Domina, la recensione: la serie Sky sulle donne che cambiarono la Storia alla corte di Augusto

La recensione di Domina, la serie Sky che racconta la nascita dell'Impero Romano attraverso la prospettiva di Livia Drusilla, moglie di Ottaviano Augusto, e delle sue contemporanee.

RECENSIONE di 14/05/2021
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Domina: Kasia Smutniak in una foto della serie

Il periodo romano ha da sempre esercitato un fascino enorme sul mondo del cinema e della televisione, dai classici peplum, al blasonato Il gladiatore e a serie tv più recenti, un esempio tra tutti Rome di HBO, in cui si cerca di rappresentare lo storico momento di passaggio tra Repubblica ed Impero, la morte di Cesare e la conseguente ascesa di Augusto. Come vedremo in questa recensione di Domina, la serie Sky Original disponibile nella sua totalità su Sky e NOW dal 14 maggio, il periodo che si racconta è quasi lo stesso ma la prospettiva attraverso cui si sceglie di farlo è completamente nuova. Sono le donne questa volta ad essere al centro della narrazione: la "Domina" del titolo, Livia Drusilla, moglie di Gaio Ottaviano, e alcune sue contemporanee, tanto matrone romane come schiave e liberte che, pur non potendo partecipare alla vita politica del tempo, riuscirono a tessere intrighi e a cambiare il futuro dei loro mariti e della loro città.

Le donne di Domina sono affascinanti e manipolatrici, di grande intelligenza e capacità, e attraverso il loro sguardo veniamo trasportati nell'antica Roma, nel momento di grande fermento che portò all'ingresso in scena di Ottaviano. Ad aiutarne l'ascesa la sua terza moglie, Livia Drusilla, forse tra le figure femminili meglio conosciute della storia romana ma comunque da sempre nell'ombra del marito: erede di una delle più antiche famiglie della città, Livia è stata educata a credere nei principi che portarono alla fondazione della Repubblica ed ora si trova a dover aiutare Gaio Ottaviano in una carriera politica che lo porterà a stringere nelle sue mani un potere sempre più assoluto. Al tempo stesso, però, la donna cercherà anche di fare il possibile perché Roma possa prosperare e perché, con il tempo, si faccia ritorno ai lustri repubblicani del passato.

La storia di Livia, dalla Repubblica all'Impero

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Domina: una foto di Isabella Rossellini

La storia si apre dopo la morte di Cesare, Livia (Nadia Parkes e poi Kasia Smutniak) è ancora una bambina ma è alla vigilia del suo primo matrimonio, quello con il cugino Tiberio Claudio Nerone. Una coppia decisamente male assortita, l'uomo infatti mal sopporta la vivace intelligenza della giovane moglie, che ha ricevuto un'educazione quasi maschile dall'amato padre, il ricco e potente Marco Livio Druso Claudiano (Liam Cunningham). Poco dopo le nozze, però, Gaio Ottaviano e Agrippa danno inizio alle persecuzioni contro i cesaricidi e chi li ha appoggiati, e Livia, già in attesa del primo figlio Tiberio, ed il marito sono quindi obbligati a lasciare Roma. Solo anni più tardi, quando tutti i proscritti vengono perdonati, Livia fa ritorno a Roma e rientra in contatto con Ottaviano, che - tanto per convenienza politica, come per la forte attrazione che prova per lei - divorzia dalla prima moglie Scribonia e, dopo averla fatta separare da Nerone, la sposa.

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Domina: Kasia Smutniak in un'immagine del terzo episodio
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Domina: una foto di Liam Cunningham

L'azione si sposta poi alcuni anni dopo, la posizione di Ottaviano è ancora incerta e Livia, che con il tempo ha cominciato a provare un sentimento sempre più forte per il marito, lavora nell'ombra per far si che il suo potere possa consolidarsi ma, al tempo stesso, cerca un modo per reinstaurare la Repubblica, i cui principi le sono stati insegnati dal padre. Insieme a lei la fidata Antigone (Colette Dalal Tchantcho), schiava liberata con cui è cresciuta e a cui è legata da una profondissima amicizia, ma anche tutte le altre donne della grande famiglia allargata di cui fa parte, a cui è legata da alleanze e rivalità: Scribonia (Christine Bottomley), la sua più grande rivale, Giulia, figlia di quest'ultima, e Ottavia, sorella di Gaio (Matthew McNulty), una donna dalla personalità più dimessa ma comunque dalla grande forza.

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Domina: una foto tratta dal terzo episodio della serie

Domina ruota attorno alla sua protagonista e alle donne che le sono vicine, cercando di portare sullo schermo dei personaggi che sono stati loro malgrado cancellati dalla Storia. Oltre alla ricerca di una forte accuratezza storica (che come vedremo è resa ancor più evidente dalle ricostruzioni di scenografie e costumi) quindi, ci si è presi una certa libertà narrativa per quanto riguarda la caratterizzazione di queste donne, di cui i testi scritti dell'epoca ci tramandano davvero poco (a confronto con quel che si sa dei ben più famosi uomini delle loro famiglie). Il ritratto di Lidia, interpretata da una Kasia Smutniak a tratti davvero intensa, e quelli Antigone (tra i pochi personaggi non realmente esistiti), Ottavia, Scribonia, e Giulia ci permettono di scoprire diverse sfaccettature della donna romana e dei rapporti che le legavano tra loro. Mogli, figlie e sorelle ma soprattutto madri, le donne di Domina sono sempre incinte e, loro malgrado, vengono considerate dai loro pari solo in funzione dalla loro capacità di fare figli.

