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Nessuno ti salverà, la recensione del film originale Disney+: mamma ho ucciso un alieno

La recensione di Nessuno ti salverà, horror sci-fi scritto e diretto da Brian Duffield dove l'home invasion incontra sensibilità e citazioni di genere fantascientifico, per un'opera straniante, inaspettata e profondamente concettuale.

Nessuno ti salverà, la recensione del film originale Disney+: mamma ho ucciso un alieno

La sceneggiatura di Nessuno ti salverà era in giro da un paio di anni. Basta una rapida ricerca sul web per incappare in un commento o in una recensione dello screenplay datati 2020 o 2021. Tutto normale, comunque, essendo stata l'opera uno dei tanti spec scripts in circolazione. Si tratta delle cosiddette "sceneggiature speculative", cioè testi realizzati senza committente e su pura ispirazione dell'autore, poi immessi sul mercato in cerca di un produttore disposto ad opzionarli per un film. E Brian Duffield, sceneggiatore e anche regista di Nessuno ti salverà, di questi script ne ha curati a decine, alcuni addirittura in Black List (basti pensare a Jane Got a Gun).

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Nessuno ti salverà: una scena del film

Alla fine è stata Disney+ a investire nel progetto dell'autore di Spontaneous, Love & Monsters e The Babysitter, intravedendo nell'idea di Duffield un'introversa rilettura del genere fantascientifico, profondamente concettuale e citazionista, semplice nella sua struttura cinematografica eppure complessa e affascinante per narrazione e messaggio. Un titolo che solo in apparenza racconta di un'invasione aliena e di una ragazza solitaria pronta ad affrontare gli extraterrestri e a difendere la propria casa, trattandosi di un vero e proprio pretesto narrativo per riflettere su sensi di colpa, isolamento sociale e barriere linguistiche, sui limiti, gli errori e gli orrori umani e le loro dirette conseguenze.

Un nodo in gola

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Nessuno ti salverà: una foto del film

Un elemento in particolare rende Nessuno ti salverà estremamente curioso, qualcosa che nemmeno la campagna promozionale è riuscita e "vendere" allo spettatore, mascherandolo invece con intelligenza nel montaggio serrato del trailer. Il fatto è questo: Nessuno ti salverà non ha nemmeno una linea di dialogo. Non ci sono battute, non ci sono parole. Non fosse per i sospiri, i gemiti e le urla della protagonista, sarebbe in tutto e per tutto un film muto. E questa non solo è una scelta concettuale forte e coraggiosa, ma ha senso nella visione diegetica di Bryan Duffield, andando insieme a spiegare e completare la vicenda fantascientifica in sé e il sottotesto dell'opera. Al centro del racconto c'è Brynn Adams (Kaitlyn Dever), una ragazza che vive da sola nella grande casa di famiglia, in una piccola comunità che per qualche motivo tende a evitarla e ignorarla del tutto. Non è ben voluta da nessuno e i brevi pellegrinaggi nel centro cittadino si limitano alle spese essenziali e all'invio della posta. Il resto del tempo Brynn lo passa a leggere e cucinare in casa, ma soprattutto a costruire e abbellire il suo colorato plastico del paese ideale, dei sogni, luminoso, accogliente e vivace. Ama anche ballare lindy hop, pure se da sola. In lei sopravvive un rimorso terribile, un nodo alla gola che le impedisce persino di confrontarsi con gli altri, di aprirsi come vorrebbe ed essere capita e compresa nonostante la tragica vicenda passata.

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Nessuno ti salverà: un'immagine del film

Invece riceve solo sufficienza, disprezzo e sputi in faccia. Una sera come tante altre un rumore la sveglia d'improvviso. La porta d'ingresso è aperta: c'è qualcuno in casa. Un animale? Un ladro? No: un alieno. Di quelli iconici, che conosciamo tutti: pelle griggia, taglia skinny, occhioni neri penetranti e testone enorme. Brynn tenta di nascondersi come può ma l'alieno ha dei poteri sovrannaturali: la intercetta e l'attira a sé, finché nel mezzo dell'azione concitata la ragazza uccide accidentalmente l'alieno, scossa e sorpresa. Ma questo è solo l'inizio di un incubo senza voce dove l'invasione degli extra-terresti è soltanto l'apice di una storia con radici più profonde, più umane dell'immaginazione di genere e molto più difficili da estirpare.

