Locke & Key, la recensione: Un adattamento che cambia ma conquista

La recensione di Locke & Key, serie Netflix che adatta per lo schermo il fumetto firmato da Joe Hill, in catalogo dal 7 Febbraio 2020.

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Locke & Key: una scena della serie Netflix

Inquietudine, mistero e fascino, questi gli ingredienti che andremo a individuare nella recensione di Locke & Key, la nuova serie prodotta da Netflix sulla base della graphic novel scritta da Joe Hill, figlio di Stephen King, e disegnata da Gabriel Rodriguez, in catalogo dal 7 febbraio 2020. Vi racconteremo diversi ed evidenti punti di forza, per una produzione in cui ci sentiamo di individuare un'unica perplessità di base che approfondiremo andando avanti, restando però convinti di trovarci davanti a una serie che può ambire a conquistare il pubblico del popolare servizio streaming, come e quanto hanno fatto molti altri show negli ultimi anni.

Le chiavi del potere

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Locke & Key: una delle chiavi nascoste nella casa

La storia di Locke & Key segue le vicissitudini dei Locke, famiglia reduci da un profondo dramma: il violento omicidio del padre che ha lasciato un segno profondo in ognuno dei suoi componenti e che li costringe a trasferirsi nella vecchia casa di famiglia in Massachusetts. Una casa antica, sontuosa, suggestiva, che nasconde un mistero e, letteralmente, chiavi per accedervi. Chiavi, per l'appunto. Oggetti dalla fattura ricercata, dal look antico e un'anima magica, che il più piccolo deI Locke riesce a sentire e scovare all'interno della casa. Chiavi che offrono poteri diversi e unici (dall'entrare nella propria mente al viaggiare verso luoghi distanti), che il ragazzo inizia a usare con pericolosa disinvoltura, attirando l'attenzione di una misteriosa figura che ne è attratta ed è pronta a tutto per entrarne in possesso.

Una famiglia ferita e personaggi sofferenti

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Locke & Key: Jackson Robert Scott ed Emilia Jones in una scena

È il piccolo Bode interpretato da Jackson Robert Scott ad avere il fiuto per le chiavi nascoste nella casa, il motore d'avviamento di una storia che evoca mistero, fascino e brividi in perfetto equilibrio. Il ragazzo trova nel segreto della casa e della dimora la via di fuga dalle sofferenze subite dalla sua famiglia, aprendo le porte di questo mistero anche ai due fratelli maggiori. Sia la sorella Kinsey che il fratello Tyler, entrambi adolescenti e interpretati rispettivamente da Emilia Jones e Connor Jessup, portano nell'animo le ferite del dramma subito e devono affrontarle e superarle per trovare il proprio posto nel nuovo paese e nella nuova scuola in cui si trovano a muoversi, tra potenziali amicizie e i primi scontri.

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Locke & Key: Il piccolo Bode scopre il pozzo

Tre ragazzi di età diverse e una madre, Ellie, che non è affatto esente dalla sofferenza del dramma vissuto e contribuisce a comporre un quadro familiare complesso e di fornire spunti per costruire il tessuto emotivo di una serie che si muove con disinvoltura ed equilibrio tra fantastico e family drama, pur con una maggiore attenzione alla sua componente teen rispetto al lavoro sviluppato su carta da Joe Hill. Una famiglia di protagonisti a cui non manca un'antagonista, una misteriosa "donna del pozzo", una figura che ha intenzione di impadronirsi delle chiavi per i propri interessi.

Un interessante cambio di prospettiva

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Locke & Key: due protagonisti della serie in una scena

È proprio il suddetto cambiamento rispetto all'ispirazione cartacea che identifichiamo come piccola perplessità, perché rischia di deludere chi arriva al Locke & Key di Netflix dopo aver amato l'opera a fumetti, più cattiva, cupa e spietata. La scelta adottata da Carlton Cuse (che abbiamo conosciuto come showrunner di Lost insieme a Damon Lindelof, ma anche per Bates Motel e per il Jack Ryan di Amazon) e gli autori è di costruire qualcosa di diverso e capace di raggiungere e affascinare un pubblico più ampio, che non rinuncia alla cattiveria (pensiamo a un paio di momenti particolarmente crudi già nei primi episodi della serie), ma la inserisce in un contesto narrativo che possa strizzare l'occhio al pubblico più giovane che passa le giornate a divorare il catalogo Netflix.

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Locke & Key: un'immagine della serie

Una scelta consapevole, quindi, che non ci sentiamo di condannare e che è sostenuta da una messa in scena funzionale a rappresentata al meglio, con trovate visive suggestive e un buon ritmo. Meno Hill House, quindi, più The Umbrella Academy (per citare un'altra serie che ha conquistato il pubblico della piattaforma streaming esattamente un anno fa), meno family drama a tinte horror, più teen drama con venature fantastiche che attinge con cura al fumetto rimescolando le carte per costruire una narrazione adatta a un media diverso e uno sviluppo su più stagioni. I presupposti per andare avanti e conquistare il pubblico ci sono!

Locke & Key, dal fumetto alla serie Netflix: 5 cose da sapere

Conclusioni

Chiudiamo la recensione di Locke & Key esprimendo soddisfazione per l’adattamento Netflix della graphic novel di Joe Hill, pur segnalando un evidente cambio di tono rispetto all’originale cartaceo: la serie sviluppata da Carlton Cuse sceglie consapevolmente di rivolgersi a un pubblico più giovane e virare maggiormente verso un look e tematiche da teen drama, ma lo fa bene e con una costruzione narrativa intelligente e capace di svilupparsi su più stagioni.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
3.6/5

Perché ci piace

  • Lo spunto, mutuato dal fumetto di Joe Hill e sviluppato con intelligenza.
  • Look e suggestioni affascinanti, capaci di catturare l’attenzione del pubblico.
  • Un casting intrigante, che propone personaggi capaci di conquistare diverse fasce di pubblico.

Cosa non va

  • Gli amanti del fumetti potranno rimanere delusi dall’approccio all’opera, che diluisce la cattiveria e la cupezza dei testi di Joe Hill.
  • Un pizzico di ripetitività in alcune situazioni.