Everything Sucks!

2018

Everything Sucks!: La rivincita degli anni '90 su Netflix

Nuovo teen drama originale Netflix, Everything Sucks! strizza l'occhio agli anni '90 ma senza scadere oltremisura nell'effetto nostalgia.

Sofia Biagini
Everything Sucks!: Rio Mangini e Jahi Di'Allo Winston in una scena della serie

Ultima di un fortunato carosello di produzioni originali Netflix, Everything Sucks! sbarca sulla piattaforma coi suoi dieci episodi da poco più di venti minuti l'uno: una struttura perfetta per un binge-watching comodo che non ruba troppo tempo alla vita reale. Creata da Michael Mohan e Ben York Jones (che all'interno della serie si ritaglia un'azzeccatissima piccola parte), Everything Sucks! potrebbe sembrare la naturale evoluzione di un filone nostalgico tanto caro al palinsesto Netflix, che fa leva su sentimenti e ricordi dello spettatore attraverso la rievocazione di decenni passati. Ma sarà davvero così?

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Come è accaduto per Dark, il parallelismo con l'ormai costantemente citata Stranger Things è una facile trappola nella quale cadere; anche Everything Sucks è ambientata in una cittadina di provincia statunitense e anche in questa serie vediamo protagonisti degli adolescenti che potremmo definire "outsiders" rispetto ai modelli ai quali siamo stati abituati fino a qualche anno fa. Le analogie, però, finiscono qui.

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Everything Sucks!: Peyton Kennedy e Jahi Di'Allo Winston in una scena della serie

Probabilmente avrebbe più senso un'analogia con l'incompresa e prematuramente cancellata Freaks and Geeks, giunta in Italia solo grazie al catalogo Netflix e diventata, col tempo, un cult; ambientata nel 1980, racconta la realtà di un liceo americano attraverso la divisione tra freaks (gli elementi disgraziati della scuola) e i geeks (appassionati di fumetti e televisione). Come nella serie di Paul Feig, anche la narrazione di Everything Sucks! ruota attorno alla competizione tra il gruppo audiovisivo e quello teatrale della Boring High School, scuola superiore dell'omonima cittadina dell'Oregon. Rivalità che, però, avrà vita breve: messe da parte le divergenze, i due gruppi si coalizzeranno per la realizzazione di un film amatoriale di fantascienza. L'assenza di un vero e proprio antagonista, infatti, è ciò che rende la serie un po' debole dal punto di vista narrativo; perfino le figure genitoriali presenti risultano irrealisticamente affabili e accondiscendenti, anche di fronte a bravate di una certa gravità.

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"And After All You're My Wonderwall"

Everything Sucks!: una scena della serie

Gli anni 90 ci sono tutti, dalle musicassette alle telecamere portatili, dal tanto amato/odiato Tamagotchi, alle collanine elastiche girocollo. Ma è la musica la vera colonna (sonora) portante di Everything Sucks!: blink-182, The Verve, Alanis Morisette, Tori Amos e The Offspring, solo per citarne alcuni. Esilarante la reinterpretazione di Wonderwall degli Oasis messa in scena dal protagonista Luke e davvero toccante l'esecuzione al pianoforte di Rocket Man di Elton John, eseguita dalla coprotagonista Kate. Due momenti da lacrime agli occhi, per il divertimento e la commozione. Nonostante un citazionismo assolutamente presente che rende questa comedy una vera chicca per gli amanti degli anni 90, Everything Sucks! non fonda le proprie basi su uno sterile effetto nostalgia: la serie concede più risalto alle dinamiche interpersonali che si creano tra i personaggi principali, in particolare all'evolversi dell'accidentale triangolo sentimentale tra Luke, Kate ed Emaline. Tanta però è l'attenzione e la delicatezza con la quale vengono messi in scena i turbamenti dei protagonisti, quanto gli altri personaggi, appena abbozzati, rivestono ruoli del tutto marginali; in questo modo, l'effetto corale di Everything Sucks! risulta molto più debole rispetto ad altre serie del genere, perdendoci un po' in solidità.

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Precursori dei tempi

Everything Sucks!: Peyton Kennedy insieme a Jahi Di'Allo Winston in una scena della serie

Nonostante l'ambientazione anni 90, le tematiche trattate da Everything Sucks! appaiono più attuali che mai; in un contesto adolescenziale di amicizie e innamoramenti, viene ritagliato ampio spazio per temi più impegnati quali la perdita (intesa in senso lato), le difficoltà quotidiane delle famiglie monogenitoriali e l'omosessualità. In particolare, quest'ultima tematica si delinea come cardine fondamentale sul quale ruota la narrazione, altrimenti un po' piatta e scontata. La scelta di argomenti compatibili col dibattito attuale (e più anticipatori rispetto all'epoca nella quale è ambientata la vicenda) si rivela una scelta vincente che rende la serie interessante, compensando un po' la mancanza di verve.
Lontana dall'essere sorprendente a causa della struttura tutto sommato banale e prevedibile, Everything Sucks! può comunque essere considerato un prodotto gradevole e godibile, citazionista al punto giusto, costellato da momenti toccanti e scene che riescono a strappare qualche risata. L'epilogo aperto e un po' forzato ci fa aspettare la seconda stagione, se non con ansia, quantomeno con curiosità.

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Cinecittà World
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