L’amica geniale 2, la recensione degli episodi 7 e 8: L'epica del ritorno nell'atteso finale

La recensione de L'amica geniale 2x07 e 2x08: le puntate del finale di stagione celebrano l'epica del ritorno suggellata dallo struggente incontro tra Elena e Lila.

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L'amica geniale 2: una scena del settimo episodio

Cala il sipario su L'amica geniale 2 in onda su Rai Uno. Le puntate finali della stagione 2 della serie diretta da Saverio Costanzo e tratta dal secondo volume della saga di Elena Ferrante, Storia del nuovo cognome, si concludono con una rappresentazione dell'universo femminile di rara potenza. La recensione de L'amica geniale 2 episodi 7 e 8, ovvero le due puntate del finale di seconda stagione, vi accompagnerà per l'ultima volta in un mondo di cui abbiamo imparato a conoscere odori, sussulti, impeti rivoluzionari, rabbia, involuzioni e dolori prima attraverso la presenza fondamentale di una sceneggiatura solida e da cui è impossibile trascendere, poi grazie alle scelte registiche di Costanzo, al suo equilibrio e al rigore che mai permettono alle emozioni di retrocedere. La giusta commistione di talenti ha dato origine a uno dei ritratti più struggenti che la serialità italiana abbia mai potuto realizzare.

L'emancipazione di Elena

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L'amica geniale 2: una scena del settimo episodio della seconda stagione

La settima puntata de L'amica geniale 2 si apre sull'Arno e sulle strade di Pisa invase dalla lotta operaia: gli anni alla Normale hanno trasformato Elena in una donna elegante, colta e consapevole di se stessa almeno all'apparenza. La fugace storia d'amore con Franco Mari l'ha aiutata ad attenuare la sensazione di fare o dire cose sbagliate e di sentirsi un passo indietro rispetto all' "amica geniale", tornata a essere prigioniera del Rione. I Solara si sono presi tutto, dei fermenti rivoluzionari della fine degli anni '60 arriva solo qualche eco, Lila (Gaia Girace) si è reclusa nel proprio appartamento, si è eclissata a favore del proprio ruolo di madre impegnata a stimolare l'intelligenza del figlio e del nipote. Per sfuggire alla follia brutale del marito e terrorizzata che possa trovare i suoi diari, "parole raccolte negli anni, assai pericolose", Lila decide di affidarli a Lenù durante uno dei suoi rari ritorni a Napoli. Elena non resiste alla tentazione di leggerli ed è a quel punto che molte cose diventeranno improvvisamente più chiare.

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L'amica geniale 2: una scena dell'episodio 7

Il racconto assume i contorni dell'horror, i fantasmi del passato e il ricordo lontano dell'amica si materializzano in incubi notturni e immagini annebbiate.
Di struggente tenerezza l'immagine della severa madre di Elena (Annarita Vitolo), che ricompare per accudire la figlia rimasta sola e febbricitante a Pisa durante le vacanze di Natale: resterà negli occhi come una fotografia neorealista la scena in cui se ne va claudicante, lei che per la prima volta ha preso un treno per il Nord e che ora si avvia tutta sola verso la stazione, di spalle nel mattino plumbeo del lungo Arno. È l'immagine della dignità che solo gli 'ultimi' sanno avere.

L'amica geniale 2: "Lila è una strega" e siamo tutti caduti nel suo incantesimo

Il sentimento del 'quasi' tra solitudine e inadeguatezza

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L'amica geniale 2: Margherita Mazzucco nell'ottavo episodio

Dopo l'uscita di scena di Franco che le ha insegnato a vivere, divertirsi, fare l'amore e pensare, torna per Elena (Margherita Mazzucco) un lungo periodo di solitudine: la ragazza del Sud, la figlia dell'usciere che grazie ai libri è riuscita ad affrancarsi dalle storture del Rione, è nuovamente sovrastata dalla paura di non essere all'altezza, di dire cose sbagliate.

