Gomorra - Le origini, Marco D’Amore: “'Sta senz pensier'? Più me lo ripeto, più i pensieri si moltiplicano"

La Napoli degli anni '70, le frasi iconiche e un giovane Pietro Savastano: ci siamo fatti raccontare da Marco D'Amore e dal protagonista Luca Lubrano come è stato lavorare al prequel di Gomorra. Dal 9 gennaio su Sky e in streaming su NOW.

Marco D'Amore e Luca Lubrano, regista e protagonista del prequel di Gomorra

Una delle difficoltà dei prequel è di conoscere già la sorte dei personaggi che si raccontano. Un discorso che vale anche per Gomorra - Le origini e una parte dei suoi personaggi, che abbiamo già conosciuto nella serie madre, una delle più popolari e iconiche nate in casa Sky. Per questo ha molto senso, e ci colpisce, quando uno dei suoi autori e registi, Marco D'Amore ci dice che "vorrei che gli spettatori, pur conoscendo il finalissimo, sperassero guardando negli occhi questi giovani ragazzi che la vita possa ancora cambiare."

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Luca Lubrano è il giovane Pietro Savastano

E non nascondiamo di aver sperato più volte, guardando i sei episodi di questa prima stagione del prequel di Gomorra, una sorte diversa per il suo protagonista Pietro Savastano, interpretato in giovane età dal bravissimo Luca Lubrano. D'altra parte, ci ha detto ancora D'Amore, il punto di partenza di questo progetto era di "andare alle origini", facendo uno studio dei personaggi già noti, da Pietro a Imma e Scianel, ma di analizzare chi fossero in precedenza e cosa li ha resi quello che sono diventati in seguito.

La guida di Fortunato Cerlino

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Luca Lubrano con Tullia Venezia in Gomorra - Le origini

Non è così scontato guardare a una versione precedente di un personaggio e riconoscere quello che sarà. Non capita in tutti i prequel, ma succede in Gomorra - Le origini. Qual è stata la guida principale per Luca Lubrano? "Ovviamente per fare questo personaggio ho dovuto molto studiare Fortunato Cerlino, la sua interpretazione che è stata straordinaria, ma il senso non era nell'imitare, ma trovare delle sfumature molto simili al personaggio che vedremo in Gomorra - La serie." Sfumature simili, ma non copia e imitazione, perché in definitiva "sono personaggi diversi" che il tempo, le esperienze e il percorso di vita porteranno a trasformare il primo nel secondo. Doveva essere riconoscibile, coerente, ma non una mera imitazione.

Gomorra - Le origini, la recensione: amore e morte nella Napoli degli anni '70 Gomorra - Le origini, la recensione: amore e morte nella Napoli degli anni '70

Nella Napoli anni '70 del prequel di Gomorra

Né Marco D'Amore né tantomeno Luca Lubrano hanno vissuto la Napoli degli anni '70 in cui la storia di muove, ma l'hanno resa e vissuta in modo credibile. È stato difficile entrare in sintonia con quel mondo? "Per me è stato abbastanza semplice entrare in sintonia con quegli anni per due ragioni specifiche" ci ha detto Marco D'Amore, "la prima è perché c'è un'antologia cinematografica che ha raccontato gli anni '70, anche lontano dal nostro paese, e soprattutto ha raccontato l'infanzia e l'adolescenza. È inutile che faccia i nomi dei maestri che lo hanno fatto, che è nella mia memoria di spettatore innanzitutto e di persona che studia questo mestiere e quindi lo fa attraverso il lavoro degli altri. L'altra fortuna è che, nello specifico, Napoli e le sue periferie negli anni '70 sono stati raccontati da grandi registi, grandi documentaristi e grandi giornalisti d'inchiesta."

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Sul set della serie prequel di Gomorra

Grandi maestri del passato che D'Amore identifica in Joe Marrazzo, Comencini, Luigi Necco, le cui opere il regista ha condiviso con il cast e con i reparti. "Un grande materiale audiovisivo e anche fotografico per avere la misura di quello che era il tempo" che non doveva essere però vincolante: "ho chiesto a tutti di costruire i nostri anni '70, una dimensione anche morale della città e dei luoghi che corrispondesse alle vicende dei personaggi." Anni che anche Lubrano è riuscito a sentire con semplicità: "a parte i jeans e le scarpe, è stato molto piacevole entrare in quegli anni e vivere un'esperienza che non puoi vivere oggi. È la magia del cinema."

Gomorra nel lessico e l'immaginario popolare

Una delle caratteristiche e forze di Gomorra è stata di riuscire a entrare nel lessico quotidiano di tanti spettatori, grazie a frasi e citazioni diventate iconiche. C'è una frase che è entrata anche nel lessico di Marco D'Amore e Luca Lubrano? "La mia più iconica, che poi è diventata anche un mio mantra" ha detto D'Amore, "è 'sta senz pensier'. Ma più me lo ripeto più i pensieri si moltiplicano." Anche Luca Lubrano ha una frase preferita: "io impazzisco per la scena in cui Fortunato Cerlino dice 'Bevi, famme capi' se mi pozzo fida e te '"

Frasi entrate nell'immaginario, ma che "non sono state pensate prima" con quello scopo. Questa capacità, secondo D'Amore, "è da destinare allo spettatore, che ha avuto l'intelligenza attraverso quelle frasi di compiere delle sintesi." E ce ne sono altre che hanno questa potenzialità in Gomorra - Le origini? "Secondo me in questa stagione ce ne sono altre, però non le voglio spoilerare perché appunto lascio alla sensibilità del pubblico di stupirci." Ed è d'accordo Luca Lubrano: "Non siamo noi a decidere quale frase sarà il tormentone, sarà il pubblico a decidere." E scopriremo molto presto quali battute sapranno colpire l'immaginario degli spettatori.