La famiglia Proud: Più forte e orgogliosa, la recensione: un grande ritorno su Disney+

La recensione de La famiglia Proud: Più forte e orgogliosa, revival della serie animata dei primi anni Duemila che arriva direttamente su Disney+.

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La Famiglia Proud: più forte e orgogliosa - un'immagine della serie animata

Se per molti l'appeal principale di Disney+ è stato quello delle produzioni originali basate su franchise di punta come Star Wars e il Marvel Cinematic Universe, tra gli annunci più interessanti nei primi mesi di vita della piattaforma c'era anche quello della serie di cui si parla in questa recensione de La famiglia Proud: Più forte e orgogliosa (traduzione letterale del gioco di parole Louder and Prouder). Un revival di una delle serie di punta di Disney Channel nei primi anni Duemila, composta da 52 episodi e un film (ovviamente disponibili sul servizio disneyano per chi volesse recuperare l'originale o fare un ripassino, anche se la nuova serie funziona come prodotto a sé), e che nel 2022 ritorna come se non fossero passati due decenni: il team creativo è lo stesso, il cast vocale originale anche, lo stile grafico pure. D'altronde, perché aggiornare ciò che per certi versi era in anticipo sui tempi? N.B. La recensione si basa sulla visione in anteprima dei primi due episodi su dieci, con gli altri otto disponibili a cadenza settimanale dopo la doppia premiere.

Sempre la solita famiglia

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La Famiglia Proud: più forte e orgogliosa - un momento della serie animata

La famiglia Proud: Più forte e orgogliosa finge che non siano passati diciassette anni dall'ultima volta che abbiamo visto Penny Proud e il resto della banda: lei è ancora al liceo, ed è ancora ripetutamente messa in imbarazzo da certi comportamenti dei genitori, in particolare il padre che, oltre alle complicazioni di tutti i giorni, deve ancora fare i conti con la propria, invadente madre, la mitica Suga Mama. Eppure, è evidente che alla serie sia stato applicato un filtro moderno: si parla di questioni come i social e la dipendenza dagli stessi, e tra le aggiunte notevoli allo show (ma non negli episodi che abbiamo avuto modo di vedere in anticipo) c'è quella di una coppia gay con prole (in originale, i due padri hanno le voci di Zachary Quinto e Billy Porter), al fine di continuare ad alimentare la componente inclusiva che già nel 2002 era abbastanza forte nell'universo ideato da Bruce W. Smith e Ralph Farquhar.

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Serie che vince, non si cambia

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La Famiglia Proud: più forte e orgogliosa - una scena della serie

È ancora presto per pronunciarsi sull'esito artistico dell'intera operazione, ma sulla base dei primi episodi abbiamo a che fare con un revival riuscito, che non tradisce lo spirito dell'originale ma trova modi coerenti per trasporlo nel decennio attuale. Questo è ovviamente facilitato dal fatto che la prima incarnazione della famiglia Proud era, già di suo, qualcosa di innovativo, ossia una serie animata originale all black all'interno di un palinsesto dove la facevano da padroni titoli più convenzionali come i vari spin-off dei film d'animazione della Disney e le repliche di show classici come DuckTales - Avventure di paperi. L'approccio di Smith era specifico, ma al contempo universale, proponendo anche uno dei rari ritratti di famiglie afroamericane sullo schermo che non fossero in realtà firmati da autori bianchi, e di fatto anticipando qualcosa come Black-ish (il cui protagonista Anthony Anderson è tra gli ospiti vocali), che ha restituito autenticità a un mondo che sul piccolo schermo non era mai del tutto esente da caratterizzazioni stereotipate.

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La Famiglia Proud: più forte e orgogliosa - una scena della serie animata

Ha quindi senso che i Proud ritornino sui nostri schermi nel 2022, con le stesse facce e le stesse voci ma con una rilevanza ancora maggiore: vent'anni fa riflettevano su temi universali attraverso il punto di vista specifico di una famiglia afroamericana, prospettiva che dava maggiore forza drammatica a elementi narrativi in cui comunque tutti si potevano riconoscere. Oggi fanno la stessa cosa, con il meccanismo delle gag, verbali e visive, sostanzialmente intatto, per raccontare cosa significa essere una famiglia oggi. Una famiglia non priva di difetti, ma d'altronde lo dice già il titolo del nuovo show: loro sono orgogliosi di questo, oggi più che mai, e nulla impedirà loro di urlarlo ai quattro venti, supportati da un'animazione tradizionale deliziosa che, ancora una volta, sottolinea quanto il piccolo schermo e lo streaming siano diventati le mete predilette per l'estetica che, a suo tempo, ha permesso alla Disney di diventare ciò che è.

Conclusioni

Arriviamo alla fine della recensione de La famiglia Proud: Più forte e orgogliosa sottolineando come il revival targato Disney+ rimanga fedele allo spirito della serie originale, perfettamente integrato nella riflessione sui tempi in cui viviamo.

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
4.0/5

Perché ci piace

  • Lo stile visivo è sempre lo stesso, e rimane molto accattivante ed efficace.
  • La scrittura non è invecchiata.
  • I personaggi continuano a far ridere e riflettere come un tempo.

Cosa non va

  • Alcune gag sono meno riuscite se non si conosce la serie originale.