"Tutto quello che lui mi aveva regalato era passato di moda, mi era invecchiato addosso. Avrei avuto sempre paura: paura di dire la frase sbagliata, di usare un tono eccessivo, di rivelare sentimenti meschini", ci suggerisce la voce fuori campo che anticipa la successiva presa di coscienza, quella di essere un 'quasi'. "Mi resi conto che tutta la mia vita era un quasi. Ce l'avevo fatta? Quasi. Mi ero strappata al rione? Quasi. Di esame in esame ero diventata una studentessa ben accolta dai professori pensosi che mi interrogavano? Quasi. Temevo chi sapeva essere colto senza il quasi, con disinvoltura".

L'amica geniale - Storia del nuovo cognome: La parola a Gaia Girace e Margherita Mazzucco

Il ritorno alle origini

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L'amica geniale 2: Margherita Mazzucco nell'episodio 8

Il suo progressivo immalinconirsi e il riaffiorare di un senso di inadeguatezza verso gli ambienti più colti, che la presenza di Franco aveva solo occultato, preparano il terreno dell'ultimo episodio de L'amica Geniale 2, La fata blu. È il tempo della memoria, dei ricordi dell'adolescenza e dell'infanzia livida al Rione, è la celebrazione dell'epica del ritorno: dopo la laurea, la stesura del primo romanzo ispirata dalle pagine di Lila e il fidanzamento con il figlio di uno stimato professore universitario, Pietro Airota, Elena torna a Napoli per festeggiare il traguardo raggiunto. Qui scopre la nuova vita dell'amica, intanto viene pubblicato il suo primo libro "Divagazione".

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L'amica geniale 2: un'immagine dell'ottavo episodio

Saverio Costanzoo sceglie una narrazione dal respiro più ampio e le inquadrature si aprono quasi a cadenzarne il tono epico: tornano i contrasti di una fotografia che privilegia il chiaroscuro, ricompaiono i volti scavati dalla miseria, i corpi abusati, le donne illividite dai soprusi, rassegnate al proprio ruolo di 'madri' e 'mogli di'. Mentre i quaderni ingialliti di Lila e Lenù bambine e la morte della maestra Oliviero preparano all'ultimo straziante incontro tra Elena, proiettata verso un futuro di scrittrice, e Lila inghiottita dalle immagini dello spolpatoio, il corpo immerso tra i brandelli delle carcasse di animali al macello e l'eco delle lame che affondano nella carne.

Su tutto la promessa del ritorno da parte di Lenù, consapevole che "le paginette infantili di Lila erano il cuore segreto del mio libro". Imparare a tornare è l'ultima lezione che L'amica geniale 2 ci lascia: un'attitudine che solo chi ha vissuto l'odore di certi luoghi e la necessità di farcela, può comprendere pienamente.

Conclusioni

Concludiamo la recensione de L’amica geniale 2 - Episodi 7 e 8, con la convinzione che sia uno dei ritratti più struggenti che la serialità italiana abbia mai potuto realizzare. Un grande lavoro autoriale capace di combinare la lezione del neorealismo con quella del melodramma, un racconto epico e popolare che non sacrifica la qualità. La finezza della narrazione, il talento degli interpreti giovanissimi e straordinariamente autentici sono, insieme alla potenza della parola, i tratti distintivi de L'amica geniale. L'appuntamento è forse per il prossimo anno, quando dovrebbe arrivare la terza stagione con la speranza che Lila e Lenù possano rivivere con la stessa audacia con cui ce le hanno regalate Gaia Girace e Margherita Mazzucco.

Movieplayer.it
4.0/5

Perché ci piace

  • Il rigore e l'equilibrio di Saverio Costanzo, unito al talento delle due giovanissime interpreti e ad una sceneggiatura di straordinaria solidità.
  • Un racconto stratificato accompagnato da scelte stilistiche che ne seguono l'evoluzione.
  • Una rappresentazione dell'universo femminile di rara potenza.
  • Una narrazione che sperimenta toni e registri differenti: dalla lezione del neorealismo a quella più visionaria e onirica di Alice Rohrwacher.
  • Un finale di stagione suggellato dall'epica del ritorno.

Cosa non va

  • L'immagine del Rione rischia di rimanere forse un po' troppo fossilizzata nelle atmosfere della ricostruzione in studio.