Sono ormai trascorsi 12 anni da quando la Warner e la Legendary Pictures hanno deciso di rilanciare in grande stile una rilettura "occidentale" del mitico MonsterVerse, o meglio KaijuVerse, della Toho iniziato nel 1954 con una pellicola, Godzilla, che definire seminale e di culto sarebbe riduttivo.
Una rilettura molto più attenta, accorta del bistrattatissimo, ma comunque spassoso, Godzilla del 1998 diretto da un Roland Emmerich reduce dal trionfo urbi et orbi di Independence Day. Il film di Gareth Edwards approdato nelle sale a maggio del 2014 aveva una chiara impostazione spielberghiana e l'allora giovane filmmaker dimostrava di aver interiorizzato benissimo la sacra regola di Lo squalo: meno si vede la bestia per cui tutti hanno pagato il presso del biglietto, meglio è.
Al cinema, questo MonsterVerse ha dimostrato una invidiabile solidità commerciale anche nel periodo peggiore della pandemia tanto da portare Legendary, Safehouse Pictures e Toho Ltd a siglare un accordo con Apple per la produzione di uno spin-off televisivo, Monarch: Legacy of Monsters, che si è poi palesato in streaming, con un'apprezzatissima prima stagione composta da dieci episodi.
Con le abituali tempistiche quaresimali a cui siamo, purtroppo, abituati da quando le serie Tv hanno raggiunto una portata e una difficoltà produttiva anche superiore a quella dei più grandi blockbuster è giunto il momento di riprendere quel discorso che, a gennaio del 2024, ha lasciato tutti noi col fiato sospeso.
Di cosa parla la seconda stagione di Monarch: Legacy of Monsters?
La seconda stagione della serie TV targata Legendary, Toho e Apple comincia, sostanzialmente, quasi esattamente lì dove era finita la prima. Non tanto con gli eventi relativi a quello che è accaduto nel 2015, quanto con quelli della "postilla" del 2017 a Skull Island con Hiroshi ormai riunito con Kentaro, Tim Keiko, Cate, e May. L'obbiettivo è quello di tornare e studiare Axis Mundi magari recuperando, nel mentre, anche Lee Shaw.
Ma con la Terra Cava e Axis Mundi è meglio non giocare troppo: una cosa che chi guarda la serie sa bene, un monito che i personaggi che la popolano si guardano bene dall'osservare. La missione, ovviamente spericolata, per riportare in superficie Lee si conclude con un successo. Un successo che, però, ha un prezzo: l'emergere di un nuovo Titano la cui storia si svilupperà, come Monarch ci ha ben insegnato, fra le pieghe del passato e un presente in cui la missione della Monarch e quella della Apex Cybernetics non andranno, propriamente, a braccetto.
Ma i mostri giganti si vedono?
Abbiamo dovuto raccontarvi la trama di Monarch: Legacy of Monstersstagione 2 necessariamente a grandi linee. Un po' per obblighi dettati dall'embargo ufficiale, un po' perché, come spesso avviene con le serie Apple TV, abbiamo avuto modo di vedere integralmente una storia che il pubblico potrà gustarsi nell'arco di due mesi abbondanti. Cosa che rende anche più ostico del mettersi al riparo dalla furia di un Kaiju illustrare perché una data produzione venga valutata positivamente - SPOILER! come in questo caso - o negativamente.
Cominciamo dall'aspetto che, probabilmente, interesserà maggiormente chi ha già visto la prima stagione e chi, più in senso generale, ama le storie a base di mostroni giganti che se le danno di santa ragione distruggendo tutto ciò che li circonda. Il mood generale resta quello del "primo" Godzilla di questo nuovo corso e della prima stagione di Monarch: i Kaiju ci sono, d'altronde la storia avrà modo di andare a parare in più di un'occasione anche in quel di Skull Island (con tanto di godibilissimo richiamo a quella che, ad oggi, è forse la pellicola più riuscita del franchise, Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts), ma la filosofia che guida la costruzione narrativa è sempre quella che, in Jurassic Park, porta il matematico Ian Malcolm di Jeff Goldblum a domandare beffardo al John Hammond di Richard Attenborough "Senta, è previsto che si vedano dei dinosauri nel suo Parco dei Dinosauri?". E, come da copione, quello che si farà desiderare di più è sempre lui, il Re dei Kaiju Godzilla.
