Joseph Gordon-Levitt: i 40 anni dell'attore, dal cinema indie ai blockbuster

I primi ruoli da bambino e poi una carriera eclettica tra grandi kolossal, cinema indipendente e un possibile futuro nel Marvel Cinematic Universe: riscopriamo, in occasione del suo compleanno, un talento come Joseph Gordon-Levitt.

APPROFONDIMENTO di 17/02/2021
Michelle Trachtenberg e Joseph Gordon-Levitt in una scena di Mysterious Skin
Michelle Trachtenberg e Joseph Gordon-Levitt in una scena di Mysterious Skin

In un'intervista di un paio d'anni fa rilasciata a Vanity Fair, Kieran Culkin espresse un concetto che riguarda molti attori che calcano i palcoscenici dell'entertainment sin da bambini: "Ho recitato per anni e poi un giorno ho pensato: oddio, ho una carriera!". La sensazione che provano professionisti della recitazione che hanno iniziato molto presto a svolgere questo mestiere è spesso identica a quella che lo spettatore riversa sulla loro figura. Meteore o exploit a parte, spesso fatichiamo a ricordare la prima apparizione sullo schermo di giovani attori che alla soglia dei 40 anni possono vantare esperienze addirittura trentennali fra cinema, tv e teatro. Quasi come se nello schermo, in fondo, ci fossero nati. Un caso emblematico è quello di Joseph Gordon-Levitt, che oggi compie 40 anni e che, soffermandoci a pensare al suo volto inconfondibile, probabilmente pensiamo di conoscerlo a tal punto da essere quasi cresciuti insieme lui. In occasione del compleanno di Joseph Gordon-Levitt ripercorriamo la sua ricca carriera.

GLI ESORDI E UNA FAMIGLIA... DEL TERZO TIPO

Figlio della pacifista Jane Gordon e del redattore di una radio progressista, Dennis Levitt, Joseph acquisisce il doppio cognome dei genitori e coltiva a soli 4 anni i primi approcci con il mondo dell'arte. Amante della musica, Joseph Gordon-Levitt mostra una spiccata vena recitativa che gli consente di ottenere il suo primo iconico ruolo sul palcoscenico. Gli viene assegnata la parte dello Spaventapasseri nella rappresentazione scolastica di Il mago di Oz e forse per la prima e ultima volta la vita di Gordon-Levitt aderisce ad un cliché che caratterizza innumerevoli esordi di star del cinema. Un agente si accorge delle doti brillanti del piccolo Joseph e lo indirizza verso il mondo della pubblicità. Lo sguardo sbarazzino e malinconico lo conducono ben presto all'interno del calderone delle produzioni TV verso la fine degli anni '80, in serie di grande successo seppur con apparizioni marginali, come in Casa Keaton, palestra per altre future star come River Phoenix e Courteney Cox, e La signora in giallo.

Famiglia Terzo Tipo
I personaggi de Una famiglia del terzo tipo

Piccoli antipasti rispetto a quello che gli riserverà il decennio successivo. Tra il 1994 e il il 1996, cinema e televisione lo prendono per mano e lo conducono al successo. Il palcoscenico perfetto si chiama Walt Disney Pictures e il remake in tono minore di Angels in the Outfield, nel quale il tredicenne Gordon-Levitt può farsi notare da protagonista in un prodotto di buon successo, senza sfigurare in un cast variegato al fianco di un grezzo Matthew McConaughey e di veterani come Danny Glover e Christopher Lloyd. Gordon-Levitt interpreta Roger, uno sfortunato dodicenne orfano di madre che per sognare un futuro migliore con un padre che lo trascura continuamente (Dermot Mulroney) è costretto a sperare nella vittoria al campionato da parte di un improbabile team di baseball, gli Angels. Ma per riconoscere Joseph Gordon-Levitt come una persona di famiglia non basta l'ingombrante marchio della Disney, occorre un nucleo familiare del terzo tipo: "Dai 13 ai 19 anni ho fatto parte della sit-com Una famiglia del terzo tipo. Quella serie rappresenta la mia adolescenza: è stata un'esperienza formativa, il resto del cast è come una seconda famiglia per me". Lo show racconta le vicende di una famiglia di extraterrestri che per confondersi con gli esseri umani sulla Terra assume le sembianze di una famiglia media americana, è guidata da un fuoriclasse dello spettacolo come John Lithgow, e ottiene un successo clamoroso, consacrando Joseph Gordon-Levitt come una delle giovani star maggiormente promettenti della sua generazione.

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PAUSA E RITORNO

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Una scena di 10 cose che odio di te

La partecipazione alla teen-comedy 10 cose che odio di te con Heath Ledger e Julia Stiles alimenta il successo. L'attenzione mediatica nasconde risvolti anche negativi e nel periodo della lavorazione alla serie con John Lithgow, Joseph Gordon-Levitt esprime una certa insofferenza, un indizio indiretto di quello che poi si rivelerà essere la sua carriera, costantemente in equilibrio tra progetti indipendenti o d'autore e qualche apparizione nel cinema ad alto budget. Al termine dell'ultima stagione di Una famiglia del terzo tipo, scioglie il contratto e concretizza ciò che probabilmente aveva maturato da tempo.
Abbandona la recitazione e da Los Angeles si trasferisce a New York per frequentare la Columbia University. Quello che il lavoro sui set gli aveva tolto durante l'adolescenza, gli anni universitari gli restituiscono e seppur la laurea rimanga un lontano miraggio, Gordon-Levitt perfeziona la sua preparazione e la sua formazione, appassionandosi alla poesia francese, studiando storia e letteratura. Un periodo di pausa solo in apparenza, per un 'workaholic' come lui, utile per riflettere sulla propria carriera e sul percorso da intraprendere. Dal 2004 in poi il suo ritorno alle scene sarà infatti caratterizzato da scelte precise e oculate.

