Cyrano, la recensione: Joe Wright e le sue lettere d’amore in musica

La recensione di Cyrano: Joe Wright porta al cinema il musical di Erica Schmidt basato sull'opera teatrale di Edmond Rostand, con protagonisti Peter Dinklage e Haley Bennett.

Io ti renderò eloquente, mentre tu mi renderai bello.

Cyrano 21
Cyrano: Kelvin Harrison Jr in una scena

L'attrazione per i classici, ma più in generale per i grandi racconti dal respiro popolare, rappresenta una costante del cinema di Joe Wright: dall'apprezzato esordio nel 2005 con un'intensa trasposizione da Jane Austen al confronto, dieci anni più tardi, con l'immaginario di Peter Pan in un poco fortunato adattamento del romanzo d'avventura di J.M. Barrie, il regista britannico non si è mai adagiato sulle convenzioni della "letteratura illustrata", ma ha sempre innervato le proprie pellicole di un'energia e di un dinamismo squisitamente moderni. È una premessa valida anche in apertura della nostra recensione di Cyrano, l'opus numero dieci di Joe Wright, tratto dall'omonimo musical teatrale realizzato nel 2018 da Erica Schmidt e già portato sul palcoscenico dai medesimi protagonisti.

Cyrano 9
Cyrano: Haley Bennett in una foto del film

Girato in Sicilia durante il periodo di lockdown per il Covid, il Cyrano di Wright è l'ultima rivisitazione, in ordine di tempo, della celeberrima opera in versi scritta nel 1897 da Edmond Rostand, e che da allora non ha mai mancato di suscitare l'interesse del mondo del cinema: i due esempi più famosi rimangono il Cyrano de Bergerac americano del 1950, con una prova da Oscar di José Ferrer, e quello diretto quarant'anni dopo da Jean-Paul Rappeneau e interpretato da un memorabile Gérard Depardieu (ma nel mezzo vale la pena ricordare anche la rom-com del 1987 Roxanne, con Steve Martin e Daryl Hannah). Rispetto al testo di Rostand, la versione targata Wright/Schmidt (accreditata come autrice della sceneggiatura) presenta una sostanziale innovazione: la sua trasformazione in un musical, con l'apporto delle canzoni composte da due membri dei National, i gemelli Aaron e Bryce Dessner, con la collaborazione di Matt Berninger e Carin Besser.

Il Cyrano de Bergerac di un grandioso Peter Dinklage

Cyrano 1
Cyrano: Peter Dinklage in una foto del film

Ma c'è pure un'altra "rottura della tradizione" in questo Cyrano del 2021, dalla valenza tutt'altro che trascurabile: la scelta di far sparire il proverbiale 'nasone' del protagonista, elemento-cardine della sua iconografia, per trasferire la barriera fisica - e psicologica - del loquace spadaccino sulla sua statura minuta, conferendo così uno spessore ancora maggiore alle insicurezze del personaggio. Dunque, a prestare volto, corpo e voce a Cyrano de Bergerac è Peter Dinklage, star de Il trono di spade (nonché marito di Erica Schmidt), che qui inanella il miglior ruolo della sua carriera sul grande schermo (già basterebbe quell'entrata in scena sulle note di un rap alla Hamilton). Un ruolo in cui Dinklage fa confluire un carisma spontaneo ma mai strabordante, risultando ancor più incisivo laddove gli viene richiesto di recitare sotto le righe e di soffocare le pene d'amore del suo Cyrano, che l'attore ci suggerisce solo attraverso lo sguardo.

