Motori, adrenalina e rapporti familiari complicati: questo è Motorvalley, la serie Netflix diretta da Matteo Rovere che, a distanza di 10 anni da Veloce come il vento, torna a raccontare una storia che parla del mondo delle corse così come di percorsi umani difficili. Le vicende narrano le sfide sportive e personali di Arturo Benini, Elena Dionisi e Blu Venturi: tre individui diversi e fragili che inizieranno a collaborare per portare alla ribalta la neonata scuderia SC1. Una scommessa complicata e altamente rischiosa che cambierà per sempre le vite in gioco, tramutandosi in una sfida ad alta tensione con il mondo delle corse, ma soprattutto con se stessi.
Ne abbiamo parlato con Luca Argentero, Giulia Michelini e Caterina Forza, interpreti dei tre protagonisti: attori anch'essi tra loro diversissimi, ma che hanno visto in questa serie l'opportunità di mettersi alla prova con un titolo inedito per le loro carriere.
Luca Argentero, Caterina Forza e Giulia Michelini: sconfitti in cerca di gloria nella serie Netflix
Tutti e tre i personaggi partono da "sconfitti": un gruppo che sente più di chiunque altro la voglia di rivalsa, raccontata poi attraverso le loro gesta e fragilità. Argentero descrive così questo aspetto del suo ruolo: "La definizione più chiara del mio personaggio, Benini, la dà lo Zingaro: 'l'uomo che poteva essere leggenda'. La trovo bellissima perché racconta di un talento inespresso; l'occasione che gli viene presentata da Elena Dionisi in qualche modo riaccende la scintilla, non più come pilota ma come mentore di una giovane promessa".
Come rinunciare agli stereotipi
La serie punta poi a scardinare molti degli stereotipi spesso perpetrati in film e serie sui motori, un mondo solitamente descritto come esclusivamente maschile e muscolare. Caterina Forza, con la sua Blu, va controcorrente: "Il mio personaggio e quello di Elena Dionisi vengono posti davanti agli uomini, e senza di loro Benini non sarebbe diventato un mentore. È un po' 'l'unione fa la forza' e siamo state sicuramente contente di portare un universo femminile in un mondo che è prettamente maschilista".
Giulia Michelini è dello stesso parere e sottolinea come il suo ruolo sia determinante allo scopo di sovvertire i canoni imposti in passato: "Il mio personaggio è una manager, quindi ricopre un ruolo molto importante per cui deve farsi sentire. Si fa rispettare, pretende rispetto e pretende che le venga riconosciuta la sua competenza. Credo che questa cosa sia fondamentale per lei e in questo spezza gli stereotipi: rompe le miserie, le maldicenze e il pregiudizio andando dritta come un treno, perché vuole vincere".
Il rapporto con l'adrenalina
Che rapporto hanno invece, nella vita quotidiana, i tre attori con l'adrenalina? "Io amo l'adrenalina, l'ho sempre amata", ci dice Caterina Forza, che poi continua: "Ora sono un po' più tranquilla, cerco di stare più in controllo". Luca Argentero, invece, dice di cercarla in montagna: "Sì, in una discesa particolarmente complessa ad esempio, però sempre nel rispetto della sicurezza. L'adrenalina 'tanto per' non mi piace".
Michelini la pensa un po' come il suo collega: "Io sono più per l'adrenalina, forse ogni tanto perdo il controllo. Mi piace, però poi magari non ho la tecnica per poterla gestire e quindi mi faccio male, ruzzolo o mi catapulto. Adesso che sono più vecchia, sicuramente ci vado molto più cauta, con molta più prudenza. E devo dire che anche il pensiero della prole è una cosa che un pochino mi frena".