spettatori nel primo episodio aumenta la tensione narrativa, complici le sequenze action in cui le coreografie si sbizzarriscono e vengono alternate a momenti più da teen movie sopra le righe, come fu Spring Breakers, con le vicende amorose dei protagonisti che vanno ad inficiare la missione. Non avete mai visto agenti della CIA di questo tipo, che provano ad essere risolutivi ed efficienti nonostante non siano completamente lucidi e in sé. Battute, calci, testate, passato familiare dei vari personaggi da sviscerare, qualche colpo di scena assestato qui e là, una colonna sonora fortemente pop e una resa patinata di qualsiasi sequenza fanno il resto. Siete pronti a vivere una notte da panico?

Conclusioni

Concludiamo la recensione di Obliterated – Una notte da panico confermando come si tratti di intrattenimento da non perderci la testa, in cui Netflix prova a unire lo spy action più semplice e becero, con delle coreografie d'azione al cardiopalma, al teen movie spregiudicato in vacanza o in trasferta, generando un mix di dubbia fattura ma perfettamente confezionato per intrattenere divertendo.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
4.6/5

Perché ci piace

  • L'idea di unire teen movie e action movie per adulti.
  • L'affiatamento del cast.
  • Le coreografie action.

Cosa non va

  • La serie vira pericolosamente sul maschilista.
  • I personaggi rimangono abbastanza monodimensionali e stereotipati.
  • La comicità sboccata non è per tutti.