Nessuno ti salverà, il regista Brian Duffield presenta il trailer: "Il film è nascondino con gli alieni"

Tutto e niente

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Nessuno ti salverà: Kaitlyn Dever in un primo piano

Bryan Duffield recupera, cita e re-integra nel suo lavoro una miriade di citazioni horror sci-fi. L'atmosfera a' la Signs, l'assenza della parola come in A Quiet Place, l'home invasion nella sua generalità, Alien, Visitors: si presenta come una summa della science fiction aliena che sfrutta tanto a vantaggio del citazionismo pop quanto del concept in sé. Se analizzato superficialmente, il film non è nient'altro che un giocattolone di genere con vezzi artistici fuori contesto che sembra non riuscire ad andare da nessuna parte oltre l'ovvio, persino ridondante, talmente sfilacciato nelle sue pretese da mostrare almeno due possibili finali prima di quello effettivo, totalmente folle e straniante. Perché sì, l'opera di Duffield questa volta ha pretese, come spesso accade con i titoli concettuali, soprattutto se sfruttano la fantascienza per parlare di altro, di qualcosa di nascosto, sotto pelle, conficcato nell'anima. Consideriamo inoltre la scelta del mutismo ed ecco che Nessuno ti salverà diventa un film che si mette in mostra, che solo attraverso l'immagine e l'analogia dell'invasione può spiegare al pubblico il tormento di Brynn, interpretata da una magnetica e bravissima Kaitlyn Dever che regge da sola sulle proprie spalle il peso emotivo dell'intero progetto e con un handicap attoriale importante.

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Nessuno ti salverà: Kaitlyn Dever in una scena del film

L'analogia sul senso di colpa e il pretesto narrativo di genere cominciano presto a intersecarsi in un prodotto che trascende dramma e fantascienza per diventare purissima introspezione, con il solo - ma grande - limite di un'esposizione confusionaria e più di una problematica interna alla stesura della metafora, che appare in verità poco convincente, sbiadita, non del tutto chiarificata in termini cinematografici e formali. Il nascondino con gli alieni - come descritto da Duffield - si rivela così meno divertente del previsto e più teorico di quanto atteso, estremamente affascinante, audace e intellettualmente coinvolgente. Un film che sfruttando la tematica degli alieni vuole parlare di alienazione nella società moderna, salvo il fatto di eliminare ogni forma di dialogo, interno ed esterno, che di per sé è già una scelta alienante. Solo un momento fugge a questa imposizione erga omnes, ed è quello dove Brynn pronuncia l'unica frase necessaria, la sola che dà misura e pienezza alla sua tragedia.

Conclusioni

Un film di grande fascinazione, questo nuovo di Bryan Duffield, fosse anche per il solo incontro tra fantascienza e orrore, fiaba e introspezione. Concludendo quanto detto in recensione, Nessuno ti salverà sfrutta l'invasione aliena come una gigantesca analogia per addentrarsi nei sensi di colpa e nell'isolamento sociale, aggrappandosi all'audace scelta del taglio di battute e dialoghi per raccontare l'alienazione di una ragazza nel mezzo di un attacco extra-terrestre ma anche l'inutilità di certe barriere linguistiche. A tratti confusionario e ridondante, certo, ma ce ne fossero di riflessioni di genere così.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
3.7/5

Perché ci piace

  • L'interpretazione di Kaitlyn Dever.
  • La totale assenza di dialoghi è un inaspettato plus valore.
  • L'analogia messa in piedi da Duffield è quanto meno affascinante.
  • Alcuni momenti di puro home invasion sono davvero riusciti.

Cosa non va

  • A tratti troppo ermetico e confusionario.
  • Si poteva osare di più anche in regia.