Oggi lo conoscono in tutto il mondo grazie al ruolo del Front Man nella serie Netflix Squid Game, ma Lee Byung-hun è da 25 anni uno degli attori di maggior successo in Corea del Sud. A trasformarlo in una star è stato proprio Park Chan-wook con il film Joint Security Area (2000). Questa coppia strepitosa si è ritrovata sul set di No Other Choice - Non c'è altra scelta, in sala il primo gennaio dopo il concorso a Venezia 2025.
Adattamento del romanzo The Ax di Donald E. Westlake (già portato sul grande schermo da Costa-Gavras nel 2005 con Cacciatore di teste) il film racconta la storia di Man-soo, impiegato modello, che sembra avere una vita perfetta. Ha una bella famiglia, una bella casa, due bellissimi Golden retriever. E poi, all'improvviso, la sua vita va in pezzi: la società di carta per cui ha lavorato 25 anni lo licenzia. Trovare una nuova posizione nello stesso settore si rivela difficilissimo. Preso dalla disperazione, pensa a una soluzione estrema.
Nel ruolo di Mi-ri, moglie del protagonista, c'è Son Ye-jin: nella nostra intervista gli attori ci parlano di come le passioni possano rivelare molto di una persona e di quanto sia carismatico Park Chan-wook sul set. Non avevamo dubbi.
No Other Choice: intervista a Lee Byung-hun e Son Ye-jin
In No Other Choice - Non c'è altra scelta grazie ai colloqui di lavoro del protagonista vediamo come il mondo del lavoro sia sempre più complicato in tutto il mondo. Una delle domande ricorrenti che viene fatta è: qual è la tua debolezza? L'abbiamo chiesto anche agli attori.
Lee Byung-hun non ha dubbi: "Recitare di fronte alla telecamera mi viene facile, invece mi trovo molto più in difficoltà a rispondere alle domande. Quindi posso dire che la mia debolezza sono proprio le interviste".
Son Ye-jin invece: "Ho tante debolezze. Ma sono soprattutto sono impaziente: ho bisogno che le cose vengano fatte in fretta. E sono anche una perfezionista: cosa che mi fa soffrire".
Tra bonsai e lezioni di tennis
Quando Man-soo viene licenziato il tenore di vita di tutta la famiglia deve necessariamente cambiare. Mi-ri rinuncia quindi alle lezioni di tennis, ma vorrebbe continuare quelle di ballo. La passione del marito invece è più silenziosa: ha una serra in casa, in cui coltiva con cura i suoi bonsai. Gli hobby di questi due personaggi si rivelano fondamentali per capirne il carattere (ed eventuali colpi di scena). È così anche nella vita?
Secondo Lee Byung-hun: "Il mio personaggio, Man-soo, ama i bonsai. La spettacolare serra di bonsai che ha creato con tanta cura è la prova di quanto sia in grado di concentrarsi quando ama davvero qualcosa. La ragione per cui ama i bonsai sopra ogni cosa credo sia direttamente collegata al cuore del film. Perché i bonsai sono estremamente belli, ma per esserlo bisogna piegarli in modo innaturale. È una cosa forzata e artificiale. È qualcosa di brutale. Penso sia per questo che Park abbia reso i bonsai la passione di Man-soo".
Per Son Ye-jin: "In questo film il suo modo di ballare è comico, ma in realtà Byung-hun è un bravo ballerino. Amo quella scena: è molto divertente. Mi-ri, il mio personaggio, ama ballare. È molto attiva: gioca anche a tennis. I suoi hobby rivelano come sia una persona brillante e vivace: è positiva, attiva e socievole. In un certo senso le sue passioni sono l'esatto opposto di quelle di Man-soo. Così Park ha proprio sottolineato quanto siano differenti".
Tra Park Chan-wook e Cate Blanchett
Quest'anno Lee Byung-hun ha lavorato con due giganti del cinema: ovviamente il regista Park e poi anche la premio Oscar Cate Blanchett. L'attrice compare infatti nel sorprendente finale della terza stagione di Squid Game. Chi fa più paura sul set?
Ridendo ci ha detto: "Entrambi hanno un tipo diverso di carisma nei rispettivi campi. Non posso dire di conoscere bene Cate Blanchett, perché abbiamo passato poco tempo insieme. Ma con Park Chan-wook ho già lavorato 25 anni fa e ci siamo visti spesso fuori dal set. È una persona silenziosa, riservata, molto gentile. Ha carisma, ma allo stesso tempo è una persona disponibile. È qualcosa che gli viene naturale: non è finta o forzata".