Noi, la recensione: adattare è a volte tradire

La nostra recensione dei primi episodi di Noi, l'adattamento italiano di This Is Us, che arriva in 12 episodi e 6 serate dal 6 marzo su Rai1, e non riesce purtroppo a "italianizzare" il racconto.

RECENSIONE di 06/03/2022
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Noi: una foto di scena

È bene fare una premessa all'inizio di questa nostra recensione dei primi episodi di Noi, l'adattamento italiano di This Is Us, uno dei drama più apprezzati e premiati a livello mondiale degli ultimi anni: se si sceglie di adattare un prodotto, è normale tradurre e anche tradire a volte l'originale, però se lo si "fotocopia" troppo pedissequamente si finisce in un terreno parecchio accidentato, e il confronto è non solo istintivo e immediato ma anche necessario per comprendere meglio ciò a cui si sta assistendo. Noi, prodotta da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction, arriva in 12 episodi e 6 serate dal 6 marzo su Rai1.

Questi siamo noi

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Noi: Lino Guanciale in una scena della serie

Fin dalle prime inquadrature e sequenze di Noi, appare chiaro come sceneggiatori (Sandro Petraglia, Flaminia Gressi e Monica Straniero) e regista (Luca Ribuoli) abbiano voluto ricalcare pedissequamente - o quasi - ciò che ha fatto la fortuna dell'originale, ovvero il racconto di una famiglia attraverso più epoche storiche - dagli anni '80 fino ad oggi - saltando continuamente dal passato al presente e viceversa, e potendo quindi giocare su plot twist e colpi di scena anche grazie ai salti temporali.

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Noi: Claudia Marsicano e Dario Aita in una scena

"Il Lost dei family drama", com'è stato soprannominato This Is Us, che ha trovato il modo di rinverdire un genere grazie alla bravura di Dan Fogelman, in questa versione italiana non riesce a discostarsi abbastanza dall'originale per trovare una propria identità. Prima di tutto, perché riprendendo quasi pedissequamente addirittura le inquadrature e i suddetti colpi di scena, l'effetto sorpresa viene a mancare fin dal principio. Ci sono dei cambiamenti apprezzabili: ad esempio Claudio (Dario Aita), il primo dei "Fantastici Tre" Peirò non sbrocca sul set di una sitcom - genere che in Italia non ha una propria tradizione e non ha fatto la storia della tv come oltreoceano - ma in una fiction in cui interpreta il Maestro Rocco, che sembra strizzare l'occhio a un classico della nostra tv come Caro Maestro. O ancora Betta (Angela Ciaburri) che non è più nera nella nostra versione poiché gli autori hanno pensato sarebbe risultata troppo irreale una coppia nera e di successo negli anni '90; facendo questa scelta si toglie però al personaggio una sua parte d'identità culturale, importante per la sua formazione ed evoluzione. Dove invece riesce il casting è ad esempio nel personaggio Leo (Leonardo Lidi), corrispettivo di Toby, che ha lo stesso carisma, cinismo e dolcezza nei confronti di Cate (Claudia Marsicano)/Kate. Questi cambiamenti sono però troppo pochi e troppo brevi per dare una vera identità italiana dal racconto, per trasporlo davvero a tematiche vicine al nostro Paese e non agli Usa (come l'obesità).

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La forza dei sentimenti

Claudia Marsicanoleonardo Lidi
Noi: un'immagine della serie

In cosa riesce allora Noi? È innegabile l'emozione che i primi episodi possono suscitare nello spettatore, ma questo perché figli di una struttura del racconto che non è la nostra (e che ci viene da pensare potrebbe destabilizzare il canonico pubblico Rai). Un connubio di emozioni palpabili attraverso la chimica fra gli attori - sia Pietro e Rebecca (Lino Guanciale e Aurora Ruffino), sia i già citati Claudio e Cate insieme a Daniele (Livio Kone). Il sentimento arriva oltre lo schermo, anche grazie alla colonna sonora che, come nell'originale, accompagna costantemente il racconto e qui attraversa vari classici della musica italiana - "Almeno tu nell'universo", "Ancora, ancora, ancora", "La stagione dell'amore", "Napule è" - fino all'inedita "Mille Stelle" composta appositamente da Nada e Andrea Farri per la serie. Ma è proprio in questo gioco eccessivo di specchi con This Is us che Noi perde inevitabilmente. Ci sono anche degli atteggiamenti che gli interpreti si sono portati dai loro corrispettivi americani, come il "giocare con gli occhiali" di Daniele/Randall o l'avere sempre un atteggiamento bonario e non da star verso i propri fan di Claudio/Kevin. Ma non è abbastanza.

Tu vuò fà l'Americano...

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Noi: una scena della serie

Noi, quindi, è troppo specchio di This Is Us pur volendosene discostare, e non riesce a trovare un equilibrio fra le due anime che la compongono perché o riprende troppo o troppo poco - almeno da questi primi episodi visti. Soprattutto in una serie che basa la sua forza non solo sui sentimenti - qualcuno potrebbe ritenere quell'aspetto "ruffiano" - ma sul gioco temporale in atto, se viene a mancare la sorpresa per quei colpi di scena, che sono gli stessi e messi anche negli stessi punti, l'adattamento già parte zoppicante. Se ci aggiungiamo qualche dialogo che in sceneggiatura avrebbero potuto rimescolare e riadattare (come la parabola sui limoni), e invece hanno preferito riprendere parola per parola, l'effetto è ancora più straniante. Senza dimenticate alcune discutibili trovate di trucco e parrucco (più importante che mai in un prodotto come questo dati i salti temporali) nel rendere ad esempio la nostra Rebecca anziana. Resta la potenza dei sentimenti, universale, ma non è abbastanza, peccato non abbiano avuto il coraggio di fare i cambiamenti necessari per rendere la storia italiana.

Conclusioni

Concludiamo la nostra recensione dei primi episodi di Noi felici di aver ritrovato le emozioni universali e familiari dell’originale This Is Us, con cui è impossibile non fare un paragone, tale è stata la sua portata a livello narrativo nel genere, ma delusi e dispiaciuti dell’aver visto un adattamento ripreso fin troppo pedissequamente nei dialoghi e nelle inquadrature, e che non abbia provato a "italianizzare" per davvero il racconto con le dovute modifiche. La chimica tra i personaggi si riesce a percepire oltre lo schermo ma non tutto il cast è in parte, e le poche modifiche al testo e gli atteggiamenti degli attori che riprendono gli originali non bastano a ricreare la magia… probabilmente unica e irripetibile proprio per la propria identità peculiare.

Movieplayer.it

2.0/5

Voto medio

N/D

Perché ci piace

  • Le emozioni e i sentimenti sono palpabili, così come la chimica fra i due nuclei protagonisti
  • Alcune scelte di casting e lo sforzo di modificare alcuni aspetti della narrazione per adattarla alla realtà italiana…

Cosa non va

  • …ma non abbastanza per allontanarsene in modo adeguato e creare una propria identità, come alcune tematiche meno sentite da noi
  • Alcune interpretazioni non fanno onore ai personaggi e alcune scelte di trucco e parrucco lasciano purtroppo perplessi e attoniti
  • La storia parte svantaggiata perché i colpi di scena figli della struttura narrativa decadono, soprattutto perché ripresi pedissequamente e negli stessi punti o quasi