Disincanto

2018 - ....

Recensione Disincanto: l’approccio irriverente al fantasy dell’autore dei Simpson

La recensione di Disincanto, la nuova serie TV Netflix di Matt Groening, autore dei Simpson, che costruisce un mondo fantasy irriverente e scorretto sul popolare canale streaming.

Abbiamo visto il futuro in Futurama, abbiamo visto il presente a Springfield, quindi quale poteva essere la mossa successiva per realizzare la nuova serie di Matt Groening? Il passato, naturalmente! Con queste parole ci stuzzicava mesi fa il primo teaser di Disincanto, proponendoci un primo sguardo al mondo e alla protagonista della nuova serie TV animata del papà dei Simpson, la prima realizzata per una realtà nuova come Netflix annunciata la scorsa estate. E adesso è giunto il momento della recensione.

Disincanto: un'immagine della prima stagione

Serie animata fantasy per adulti, come dichiarato fin dai primi annunci, Disincanto è in uscita il 17 Agosto con i primi 10 episodi dei 20 già ordinati e riprende lo stile grafico inconfondibile e ben noto a tutti di Matt Groening per tratteggiare un'ambientazione di stampo medievale che attinge al fantasy classico così come al mondo delle favole. Un mondo decadente e sofferto nel quale ci siamo immersi grazie ai primi tre episodi ricevuti in anteprima dal canale streaming, ritrovandoci subito conquistati da personaggi veri pur nel loro essere bizzarri e sopra le righe.

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C'era una volta in Dreamland

"Sveglia Principessa, è un grande giorno!"

Disincanto: un momento della serie animata

La nostra avventura nel mondo fantastico di Dreamland in Disincanto inizia con una sveglia: per la Principessa Bean è il giorno importante, quello in cui dovrà convolare a nozze. Ma la Principessa non è nel suo letto, è invece in taverna, impegnata in una partita a carte in cui dà prova della propria indole scorretta a ribelle, barando e scatenando una rissa. Una fuga solo momentanea, perché la Principessa Bean viene recuperata dagli uomini di corte e riportata di peso a palazzo, in un percorso tra le strade del villaggio in cui Matt Groening dipinge il mondo di Disenchantment con rapide e efficaci pennellate. Tranquilli, non vi abbiamo anticipato molto della trama della nuova serie Netflix, non più di un paio di minuti dei trenta ricchi di eventi di un primo episodio intitolato con grande ironia e formula da barzelletta "Una principessa, un elfo e un demone entrano in un bar".

Una principessa, un elfo e un demone: I personaggi di Disincanto

Disincanto: un'immagine della serie

Perché il Royal Wedding, Dreamland Edition, è solo l'inizio di un viaggio ricco e sorprendente che la Principessa Bean non compierà da sola ma in compagnia di due compagni d'avventura surreali: l'elfo Elfo e il demone Luci. Lungi dall'essere una principessa nel senso disneyano del termine, Bean è diretta, volgare e ribelle, indipendente e fiera, figlia perfetta del regno in cui è cresciuta e nel quale vuole trovare la propria strada in autonomia. È Elfo a rappresentare l'anima sognatrice di Disincanto, l'ingenua creatura fatata che non ha mai lasciato il suo popolo fin troppo allegro e spensierato e vuole conoscere il mondo. Più sicuro di sé, cinico e spietato è Luci, demone personale della principessa Bean e terzo componente di una squadra che nel corso delle sue (dis)avventure si trova a incontrare ogni genere di creatura, da orchi a troll, folletti, fate e trichechi, ma soprattutto tanti esseri umani che non brillano per perspicacia e intelligenza.

Tra Simpson e Il trono di spade, l'irriverenza della nuova serie di Matt Groening

Disincanto: una scena della prima stagione della serie

Nel suo approccio cinico e spietato all'umanità si nota la firma di Matt Groening, quella stessa impronta che aveva avvicinato tutti noi ai membri della famiglia Simpson e gli abitanti di Springfiled, permettendo loro di diventare parte delle nostre vite di spettatori televisivi e di accompagnarci per trent'anni. Con Disincanto non siamo più a Springfield, ma anche se la serie è ambientata a Dreamland è un po' come se lo fossimo: notiamo gli stessi scorretti dettagli, le stesse irriverenti trovate e le medesime umane debolezze. Il tutto traslato in un mondo fantasy che strizza l'occhio alla letteratura di riferimento: abbondano le citazioni di tutto l'immaginario fantastico, arrivando a strizzare l'occhio persino a L'esorcista, ma è evidente che l'infrastruttura di base è quella de Il trono di spade, con il trono stesso citato direttamente in una scena vista anche nel trailer di Disincanto.

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Disincanto: un momento della prima stagione

Il tutto accompagnato da una cura grafica dei fondali che rende la Dreamland di Groening viva e pulsante di tic e nevrosi, ricca di riferimenti e prese in giro che fanno della scorrettezza la loro bandiera. Spiccano le scenografie dettagliate che fanno da sfondo a un racconto che, almeno dai primi episodi che abbiamo potuto visionare, sembra vivere di un respiro più ampio e articolato di quello più rigidamente episodico dei Simpson e così Bean, Elfo e Luci muovono i loro primi passi con una propensione all'evoluzione personale più spiccata di quella dei loro fratelli di Springfield. Presto per dire se questo cammino potrà durare a lungo quanto il loro, ma le premesse sono più che interessanti e lasciano con la voglia di proseguire il viaggio nel mondo irriverente di Disincanto.

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Antonio Cuomo
Redattore
4.0 4.0
Cinecittà World
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