Le soap opera sono davvero solo televisione di serie B? O piuttosto uno dei fenomeni più resistenti e sottovalutati del piccolo schermo? Una domanda da un milione di dollari la cui risposta è semplicissima e complicata allo stesso tempo. Chi non ne ha mai vista una non capisce il loro successo, chi non perde nemmeno una puntata non comprende tale snobismo.
Le soap opera, e non solo in Italia, convivono da sempre con questo paradosso: vengono spesso guardate dall'alto in basso, ma continuano a macinare ascolti altissimi e a essere commentate sui social e fuori.
Le soap opera non sono solo serie tv molto lunghe
Come è possibile? Iniziamo col dire che le soap non sono mai state semplicemente delle "serie molto lunghe", ma sono entrate nelle nostre case per accompagnarci nella quotidianità diventando a poco a poco un'abitudine. Compagne fedeli, appuntamenti fissi capaci di attraversare gusti, epoche televisive e rivoluzioni tecnologiche.
Il loro successo però non si spiega solo con la suspense, ma con la capacità di raccontare il tempo che passa, i cambiamenti del Paese, le fragilità private dietro le facciate pubbliche. Incantesimo, Vivere, CentoVetrine, Un posto al sole e Il Paradiso delle Signore, pur diversissime tra loro, condividono questa forza: costruire mondi riconoscibili in cui lo spettatore entra e, soprattutto, decide di restare.
Vediamo allora qual è stato e qual è tuttora il loro segreto e come sia possibile che ancora oggi siano appuntamenti fissi per milioni di persone.
Incantesimo, la prima ad aver sdoganato il melodramma all'italiana
Alla fine degli anni Novanta, Incantesimo compie un piccolo azzardo e porta il melodramma sentimentale in prima serata su Rai 2. La storia ruota attorno alla clinica Life di Roma e alle vite intrecciate di medici, infermieri, avvocati e imprenditori, tra rivalità professionali e relazioni sentimentali. Ospedali, studi legali e ville eleganti diventano il teatro di amori impossibili, matrimoni in crisi e passioni improvvise, ma soprattutto di segreti.
Nata come semplice alternativa ai mondiali di calcio del 1998 e trasmessa senza grosse aspettative nell'estate di quell'anno, la soap venne seguita da circa 4 milioni di persone nella prima stagione. Questo successo, totalmente inaspettato, sbloccò la produzione di altre stagioni che registrarono ascolti da capogiro. Incantesimo 3, ad esempio, fu talmente seguita che la Rai decise di "promuoverla" al primo canale, dove arrivò a picchi di 8 milioni di telespettatori.
Il pubblico risponde con entusiasmo perché riconosce in quelle storie una versione amplificata dei propri problemi. Amare la persona sbagliata, restare intrappolati in una relazione, inseguire una seconda possibilità sono tutte cose in cui è facile immedesimarsi. Incantesimo diventa così un gigantesco romanzo popolare a puntate che apre la strada a tutto ciò che verrà dopo.
Vivere, la soap che mette al centro la provincia italiana
Ambientata in una cittadina del Nord Italia,Vivere mette in scena un microcosmo in cui imprenditori, professionisti e giovani ambiziosi si muovono tra amori complicati, tradimenti e rivalità. Protagonista questa volta è la provincia italiana in tutto il suo splendore, con il vestito buono della domenica... e qualche scheletro nell'armadio.
Sotto la superficie di storie apparentemente normali ribollono passioni, gelosie e lotte di potere. C'è chi difende l'azienda di famiglia come fosse un trono, chi si innamora della persona "sbagliata" sfidando convenzioni e differenze sociali, chi nasconde verità scomode pur di non perdere prestigio. Vivere non punta sul colpo di scena ricorrente ma costruisce una curiosità costante che non permette di perdere nemmeno una puntata. È una soap opera che costruisce un pubblico affezionatissimo che, alla sua chiusura (dopo 10 stagioni), ha la sensazione di essere rimasto orfano.
La serie lancia e consolida attori diventati in breve tempo popolarissimi, come Paolo Calissano ma anche Veronika Logan e Francesca Cavallin. Il successo travolgente e, in alcuni casi (come quello di Calissano, appunto, morto nel 2021), vicende personali difficili hanno contribuito negli anni a rendere la soap un cult.
Potere e successo, gli ingredienti di CentoVetrine
Con CentoVetrine la soap italiana abbraccia senza complessi l'eccesso rendendolo iconico (e desiderabile). Siamo nel pieno degli anni Duemila e il centro commerciale che fa da sfondo alle vicende diventa un piccolo regno del potere, dove amore e denaro si confondono continuamente.
Qui i sentimenti raramente sono innocenti. Ci si innamora, sì, ma anche per salire di livello in una scala sociale che non perdona, per vendicarsi ovviamente, per conquistare un briciolo di fama e potere.
Anche CentoVetrine costruisce una galleria di personaggi fortemente identitari, e con loro una generazione di interpreti associati per sempre al genere. Tra questi Roberto Alpi, uno dei più riconoscibili, e Pietro Genuardi, volto storico della serie che poi approderà, anni dopo, a Il Paradiso delle Signore. Lui è indubbiamente uno dei volti di spicco della soap all'italiana e la sua scomparsa nel 2025 è stata un duro colpo per il pubblico che per anni l'ha seguito.
Un posto al sole, la soap che cresce con il pubblico
Arriviamo ora a Un posto al sole, un unicum nella serialità italiana non solo per longevità (quest'anno festeggia 30 anni di messa in onda), ma per il modo in cui ha scelto di raccontare la realtà senza filtri.
Ambientata a Napoli UPAS alterna storie d'amore, drammi familiari e tematiche sociali costruendo un equilibrio raro tra intrattenimento e osservazione del presente. Il segreto del suo successo sta probabilmente tutto qui: la soap garantisce una quotidianità riconoscibile senza puntare sull'eccezionale, anzi trasformando l'ordinario in racconto.
Menzionare tutti i protagonisti e gli attori che hanno orbitato nella soap sarebbe impossibile e comunque siamo sicuri che da Patrizio Rispo a Riccardo Polizzy Carbonelli, da Nina Soldano a Maurizio Aiello, li conoscete un po' tutti.
Il Paradiso delle Signore: nostalgia un tempo che fu
Ambientare una soap nell'Italia del boom economico vuol dire osare e rischiare, perché l'effetto nostalgia paga ma fino a un certo punto e bisogna dosarlo bene. Il paradiso delle signore ha vinto la scommessa.
Nata come serie tv con Giusy Buscemi e Giuseppe Zeno si è poi trasformata in una soap daily senza snaturare il racconto. Protagonista è la Milano degli anni '60 e un grande magazzino nel quale si incrociano sogni di emancipazione, desideri di riscatto, ambizioni professionali e amori tutt'altro che semplici. Le Veneri non sono solo commesse impeccabili, ma giovani donne che provano a ritagliarsi un posto nel mondo, mentre dirigenti e imprenditori incarnano entusiasmi e contraddizioni di un Paese che corre veloce verso il futuro.