Ma quando arriva è grande festa alla corte di Francia come viene cantato nella storica sigla italiana di un'anime amato da chi ha una certa età. Stesso ragionamento che, per par condicio, va fatto quando invece compare il suo abituale frenemy King Kong, il sovrano indiscusso di Skull: Island.
Monarch: Legacy of Monsters: una soap opera ad alto budget
Accanto alle questioni di Kaiju e a quelle di apparati governativi e gruppi privati multimiliardari interessati alle suddette creature per motivi ben differenti - proteggere l'umanità VS usarli a chissà quale losco fine - ritornano tutte le ragioni del cuore che legano i vari personaggi che animano la scena di Monarch: Legacy of Monsters stagione 2.
Che, in tal senso, è né più né meno una soap opera ad alto budget e tasso di spettacolarità. Ci sono personaggi che si amano, ma non possono vivere liberamente i propri sentimenti per non ferire altri che stanno loro a cuore, ci sono quelli legati da vincoli familiari che, in un momento, avvicinano queste persone e, in un altro, le allontanano per inevitabili tragedie dietro l'angolo che non staremo qua a citare.
Questo parallelo non va assolutamente presa come termine di paragone negativo, ci mancherebbe. Là fuori è pieno di prodotti seriali di grandissima qualità e valore narrativo e artistico che declinano certi meccanismi del racconto televisivo applicandoli ai generi più disparati, dal modern western di Yellowstone al teen-drama ammiccante agli ex bambini e bambine degli anni '80 Cobra Kai.
Anche perché le suddette dinamiche sono rette da un cast sempre molto in parte dove a dominare la scena, così come nella prima stagione, sono Russell padre, Kurt, e Russell figlio, Wyatt. Il primo... beh, è Kurt Russell e ha sempre una presenza scenica da vecchio marpione hollywoodiano che riesce a giganteggiare anche sui 120 metri di altezza di Godzilla. Il secondo è la personificazione del detto "la mela non cade lontana dall'albero": in certi passaggi la sua performance è quasi struggente per come vive certe traversie personali e sentimentali che lo porteranno a diventare quello che sarà da anziano.
Conclusioni
Spettacolarità dosata con intelligenza, drammoni familiari e interpersonali, intrighi aziendali e governativi. Gli ingredienti che hanno reso un successo la prima stagione di Monarch: Legacy of Monsters sono presenti anche in questa seconda che, come era lecito attendersi, li va ad ampliare. Così come viene allargato anche l'affresco delle dinamiche stesse del MonsterVerese in questa che si conferma essere un'affascinante esplorazione di quel gap temporale che separa Godzilla di Gareth Edwards da Godzilla vs Kong di Adam Wingard. Molto interessante, perché privo di quella retorica da professore col ditino alzato che elargisce la lezioncina che contraddistingue la ripetitiva saga di Avatar, il messaggio naturalista e ambientalista di Monarch secondo cui la coesistenza fra umani e titani può essere percorsa senza che si attivino reciproci procedimenti di distruzione. È integrato alla storia, non è una sterile paternale. E soprattutto, in un momento in cui gli universi condivisi sui quali Hollwood ha puntato tutto negli ultimi vent'anni cominciano a scricchiolare su dei piedi che si sono dimostrati d'argilla, Monarch: Legacy of Monsters finisce anche per donare tutta un'altra luce, molto malinconica, al già citato Kong: Skull Island.
Perché ci piace
- Ci sono Kaiju e svariate creature gigantesche e ferali. Il che basterebbe a renderci felici
- Padre e figlio Russell: la vecchia e la nuova scuola di Hollywood
- Il valore produttivo: chi ha la fortuna di avere una giga TV e un bell'impianto audio avrà modo di godere
Cosa non va
- Certe trovate “scientifiche” ricordano un po' troppo la superca°°ola di Amici Miei
- Ok le dinamiche sentimentali da soap, ma alcuni passaggi sono un po' troppo stucchevoli
- Il personaggio di una delle new entry del cast è scritto in maniera davvero banale