Nico, 1988: Susanna Nicchiarelli e Trine Dryholm a Venezia col film sulla "Sacerdotessa delle Tenebre"

Modella, struggente voce femminile dei Velvet Underground, icona maledetta. Il biopic musicale di Susanna Nicchiarelli inaugura la sezione Orizzonti della Mostra di Venezia.

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Già con Cosmonauta, Susanna Nicchiarelli aveva dimostrato di aderire con passione all'oggetto della narrazione prescelto. Giunta alla quarta regia, l'autrice si misura con una biografia d'artista. Non un artista qualunque, ma la carismatica Nico, icona rock degli anni '60 lanciata dalla factory di Andy Warhol come voce dei Velvet Underground. La Nicchiarelli decide, però, di concentrarsi sulla seconda parte della carriera di Nico, quella solista, focalizzandosi in particolare sugli ultimi tour.

Una biografia "al contrario" con un personaggio che diviene sempre più lucido e complesso man mano che ci si avvicina alla fine. "Volevo smontare il cliché del biopic" conferma Susanna Nicchiarelli. "Studiando Nico, mi sono resa conto che la parte più interessante della sua vita è quella venuta dopo i Velvet Undergound. Sia come donna che come artista, Nico era una persona estremamente intrigante, anche negli errori commessi, nel rapporto con il figlio. I biopic spesso sono noiosi perché hanno la pretesa di voler raccontare tutta la vita di una persona. Io ho scelto di raccontare una parte per parlare del tutto".

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Anima ribelle

Nico, 1988: Susanna Nicchiarelli sul set del film
Nico, 1988: Susanna Nicchiarelli sul set del film

Nico, 1988 uscirà nelle sale italiane il 12 ottobre, distribuito da I Wonder Pictures. A interpretare la magnetica cantante è la danese Trine Dyrholm che coltiva una carriera parallela di cantante. Il che le ha permesso di interpretare personalmente i brani di Nico, ma sia Trine che Susanna Nicchiarelli ci tengono a sottolineare come l'adesione alla realtà sia solo parziale. "Per prepararmi ho guardato molto materiale, interviste, concerti, ma la chiave per entrare nel personaggio è stato sentire la musica di Nico, ascoltare la sua voce. Naturalmente ho lavorato anche sull'aspetto fisico, lei aveva questi capelli lunghissimi. Ma c'è una frase, che Nico ha pronunciato realmente, che è stata la vera chiave per entrare nel personaggio. Nel corso di un'intervista, alla domanda se rimpiangesse qualcosa, Nico ha risposto: 'No, rimpiango solo di essere nata donna e non uomo'. Nico ha lottato per tutta la vita con la sua natura e io ho cercato di restituire questo aspetto. Con Susanna e con la crew mi sono sentita nella mia confort zone".

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La voce pastosa e profonda di Nico, vero nome di Christa Päffgen, è il vero filo conduttore del film ed è la fonte di ispirazione che ha spinto Susanna Nicchiarelli a scrivere il soggetto molti anni fa, ben prima di realizzare i lavori precedenti. "I produttori a cui avevo sottoposto il soggetto lo avevano amato, ma era impegnativo dal punto di vista economico visto che era ambientato in giro per l'Europa. La musica di Nico serve a raccontare gli anni '80, abbiamo usato le sue canzoni e nel finale abbiamo inserito Big in Japan, che ci porta da un'altra parte. Lavorare con Trine ci ha permesso di avere un'interprete che sapeva anche cantare, ci siamo concentrati tantissimo sulle musiche".

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Un'icona rock tra realtà e finzione

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Tra i vari aspetti della complessa personalità di Nico affrontati nel corso del film vi è la relazione contraddittoria con il figlio Ari, avuto da Alain Delon, ma anche l'insofferenza verso la propria bellezza di cui ormai sembra non importarle niente. "Nico era una persona ironica, spiritosa" spiega Susanna Nicchiarelli. "Ho inserito nel film battute dissacranti perché restituivano il sapore del personaggio. Nico era molto cinica nei confronti del passato con i Velvet Underground, passato che era mitico per tutti, ma non per lei. Il tema della riflessione sul passato mi intriga e stavolta ho voluto raccontare un'Europa distante, lontana nel tempo, pre-caduta del Muro di Berlino. Ho inserito 1988 nel titolo proprio per far percepire questa distanza".

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Riflettendo sul rapporto tra realtà e finzione e sulla scelta di accostarsi a un'icona idealizzata da molti, la regista spiega che il doppio binario biografia/invenzione le è servito non solo nella rappresentazione di Nico, ma anche dei personaggi che la circondano. "Per reperire il materiale su Nico ho contattato personalmente Jonas Mekas, che ha filmato i primi materiali video di nico con i Velvet Undergound. Oggi ha più di 90 anni, ma mi ha risposto personalmente avvertendomi che aveva pochissimo materiale. Io ho lavorato solo su quei frammenti per la parte più nota, mentre per il resto abbiamo deciso di lavorare in maniera creativa. Ad esempio, il personaggio del manager che vedete nel film è ispirato ad Alan Wise, manager di Manchester. L'ho incontrato e insieme abbiamo deciso di cambiare nome al personaggio, così lo abbiamo fatto nostro. Abbiamo cercato di non sentire troppo questo debito con la realtà che ci paralizzava". È in linea con questa tendenza anche Thomas Trabacchi, attore italiano scelto in un cast internazionale per interpretare il chitarrista dell'ultima band di Nico. "Se Susanna avesse voluto riprodurre la realtà fedelmente non avrebbe chiamato me perché gli assomiglio affatto al mio personaggio. Abbiamo cercato di riprodurre lo spirito di un'epoca raccontandone i personaggi in modo libero, ricreandoli secondo meccanismi nostri. Non volevamo sentire troppo il debito con la realtà così da poter sviluppare la finzione".