Diego Armando Maradona: luci e ombre del campione nello speciale National Geographic

Il 23 maggio uno speciale del National Geographic, in onda anche su Fox Sports, ricostruisce la storia del più grande giocatore di tutti i tempi.

Maradonapoli: un primo piano di Maradona

Diego Armando Maradona. Basterebbe questo nome a riempire la pagina che state leggendo, senza dover aggiungere altre parole, perché la sua grandezza e importanza nella seconda metà del secolo scorso è stata tale da vivere di vita propria. Eppure su Maradona si è scritto tanto, si sono girati film e si continuerà a farlo, perché una figura della sua grandezza proietta inevitabilmente anche delle ombre che vanno raccontate, analizzate e approfondite.

Prova a farlo anche il National Geographic nello speciale Maradona: Le verità nascoste, in onda il 23 maggio sulla rete satellitare e in contemporanea su Fox Sports, tratteggiando una panoramica di quella che è stata la figura del calciatore argentino, partendo dalle origini, celebrandone l'ascesa ai ranghi del mito, evocandone anche gli aspetti più lontani dall'idea di mito che ne hanno in molti, soprattutto quelli che, come chi scrive, hanno avuto la fortuna di vederlo giocare dal vivo.

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Il sogno di un bambino

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La carriera di Diego Armando Maradona, dagli esordi al declino finale, è talmente densa da richiedere molto spazio affinché le si possa rendere giustizia, ma lo speciale National Geographic prova a farlo in soli 45 minuti, proponendosi una panoramica precisa e puntuale dei fatti. Per farlo, si affida alle dichiarazioni di quelli che sono stati accanto a Maradona nel corso della sua carriera per completare un racconto inevitabilmente incompleto, dal preparatore atletico Fernando Signorini (che raccolta alcuni momenti intimi e sentiti, ma si lascia andare anche ad alcune dichiarazioni discutibili) agli ex compagni Abel Balbo e Ciro Ferrara, passando per il massaggiatore Salvatore Carmando e il suo nemico giurato Blatter, presidente della FIFA all'epoca di Maradona. Un racconto che inizia dalla popolare intervista ad un Diego bambino, quella in cui racconta un sogno destinato a diventare realtà: giocare il mondiale di calcio e sollevare la coppa. Punto di partenza di ogni storia sul Pibe de oro, per il suo sapore mitico e da film.

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Eroe del popolo

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Da Villa Fiorito all'Argentinos Junior prima e il Barcellona poi, lo speciale sorvola molto, ma riesce a rendere l'idea di un'ascesa vertiginosa che ha fatto di un uomo di umili origini un mito senza limiti e confini. Una condizione cresciuta ulteriormente all'approdo a Napoli nel 1984, quando ha saputo accogliere e catalizzare i sogni e le passioni di un popolo che aveva visto in lui l'ultima speranza per vincere. È a Napoli che si concretizza quell'attitudine di Maradona di essere dalla parte del popolo, dei più deboli, da condottiero di una rivoluzione sociale che il poco spazio dello speciale fa emergere solo in parte. Quel che è evidente è l'affetto che ha circondato il campione argentino a Napoli, non solo da parte di un pubblico che l'ha adottato, ma anche da parte dei compagni di squadra che hanno visto in lui un punto di riferimento fermo e imponente.

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Le ombre del mito

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Un affetto che ha impedito loro di intervenire quando i suoi problemi personali, e soprattutto la dipendenza dalla cocaina, sono diventati ingestibili. Il titolo "Le verità nascoste" fa intuire quanto spazio si dia alla fase di declino dei mito Maradona, passando per il figlio avuto con la Sinagra alla triste pagina sportiva che riguarda la mancata partenza con la squadra (raggiunta poi successivamente) per la partita di Coppa dei Campioni a Mosca nel novembre del '90. Un episodio, quest'ultimo, al quale lo speciale dedica molto risalto, usandolo per sottolineare ancora una volta l'importanza della figura di Maradona nella fase finale dello scorso secolo, raccontando come la sua volontà di visitare la piazza Rossa a Mosca fosse stata accolta da un permesso speciale da parte delle autorità.
Le fasi finali del documentario si concentrano sulla squalifica per cocaina arrivata qualche mese dopo, ma anche sull'ultimo tentativo di rilancio di Maradona, sulla forza e sulla dedizione nel voler partecipare ai mondiali del 1994 in USA, su una preparazione sofferta e sul triste epilogo di una carriera indimenticabile.

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