Cyrano Peter Dinklage
Cyrano: un'immagine di Peter Dinklage
Cyrano 8
Cyrano: Kelvin Harrison Jr e Haley Bennett in una sequenza

Quanto mai lontano dagli istrionismi, ma legato invece a un approccio naturalistico, Peter Dinklage si dimostra così uno dei Cyrano più toccanti di sempre, superbo nel convogliarne l'orgoglio silenzioso, il senso di inadeguatezza e il sentimento bruciante, ma non corrisposto per la giovane Roxanne. A incarnare passioni e palpiti di quest'ultima, con un vitalismo che ben ne sottolinea la vigorosa consapevolezza, è l'americana Haley Bennett (partner di Wright anche nella vita privata), che dopo la sua performance in Swallow si conferma attrice versatile e dal vasto potenziale. Più canonico e stilizzato il ritratto da villain del De Guiche di Ben Mendelsohn, mentre l'aitante Christian, oggetto del desiderio di Roxanne, è affidato al ventiseienne Kelvin Harrison Jr, l'attore-rivelazione dell'ottimo Luce (inedito in Italia).

Joe Wright e Peter Dinklage su Cyrano: "Il body shaming comincia da noi e da come ci percepiamo"

L'amore secondo Joe Wright

Cyrano 16
Cyrano: Peter Dinklage in una sequenza del film

Se l'alchimia fra Peter Dinklage e Haley Bennett si rivela una delle colonne portanti del film, l'altra è costituita da una messa in scena che recupera l'eleganza dei musical classici hollywoodiani, ma senza sfociare nell'opulenza. La tendenza di Joe Wright per i barocchismi non è mai stata un segreto: dalla sua fastosa versione in chiave quasi metateatrale di Anna Karenina al recente thriller hitchcockiano La donna alla finestra, Wright ha conferito sempre una chiara impronta registica ai propri lavori, rifuggendo ogni forma di minimalismo. Ma in Cyrano, l'afflato poetico delle sequenze di maggior pathos o le elaborate coreografie delle scene corali conservano comunque un'esemplare misura: la fotografia del fido Seamus McGarvey non distoglie mai l'attenzione dai personaggi, mentre lo splendore della confezione non arriva a soffocare le emozioni al cuore della vicenda.

Cyrano 5
Cyrano: Haley Bennett e Peter Dinklage
Cyrano 22
Cyrano: Kelvin Harrison Jr e Peter Dinklage in una scena

Al contrario lo scenario siciliano, addobbato come la Francia del diciassettesimo secolo, è una cornice perfetta per questa storia di amori non corrisposti, di slanci febbrili verso un ideale romantico e di pulsioni destinate a un drammatico corto circuito. Uno scenario portato in primissimo piano, in tutta la sua poderosa suggestione, nella sezione ambientata nell'accampamento militare di Cyrano, sul versante innevato dell'Etna. Avvolti nello spettacolare biancore del vulcano, i soldati prossimi alla battaglia celebrano affetti e rimpianti di esistenze che saranno spezzate troppo in fretta: una sequenza fra le più belle mai dirette da Joe Wright, preludio a un epilogo altrettanto magnifico, pur nella sua nuda semplicità.

Joe Wright a Roma, "Amo Fellini e Visconti. Il cinema? Un'opportunità per imparare"

Conclusioni

Nel suo miglior film dall'epoca di Espiazione, Joe Wright restituisce tutto lo spirito del capolavoro di Edmond Rostand e la sua forza senza tempo, mediante un’intelligente rilettura che utilizza codici e stilemi del musical. Il risultato, come illustrato nella nostra recensione di Cyrano, è un film in cui convivono il coraggio di sperimentare e il senso dell’equilibrio, e in cui una coppia di splendidi protagonisti torna a trasmetterci l’ebrezza, la sofferenza e il dolce tormento che sono alla radice della natura stessa dell’amore.

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
4.0/5

Perché ci piace

  • La forza imperitura del testo di Edmond Rostand, riproposto rispettandone lo spirito ma aggiornandolo secondo i canoni del musical classico.
  • L’eleganza di una messa in scena che non sfocia mai nel puro accademismo, ma valorizza appieno il racconto e le emozioni dei personaggi.
  • Le eccellenti performance di Peter Dinklage e Haley Bennett, capaci di dare nuova vita ai rispettivi ruoli.
  • Diverse sequenze magistrali, incluse la celebre dichiarazione d’amore al balcone e la scena corale girata sull’Etna.

Cosa non va

  • Un approccio che difficilmente potrà conquistare chi non è mai stato un estimatore dello stile di Joe Wright.