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Joseph Gordon-Levitt in Inception
Joseph Gordon-Levitt in Inception

GENERE SU GENERE

Joseph Gordon-Levitt e Zooey Deschanel in una scena del film (500) Days of Summer
Joseph Gordon-Levitt e Zooey Deschanel in una scena del film (500) Days of Summer

L'acume e la sensibilità nelle scelte di Joseph Gordon-Levitt sono evidenti dal momento in cui riprende saldamente in mano la propria carriera verso la metà degli anni 2000. Ed è facile spulciare nella sua filmografia per scoprire come sia proprio l'equilibrio nelle scelte e la tendenza alla sperimentazione a conferire fascino alla sua carriera. Ecco perché i suoi ruoli più importanti si dividono fra commedie dal classico sapore indie e film maggiormente votati al grande pubblico ma quasi sempre diretti da registi visionari. Basti pensare alle collaborazioni con Christopher Nolan, con il quale si ritaglia ruoli da co-protagonista ma profondamente incisivi, come il personaggio di Arthur, braccio destro di Dom Cobb (Leonardo DiCaprio) in Inception, o l'integerrimo poliziotto John Blake, un Robin in fase embrionale, di Il cavaliere oscuro - Il ritorno. Nonostante commedia e dramma siano gli habitat che gli hanno regalato i ruoli più significativi per l'immaginario popolare, si pensi a Tom Hansen in (500) giorni insieme, innamorato di Summer Finn (Zooey Deschanel)o il giovane Adam in 50 e 50, malato di cancro che trova rifugio nel calore degli amici e dei suoi cari, Joseph Gordon-Levitt rappresenta perfettamente il prototipo dell'interprete eclettico, capace di destreggiarsi con disinvoltura in progetti che abbracciano la fantascienza, come in Looper, dove affianca Bruce Willis, nel ruolo di un sicario che uccide persone mandate indietro nel tempo dal futuro, il graphic novel come nel sequel di Sin City, o nel cinema investigativo o processuale, dove ha lasciato tracce importanti in Snowden di Oliver Stone e nel recente Il processo ai Chicago 7.

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Joseph Gordon-Levitt pistolero in azione in Looper
Joseph Gordon-Levitt pistolero in azione in Looper

ESPERIMENTI E CONDIVISIONE

Don Jon: Scarlett Johansson e Joseph Gordon-Levitt nella prima immagine del film
Don Jon: Scarlett Johansson e Joseph Gordon-Levitt nella prima immagine del film

Nonostante lo status da star di Joseph Gordon-Levitt non sia paragonabile ad altri talenti della sua stessa generazione come Jake Gyllenhaal o Ryan Gosling, osservando da vicino il suo percorso nel mondo dello spettacolo è facile non rimanerne stupiti. Perché il focus di Joseph Gordon-Levitt sembra sempre essere stato qualcos'altro. Un artista costantemente alla ricerca di sperimentazioni. Nuove storie, nuovi progetti. Anche dietro la macchina da presa, quando nel 2013 ha diretto il suo primo film da regista, Don Jon, manifesto di tutto quello che per Gordon-Levitt sembra rappresentare il cinema in quanto mezzo di comunicazione. Don Jon è un film grezzo e incompiuto ma nasconde barlumi del talento di Gordon-Levitt nell'osservazione, nello sguardo su di una contemporaneità incapace di comunicare e di relazionarsi con l'altro. Il contrario di quello che lui ritiene essere l'essenza dell'arte. Nel 2010 ha creato una società di produzione online innovativa, hitRECord.org, che della collaborazione e la condivisione tra artisti ne ha fatto una mission: "Al centro del progetto c'è l'idea di comunità. Mi piace il fatto che si tratti di un luogo in evoluzione, focalizzato sulla creatività: gli artisti, piuttosto che presentare dei lavori compiuti, chiedono agli altri di collaborare. Anche io do il mio contributo: di recente ho realizzato una canzone insieme a Dominique Fishback incentrata sul tema del potere", ha dichiarato l'attore in una recente intervista.

The Walk: il regista Robert Zemeckis con Joseph Gordon-Levitt e Ben Kingsley sul set del film
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Joseph Gordon-Levitt compie 40 anni ma al passato preferisce il futuro e proprio come il funambolo francese Philippe Petit interpretato in The Walk, sembra dirci ogni volta 'si comincia!'. Guardiamo al futuro del cinema viaggiando come Joseph Gordon-Levitt per Robert Zemeckis, in cammino su quel filo chiamato arte. Così fragile, stimolante, affascinante e irripetibile.

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