Il Sabba, la recensione: su Netflix il film che racconta la caccia alle streghe e l’inquisizione spagnola

La recensione de Il Sabba, il film del regista argentino Pablo Agüero, distribuito da Netflix, che racconta la caccia alle streghe nei Paesi Baschi.

RECENSIONE di 11/03/2021
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Il Sabba: un'immagine del film

Presentato al Festival internazionale del cinema di San Sebastián e vincitore di diversi premi Goya, su Netflix arriva l'ultimo lavoro del regista argentino Pablo Agüero: come vedremo in questa recensione de Il Sabba, la cui trama è liberamente ispirata alle memorie del giudice dell'inquisizione Pierre de Lancre, il film ci trasporta con incredibile maestria nei primi anni del 1600, nella regione basca, e segue la storia - drammatica ma al tempo stesso assolutamente emozionante - di un gruppo di giovani donne accusate ingiustamente di stregoneria. Agüero, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Katell Guillou, con il suo film sceglie di raccontare la donna di allora come quella di oggi, vittima di pregiudizi e dell'ignoranza: Il Sabba è uno splendido grido di libertà, il viaggio di un gruppo di sorelle ed amiche che da vittime innocenti riescono a diventare le artefici del loro destino, non perdendo la loro dignità nemmeno nei momenti peggiori.

Inquisizione e superstizione

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Il Sabba: un momento del film

Un giudice, Pierre de Rosteguy (Alex Brendemühl) ed i suoi accoliti stanno viaggiano per i Paesi Baschi in cerca di streghe da processare (e da condannare), ossessionati dal desiderio di scoprire che cosa avvenga durante un Sabba (in basco Akelarre, che è anche il titolo originale della pellicola). Giunti in un villaggio costiero, in cui gli uomini sono temporaneamente assenti per la stagione della pesca, scoprono che un gruppo di giovani donne sono state viste ballare nei boschi e sono tornate a tarda notte. L'accusa di stregoneria è inevitabile, e le ragazze vengono portate nella prigione arrangiata sul momento dal giudice e dai i suoi per essere interrogate (e torturate e poi bruciate sul rogo). Ana (Amaia Aberasturi) e le altre, dopo ore di violenti ed estenuanti interrogatori, si rendono presto conto di come dire la verità non serva a nulla, ma che anzi seguire e confermare i vaneggiamenti del giudice de Rosteguy potrebbe mantenerle in vita più a lungo.

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Il Sabba: una scena del film

Nel film ci vengono mostrati due mondi diversi: quello degli uomini, fatto di superstizioni, credenze assurde ed un'intrinseca paura per tutto ciò che sfugge al loro controllo, e quello delle donne, che in questa regione della Spagna hanno mantenuto un livello di libertà - espressa principalmente in un fortissimo legame con la natura e con i suoi segreti - che in altri luoghi, a quel tempo, era probabilmente impossibile. Donne che non sono disposte a rinunciare, oltre che alla loro libertà, alla dignità, e che sono capaci di smascherare l'ottusità dei loro aguzzini, manipolandola in certi casi a loro vantaggio. Il profondo contrasto tra queste due dimensioni viene espresso anche dall'uso della camera, movimenti bruschi e veloci quando viene raccontato il mondo femminile di Ana e le altre, decisamente più statici nelle poche scene completamente al maschile. La libertà di queste donne, opposta alle costrizioni che questi uomini si autoimpongono ed impongono agli altri.

Le giovani protagoniste

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Il Sabba: una scena

A colpire de Il Sabba sono anche le interpretazioni delle giovani protagoniste, per la maggior parte alla prima esperienza. Tra di loro spicca senza dubbio Amaia Aberasturi, magnetica negli sguardi e nel mondo di parlare, capace di incarnare il potere mistico e sensuale di cui viene accusata (e da cui i suoi aguzzini sono attratti). Le altre, comunque, spiccano per la loro spontaneità e freschezza, risultando altrettanto affascinanti: Garazi Urkola come Katalin, Irati Saez de Urabain come Olaia, Jone Laspiur come Maider, Lorea Ibarra nel ruolo di Oneka e Yune Nogueiras in quello di María.

Il film lo viviamo interamente dalla loro prospettiva, immedesimazione che è resa ancora più facile dai primi piani continui, che si soffermano sui loro sguardi, sulle loro espressioni. Lo spettatore si ritrova, esattamente come loro, a scontrarsi con l'assurdità delle affermazioni dei loro aguzzini, con l'illogicità delle loro opinioni e sospetti (espressa alla perfezione dal personaggio del giudice, interpretato alla perfezione da Alex Brendemühl), impotenti di fronte ad un'ottusità con cui è impossibile ragionare.

I migliori film sulle streghe

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Il Sabba: un'immagine

Il Sabba ci ha ricordato per tematiche ed esecuzione The Witches, l'horror ormai diventato cult di Robert Eggers, anche se prende una direzione assolutamente personale, ben radicata nell'unicità del territorio di cui racconta la storia, ma a suo modo ugualmente impattante. La scena del ballo finale, il Sabba, e ciò che accade subito dopo, sono il momento apice del film, e rendono assolutamente evidente come, nella lotta contro l'ignoranza e la superstizione maschile, questo donne ne escano da vincitrici, non abbassando la testa e non rinunciando alla propria dignità, costi quel che costi.

Conclusioni

Concludiamo la recensione de Il Sabba, il film del regista Pablo Agüero distribuito su Netflix, ribadendo come la storia di queste donne e della loro lotta per la libertà ci abbia colpito in positivo. Ottime le interpretazioni delle giovani protagoniste, alcune alla prima esperienza.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

4.3/5

Perché ci piace

  • La trama che cattura lo spettatore fin da subito.
  • Le giovani protagoniste, in particolare Amaia Aberasturi.
  • I costumi e le scenografie davvero ben realizzati.

Cosa non va

  • La ricostruzione storica non sembra particolarmente accurata: le ragazze ed il loro modo di agire potrebbero sembrare fin troppo moderne.