Ne Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis c'è tutto quello che il cinema dovrebbe essere. Sceneggiatura (che vira sulla più folgorante delle sceneggiate), regia, interpretazioni. Una declinazione mai banale, "comica e feroce al tempo stesso", come ha spiegato De Angelis. Sotto, tra "la melma e la roccia", svetta e s'accentra una sgraziata e furiosa protagonista che eredita il peso specifico della migliore commedia napoletana. Con lei, nell'esasperazione e nella lirica, un'orchestra stonata e per questo bellissima che, in un set che diventa palcoscenico, dà vita a una giungla umana che urla, ride, piange, ama.
Il fuoco che ti porti dentro:
Scritto da Francesco Piccolo, Ilaria Macchia e dallo stesso De Angelis, Il fuoco che ti porti dentro adatta e sintetizza alla grande (90 minuti di durata, miracolo!) il romanzo autobiografico di Antonio Franchini. A dire il vero, nel film, di letteratura ce n'è tanta. Una specie di commedia dell'arte, dramma spietato, farsa sociale, specchio reale e viscerale. Come un libro che, al contempo, può essere saggio e narrazione pura.
Un miscuglio che somiglia a uno dei piatti che sta cucinando la furente madre Angela, arrivata da Napoli a Milano per (tra)passare il Natale a casa di suo figlio Antonio, sposato con Benedetta e papà di Valentina e Andrea. Con loro anche Paola, l'altra figlia di Angela e sorella di Antonio. La loro mamma, però, non è una donna facile, anzi. Inseguendo un caparbio cappone che di morire non ci pensa proprio, bruciando sigarette e aggiungendo fin troppo olio all'insalata di rinforzo, la cucina dominata dall'enorme matriarca diventa un campo di battaglia dove poter vomitare rancore, colpe e fallimenti.
Vanessa Scalera over the top
La parentesi graffa, in aggancio alla trama, non può non contenere il cast. Se Vanessa Scalera sintetizza cosa possa voler dire essere un'attrice, con lei si confronta (letteralmente) un gruppo di interpreti eccellenti: Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito, Tommaso Ragno, Tony Laudadio e i giovani Nicole Malaj e Samuele Mazza.
Pedine, parti e controparti che, come l'autore, dipendono e pendono dalle labbra color rubino di Angela (forse, per metrica e fisicità, Scalera si è inspirata a Jamie Lee Curtis per l'episodio natalizio di The Bear). Edoardo De Angelis riesce a tenerli a bada ma, intanto, li lascia liberi di improvvisare, spaziare, giocare. Sono il cuore, l'anima e la testa di un'opera potente e rivelatoria, che il regista segue secondo dopo secondo, senza mai lasciarla andare.
Gruppo di famiglia in un interno
Volano stracci, diremmo, se non fosse che insieme all'unto e al bisunto familiare, s'arrovella quel "barbaro coraggio" capace di definire cosa possano essere i sentimenti. Complicati, cattivi, sconclusionati, disgustosi, respingenti, irrinunciabili. Allora, Il fuoco che ti porti dentro è una pentola a pressione, il rimuginare e l'incomunicabilità che si formano nella miglior materia cinematografica.
Quella che sa essere spregiudicata e tenera, senza la paura di esagerare (ma poi, alla fine, cos'è la vita se non la constante ricerca dell'esagerazione?) e puntando, di conseguenza, all'ineluttabile. La macchina da presa s'aggira in questa casa piena di libri e di lampade (Vladan Radovic alla fotografia si conferma un fenomeno, in piena sensibilità est-europea) restando appiccicata alle facce di questo gruppo di famiglia in un interno. Un mondo nel mondo, loro e noi, dall'altra parte di uno schermo che non ha più filtri. Tutti insieme (cappone compreso) a camminare sulle uova.
Conclusioni
Regia, sceneggiatura, cast, impressione scenica e visiva. Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis è un film potente e organico capace di offrire un'esperienza quasi immersiva che sa impattare sia sulle immagini che sul testo. Un esplosione emotiva che, con coraggio e lucidità, rivede la tradizione della commedia napoletana per aggiornarla secondo una metrica contemporanea. Pazzesca Vannessa Scalera, qui in una delle interpretazioni più potenti degli ultimi anni.
Perché ci piace
- Grande cinema.
Cosa non va
- Trovare difetti preponderanti è complicato.