Malcolm: che vita!, recensione: un revival praticamente perfetto

Dannatamente divertente, cinica, sarcastica, toccante e celebrativa. La serie reunion è tutto questo (e molto altro). Su Disney+.

Malcolm: che vita! I protagonisti in scena

Le comedy raccontano i cambiamenti della società meglio di altri generi perché possono scherzare continuamente su mode e mutamenti dell'assetto sociale, specialmente nel microcosmo domestico. Forse la prima famiglia altamente disfunzionale vista in TV è stata quella di Malcolm in the Middle: americana, contraddittoria, folle, senza peli sulla lingua e priva del bisogno di compiacere il pubblico a tutti i costi.

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Malcolm con la figlia Leah e la nuova compagna Tristan

L'obiettivo era restituirgli qualcosa di vero in cui riconoscersi. A vent'anni dal finale, il timore per un revival era palpabile, e invece Malcolm: Che vita! è tutto ciò che potevamo desiderare dal ritorno del nucleo familiare più sgangherato del piccolo schermo. Forse anche qualcosa di più, con un unico appunto.

Una famiglia difficile ma ancora divertente, 20 anni dopo

Il segreto del successo della serie originale (7 stagioni, oltre 150 episodi e una pioggia di premi tra Emmy e Peabody) risiedeva nell'ispirazione biografica del creatore Linwood Boomer, che scelse di raccontare - in modo esasperato e sopra le righe - le dinamiche dei propri cari. Un gruppo numeroso in cui il "figlio di mezzo" doveva vedersela con due genitori amorevoli ma autoritari e quattro fratelli in perenne lotta tra loro. Non c'era bisogno di addolcire la pillola o ricorrere alle risate registrate; non serviva nemmeno conoscere il cognome dei protagonisti, mai rivelato e anzi oggetto di continui indizi contraddittori.

La storia di questo revival non poteva che essere una sola: Malcolm (Frankie Muniz), per preservare la propria sanità mentale da adulto, ha scelto di tenere a distanza i parenti. Ha una figlia, Leah (Keeley Karsten), dotata come lui di un alto QI e di una scarsa propensione sociale, e una compagna, Tristan (Kiana Madeira), di cui sembra sinceramente innamorato. Quando però Lois e Hal pretendono la sua presenza alla festa per il 40° anniversario di matrimonio, l'equilibrio precario si spezza: cosa potrebbe mai andare storto?

Una sitcom al passo coi tempi

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Malcolm: Che Vita! Hal e Lois di nuovo insieme nella serie evento

C'era un timore fisiologico giustificato per il ritorno di una sitcom che ha generato meme imperituri (come il celebre motto di Dewey "non mi aspetto niente eppure sono già deluso"). Un po' come accaduto per un altro cult di Disney+, Scrubs, la comicità intercetta il cambiamento sociale. Kelly (Vaughan Murrae), l'ultima figlia di Lois e Hal di cui si era scoperta l'esistenza nel finale di serie, è non binaria. Lo show ci scherza su senza soffermarsi troppo, se non in un importante discorso finale, ricordandoci come Malcolm sia sempre stata uno specchio della realtà senza eccessive enfasi.

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Kelly è l'ultima aggiunta alla famiglia

Essendo passata sotto l'egida Disney per lo streaming, era facile temere un ammorbidimento della verve. Per fortuna, il cinismo e il sarcasmo rimangono intatti - lo conferma già il recap iniziale - così come le caratteristiche dei protagonisti: la mania del controllo di Lois (Jane Kaczmarek), l'iper-sensibilità di Hal (Bryan Cranston), il bisogno di attenzioni di Francis (Christopher Kennedy Masterson), la ribellione di Reese (Justin Berfield) e la sfacciataggine di Jamie (Anthony Timpano). L'assenza fisica di Dewey viene gestita con un intelligente escamotage narrativo che preserva l'estraneità familiare quasi "mistica" del personaggio: l'unico interprete del cast originale a non tornare è infatti Erik Per Sullivan, sostituito da Caleb Ellsworth-Clark. Non mancano ovviamente easter egg e guest star pensate esclusivamente per i fan.

Perché dovete correre su Disney+ a (ri)vedere Malcolm, il fratello di mezzo delle family comedy Perché dovete correre su Disney+ a (ri)vedere Malcolm, il fratello di mezzo delle family comedy

Un formato che funziona

Quattro episodi da mezz'ora, questo il formato scelto per Malcolm: Che Vita!. Un vero e proprio evento, superiore a un lungometraggio che avrebbe richiesto tempi narrativi meno congeniali all'immediatezza della sitcom. Viene mantenuta anche la rottura della quarta parete, cifra stilistica dello show ben prima di Fleabag o Modern Family (attraverso la tecnica del mockumentary).

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Un anniversario da ricordare o da dimenticare quello in Malcolm: Che Vita?

Malcolm continua a essere la voce narrante, ma viene affiancato da Leah, che rappresenta lo sguardo della nuova generazione. Eppure, nonostante la modernità, alcune cose non cambiano mai, ed è forse questo il conforto più grande: nella loro profonda imperfezione, restano una famiglia come la nostra, e torniamo a fargli visita sempre con piacere.

Conclusioni

Malcolm: Che vita! è una lettera d'amore ai fan. L'anniversario della serie diventa quello di Lois e Hal; si ride davvero, si riflette sui mutamenti sociali e si perdona anche qualche momento forse eccessivamente strappalacrime. La sceneggiatura saldamente in mano agli autori originali tenuta insieme da un montaggio dinamico, sono le fondamenta di una miniserie evento che è bene rimanga tale: un regalo perfetto che dà ai fan tutto ciò che potevano chiedere. E forse anche qualche extra.

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Il mantenimento dello spirito originale, senza edulcorazioni.
  • Il ritorno del cast storico e l'ottima gestione dell'assenza di Dewey.
  • Il formato agile e le new entry, specialmente Leah.
  • La rottura della quarta parete estesa alla nuova generazione.

Cosa non va

  • Il discorso finale all'anniversario può risultare un po' melenso, pur avendo senso nell'economia del racconto.