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Domina: uno scatto del quarto episodio

La protagonista, per questo, risulta ancora più straordinaria: Livia, infatti, non riuscì mai a dare un erede a Gaio Ottaviano ma - in una società in cui si divorziava con estrema facilità - non venne mai ripudiata dal marito. I due, al contrario, rimasero estremamente legati per tutto il corso della loro (lunga) vita: oltre che compagna Livia nella serie viene ritratta tanto come una fidata sostenitrice di Ottaviano, quanto come la mente brillante a cui lui chiedeva costantemente consiglio e, al tempo stesso, qualcuno che nell'ombra tirava le fila della politica di allora, appoggiando da una parte il marito e dall'altra perseguendo i propri obiettivi personali. Una donna estremamente complessa e sfaccettata che ci guida alla scoperta di un mondo per noi molto lontano ma che al tempo stesso ci sembra così conosciuto - vista la mole di prodotti letterari, cinematografici e televisivi che raccontano Roma - e che nasconde risvolti decisamente inesplorati.

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Domina: una scena della serie Sky

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Domina: un'immagine tratta dal quarto episodio della serie

Tra i maggiori pregi di questa serie c'è senza dubbio la grande cura messa nella costruzione delle scenografie (le location sono state riprodotte negli studi di Cinecittà) e nei costumi. Pur essendo una produzione internazionale, al cuore di Domina ci sono prestigiose maestranze italiane: il premio Oscar Gabriella Pescucci, ispirandosi alle fonti rimaste, all'arte a alla letteratura, crea dei costumi storicamente accurati e capaci di trasportarci nella società romana del tempo, diversi a seconda del personaggio che li indossa e in grado di caratterizzarlo; Luca Tranchino, invece, riesce a dare vita ad una metropoli antica, brulicante di vita e di colori, cercando di suscitare nello spettatore le sensazioni che muoversi in una città di quel tipo doveva suscitare. I momenti più convincenti, però, sono quelli che hanno luogo nell'intimità delle domus - ricostruite con dovizia di dettagli, dalle pitture murali all'arredamento - da cui le donne al centro della serie tessono i loro intrighi e le loro cospirazioni.

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Domina: una scena della serie Sky Original

Una storia che merita di essere raccontata

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Domina: Kasia Smutniak nel sesto episodio della serie Sky Original

Domina, pur raccontando una storia avvenuta migliaia di anni fa, tocca temi molto sentiti anche oggi: il ruolo della donna nella società, e quanto ancora sia difficile realizzarsi al di là del proprio ruolo di madre. Pur essendoci così tanto tempo tra noi e Livia, è difficile non notare come alcune delle difficoltà che è costretta ad affrontare siano le stesse a cui molte di noi continuano ad andare incontro, ovviamente traslate per il mondo in cui viviamo. Questo afflato di modernità può rendere da una parte più coinvolgente la serie, dall'altra tende a far prendere ai personaggi certe scelte, o a fargli pronunciare determinate frasi, che è difficile risultino coerenti con un'ambientazione di questo tipo. Ad ogni modo, questo non compromette l'esperienza di visione: la serie scorre con un buon ritmo e siamo sicuri sarà in grado di appassionare un pubblico piuttosto vasto.

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Domina: una scena del secondo episodio della serie Sky Original

Quello dell'Antica Roma è un contesto pieno di fascino che non vedevano l'ora di ritrovare sul grande (o, come in questo caso, piccolo) schermo: le storie che meriterebbero di essere raccontare sono davvero moltissime, soprattutto quelle di tante figure femminili che sono state fin troppo a lungo dimenticate; per ora ci accontenteremo di quella di Livia Drusilla, la donna dietro ad uno degli imperatori più potenti di Roma.

Conclusioni

Concludendo la nostra recensione di Domina non possiamo che sottolineare quanto la nuova serie Sky racconti un interessantissimo capitolo della Storia romana attraverso una prospettiva completamente nuova: la nascita dell'Impero dagli occhi di Livia Drusilla, moglie di Ottaviano e mente dietro molte delle manovre politiche che gli assicurarono il potere. Domina è un prodotto televisivo molto interessante, capace di portare sullo schermo ritratti femminili complessi e sfaccettati. Inoltre, menzione d'onore va fatta alle maestranze italiani che hanno lavorato alla serie: il premio Oscar Gabriella Pescucci ai costumi e Luca Tranchino alle scenografie.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

N/D

Perché ci piace

  • Un periodo storico conosciuto ma narrato da una prospettiva nuova.
  • Personaggi femminili complessi e sfaccettati, specialmente la protagonista Livia interpretata da Kasia Smutniak.
  • Costumi e scenografie molto curate.

Cosa non va

  • Alcuni comportamenti e alcuni dialoghi suonano un po' troppo moderni per un'ambientazione di questo tipo.