Natale a 5 stelle: Enrico Vanzina, “Un film di Natale sull’Italia di oggi”

Con Natale a 5 stelle, disponibile su Netflix, Enrico Vanzina firma il suo primo film senza il fratello Carlo, scomparso lo scorso luglio.

INTERVISTA di 09/12/2018
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Natale a 5 stelle: in una scena del film

È il film che Carlo Vanzina avrebbe dovuto dirigere, lavorando come da tradizione in tandem con il fratello Enrico Vanzina al quale è sempre spettato il compito della scrittura. Oggi, alcuni mesi dopo la sua morte, quel progetto lo dirige Marco Risi e lo produce Netflix, bypassando il passaggio in sala. Il film, qui trovate la nostra recensione di Natale a 5 stelle, potrebbe essere definito un cinepanettone?

Non nelle intenzioni, se è vero che Natale a 5 stelle, commedia tratta dal testo teatrale di Ray Cooney, Out of order, prima dell'arrivo del colosso dei servizi di streaming si sarebbe dovuto chiamare Weekend a 5 stelle e l'idea del Natale non era minimamente contemplata: "Anni fa Andrea Osvart ci fece leggere un testo di Ray Cooney di cui deteneva i diritti e dalla quale in Ungheria avevano già tratto un film, in assoluto uno dei più grandi successi al botteghino. Io e Carlo cominciammo così a lavorare alla trasposizione italiana con l'idea di girarla a Budapest, dove Andrea ha una piccola casa di produzione con cui è poi entrata nel film. - racconta Enrico Vanzina durante la presentazione del film alla stampa - Iniziammo a portarla dai vari produttori che però si dimostrarono tutti un po' indecisi, finché Carlo trovò il titolo, Weekend a 5 stelle. Il giorno dopo ci rendemmo conto della necessità di mettere dentro qualche riferimento a un'espressione così evocativa del mondo della politica nuova che avanzava. Contestualizzammo la commedia, ancora un po' sospesa, in qualcosa di molto più italiano inserendo nel copione elementi di verosimiglianza con la politica".

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Natale a 5 stelle: Ricky Memphis e Massimo Ghini in una scena

Il resto è storia: la Lucky Red fu l'unica ad accettare di produrre il film e subito dopo la morte di Carlo arrivò la notizia di Netflix, che però sarebbe entrata alla sola condizione di fare un film sul Natale. "Fui tormentato dai dubbi per un intero pomeriggio, perché con Carlo avevamo deciso di non fare più quel genere di film, alla fine però dissi di sì - ricorda Enrico - Mi sembrava che nel 2018, a trentacinque anni da Vacanze di Natale, ci fosse la possibilità di tornare a essere centrali con un film di Natale ma in maniera diversa, non più nelle sale, bensì su una enorme piattaforma che poteva raggiungere 180 paesi diversi".

La satira sul governo del cambiamento

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Natale a 5 stelle: Massimo Ghini e Martina Stella in una scena del film

Ma era anche un'occasione per riportare il film di Natale all'attualità. "Trentacinque anni prima avevamo fatto un film buffo, che poi avrebbe avuto una fortuna immensa diventando addirittura di culto; ma lì c'era anche una fotografia precisa dell'Italia di quel momento, di chi eravamo nel 1983. - spiega - Credo che il film di Natale debba fare proprio questo: raccontare nella sua leggerezza il nostro paese. Per cui quando quel pomeriggio decisi di accettare la proposta di Netflix, pensai che saremmo finalmente tornati a fare un film di Natale che parlava dell'Italia". La sceneggiatura è stata scritta insieme al fratello Carlo, anche se Enrico ha aggiunto quel quindici per cento in più necessario a contestualizzare la sottotrama politica.

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Natale a 5 stelle: Ricky Memphis in una scena del film

Natale a 5 stelle finisce infatti per ironizzare sul "governo del cambiamento", una satira politica che senza moralismi punta il dito contro tutti i protagonisti reali del governo gialloverde facendo nomi e cognomi da Luigi Di Maio a Matteo Salvini: "Il nostro film si riappropria di alcune cose dimenticate dal cinema italiano degli ultimi anni: il contesto storico del momento. - aggiunge Enrico Vanzina - Se nel 2050 dovessi un giorno ripensare al 2018, penserei a ciò che lo ha caratterizzato più di ogni altra cosa: l'arrivo di una politica nuova. Non si è mai parlato tanto di politica come in questo periodo e mi sembrava giusto poter disporre in futuro di una farsa che la racconti nella sua diversità e confusione perché il compito della commedia è questo. Il potere è un punto riferimento importantissimo del genere e da troppo tempo sulla politica si fanno solo film di denuncia, che vogliono far cadere governi o annientare persone, ma le commedie sulla politica mancano. Questo film nella sua semplicità e con sguardo critico e affettuoso per una certa fragilità, impreparazione e debolezze della politica, fa un quadro di quanto questi nuovi personaggi siano poco preparati, senza ideali e pronti a tutto. Natale a 5 stelle è un ritratto buffo e lascia un piccolo segno di come la commedia all'italiana guarda alla politica del nostro paese in questo preciso momento".

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Il primo film di Natale firmato Netflix

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Natale a 5 stelle: Massimo Ciavarro e Massimo Ghini in una scena del film

Per la prima volta un film di Natale finirà non in sala ma sul piccolo schermo, conseguenza dei tempi che si evolvono, a non cambiare sono invece i criteri artistici scelti per fare il film: "Netflix non ha cambiato una virgola, si è associata in un momento successivo a film già immaginato e scritto, ha solo chiesto una veste natalizia, pretendendo una correttezza assoluta nella confezione: avendo girato ad agosto è stato abbastanza complicato soddisfare quella richiesta, in post-produzione abbiamo dovuto cancellare alcune cose e inserirne delle altre", rivela lo sceneggiatore, convinto d'altro canto che "il fascino della sala rimarrà, il cinema risorgerà, ma non possiamo ignorare i cambiamenti. Mi ricordo ad esempio che quando arrivò la tv, mio padre un giorno a tavola ci disse: 'Forse dovrò cambiare lavoro', poi non è stato così. Sono sicuro che troveremo il modo di convivere con le nuove piattaforme e il cinema rimarrà centrale".

L'ultimo piccato commento è per tutti quei "grandi produttori italiani che sanno tutto della commedia" ai quali Natale a 5 stelle deve "essere sembrata antica" e troppo esposta sui temi della politica italiana, perché "non si parla della politica italiana, non ci si immischia".