Chissà se Hans Christian Andersen, nel 1837, avrebbe mai immaginato che l'opera nata dalla sofferenza per un suo amore non corrisposto avrebbe attraversato secoli e decenni, ispirando generazioni di grandi autori. Tra libri, film e serie TV, La Sirenetta è entrata a far parte del nostro immaginario collettivo: prima come fiaba cupa e dolorosissima, poi, attraverso l'adattamento disneyano, come simbolo di un mondo marino popolato da creature colorate e fantastiche.
Ora, dal 5 luglio, arriva su Crunchyroll un'altra affascinante incarnazione di questo mito letterario, sviluppata dallo studio Kinema Citrus per celebrare il suo quindicesimo anniversario. Stiamo parlando di Goodbye, Lara, un anime che promette di riportare lo spettatore nello struggente e misterioso mondo di sirene e tritoni per raccontare una profonda storia di crescita e affermazione.
Tra due mondi con Goodbye, Lara
Lara è una principessa sirena la cui vita scorre pigra tra la noiosa routine di corte e l'esplorazione dei fondali marini. Fin da piccola, però, ha sempre dimostrato una viscerale curiosità nei confronti del mondo umano, nonostante il solo raccogliere un oggetto proveniente dalla superficie sia considerato un crimine gravissimo. Per il popolo degli abissi, infatti, gli umani non sono altro che esseri malvagi e pericolosi, e ogni contatto con loro viene punito severamente.
Sfidando gli avvertimenti del padre, Lara non demorde e, durante un terribile naufragio, trae in salvo un giovane umano, innamorandosene a prima vista. Pur di stare con lui ricorre a una pozione magica che la trasforma in una ragazza terrestre, ma la magia ha sempre un prezzo da pagare: se il suo amore non verrà corrisposto, svanirà per sempre nella schiuma del mare. Duecento anni dopo quel fatidico patto, Lara si risveglia improvvisamente nelle acque del lago Biwa con un'ultima possibilità di vivere e amare, anche se tutto il mondo che conosceva sembra ormai scomparso nel nulla.
Un retelling che non teme il dramma
Di retelling dedicati alla Sirenetta ne sono stati fatti moltissimi, e Goodbye, Lara rientra pienamente nella categoria. Quello che abbiamo maggiormente apprezzato, però, e che lo rende unico rispetto a progetti analoghi, è che la sceneggiatura non ha paura di abbracciare il lato più drammatico e cupo della storia. Pur rispettando lo spirito di Andersen e le colorate atmosfere disneyane, l'opera attinge a piene mani anche dal mito di Undine, la celebre fiaba romantica di Friedrich de la Motte Fouqué che ispirò lo stesso scrittore danese.
Nonostante si tratti solo di prime impressioni, questo debutto ci ha piacevolmente colpito. Il primo episodio sa gettare le giuste basi per un racconto interessante: un omaggio sentito all'opera originale che però, come da tradizione nipponica, sposta l'azione in uno dei luoghi più suggestivi del Giappone - il lago Biwa - permettendo alla narrazione di svilupparsi in linea con il background culturale degli autori.
Un'estetica contemporanea dal sapore nostalgico
Anche la realizzazione tecnica si attesta su buoni livelli, almeno a giudicare da questa prima puntata. Le animazioni, pur non essendo sempre perfette, risultano sufficientemente fluide e mostrano un look che rimanda (forse involontariamente) a un grande classico del passato: Maho no Mako-chan (Una sirenetta tra noi), storica serie del 1970. La regia di Takushi Koide e il character design di Shiori Tani, infatti, sembrano quasi dialogare con quel celebre predecessore, pur declinandolo in un'estetica contemporanea adatta al pubblico di oggi.
Goodbye, Lara si preannuncia come un titolo che continueremo a seguire con piacere nelle prossime settimane: una visione perfetta per il periodo estivo, ideale per chiunque abbia voglia di lasciarsi trasportare da una storia capace di bilanciare alla perfezione magia, malinconia e dramma.
Conclusioni
Goodbye, Lara su Crunchyroll, sembra decisamente un retelling originale e convincente, capace di riabbracciare i toni più cupi e drammatici della fiaba di Andersen. Sotto il profilo tecnico, l'opera dello studio Kinema Citrus viene promossa per il buon livello generale, grazie a un'estetica contemporanea dal sapore nostalgico e a una narrazione che bilancia alla perfezione magia, malinconia e dramma.
Perché ci piace
- Le atmosfere e il tono che rimandano alla fiaba di Andersen.
- L'adattamento che bilancia omaggio e contemporaneità.
- Buone le animazioni...
Cosa non va
- ...anche se non sempre perfette.