L'amore molesto

1995, Drammatico

Mario Martone, “Elena Ferrante? Universale come i grandi scrittori russi”

Mario Martone presenta la versione restaurata de L'amore molesto, tratto dal primo romanzo di Elena Ferrante alla Festa del Cinema di Roma.

A dicembre arriverà in sala il suo Capri Revolution, terzo capitolo di una ideale trilogia iniziata con Noi credevamo. Intanto Mario Martone presenta alla Festa del Cinema di Roma la versione restaurata de L'amore molesto, il film tratto dal primo romanzo di Elena Ferrante e che ventitré anni fa si aggiudicò tre David di Donatello e un Nastro d'Argento a Anna Bonaiuto, leggendaria interprete della protagonista Delia. Per l'occasione L'amore molesto tornerà in sala per alcuni giorni e sarà disponibile in una nuova edizione Dvd e Blu-ray. "Il film è stato riacquistato dagli Usa sull'onda del successo de L'amica geniale - spiega il regista. Abbiamo optato per un restauro digitale, necessario oggi perché i film continuino a vivere e si possano vedere, visto che quelli su pellicola non riescono più a essere proiettati in maniera adeguata".

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Il mistero Ferrante, dal libro al film

Qual è stato l'inizio della relazione con il libro?

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Me lo fece conoscere Fabrizia Ramondino con la quale avevo scritto Morte di un matematico napoletano. Un giorno arrivò e mi disse: "Devi leggere questo libro". Iniziai a leggerlo mentre andavo a New York per la presentazione del film e mi resi conto che l'eco della Napoli evocata dalla scrittura di Elena Ferrante mi arrivava attraverso i suoni di un romanzo scritto tutto in italiano, ma in cui il dialetto era comunque protagonista. Sentivo i rumori della città, il dialetto dolce e insieme molesto e i corpi. Il personaggio centrale mi dava possibilità di realizzare film con Anna Bonaiuto come protagonista, lo interpretò in maniera leggendaria.

Sei stato in un certo senso precursore della popolarità dell'autrice de L'amica geniale, che all'epoca era una scrittrice sconosciuta al suo primo romanzo. Cosa ti spinse a farne un film?

Martone alla Mostra di Venezia 2014 con Il giovane favoloso

Non sapevo chi fosse Elena Ferrante e non l'ho mai saputo, ma il rapporto con la storia che raccontava fu immediato. Da lettore sapevo di avere tra le mani il libro di una scrittrice prodigiosa, il film mi spingeva a un dialogo, a una partita molto forte con quel romanzo in cui c'erano molti aspetti di Napoli a me familiari, veri e reali. La Ferrante è come i grandi scrittori russi: ha il potere di essere universale e di offrirti nello stesso tempo una serie di dettagli unici come l'odore di un certo luogo o il tanfo delle osterie, ogni cosa nei suoi libri è specifica. L'amore molesto è strutturato come un road movie attraverso i luoghi di Napoli, durante le riprese l'ho usato come fosse una mappa, ogni tanto infatti lo riaprivo perché mi venisse incontro un odore, un umore, il tatto, quella fisicità.

Che tipo di lavoro avete fatto insieme?

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Ci scrivevamo delle lunghe lettere. Quando chiesi i diritti alla E/O, gli editori mi dissero che Elena me li avrebbe dati, ma avrebbe voluto vedere una prima stesura della sceneggiatura, che le mandai con una lettera nella quale le chiedevo un confronto. Lei lo fece scrivendomi punto per punto tutto quello che non andava come le avevo detto, entrando nei dettagli e dandomi l'autorizzazione.
Cominciammo a scriverci delle lettere fino all'ultima in cui la invitavo ad una proiezione privata del film, mi disse che l'avrebbe visto ma non in quell'occasione, non a quella proiezione, poi sparì e non ne seppi più nulla per anni. Qualche tempo dopo la casa editrice mi chiamò per dirmi della pubblicazione de La frantumaglia; c'era una lettera che mi chiedevano di leggere prima che fosse pubblicata, era stata scritta dalla Ferrante subito dopo la visione del film, ma non era mai stata inviata. È un testo straordinario sul rapporto tra cinema e letteratura che andrebbe studiato nelle scuole di cinema.

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Il restauro

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L'hai mai incontrata?

No, e tutt'oggi non so chi sia. Ma so che mi aveva indicato tra i registi che avrebbe voluto dirigessero l'adattamento de L'amica geniale. La sua opera è l'insieme della sua scrittura e del segreto della sua identità, è un gesto da artista contemporaneo.

Cosa vedremo nella versione restaurata de L'amore molesto?

Scrivendo la sceneggiatura avevo immaginato le scene del passato in bianco e nero, poi con Luca Bigazzi decidemmo per la decolorazione. Con il restauro abbiamo riabilitato l'idea originaria, più dura e radicale, quindi vedrete i flashback così come erano stati immaginati in origine.

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