Cristian e Palletta contro tutti: una sola (s)volta nella vita

Esilarante esordio alla regia di Antonio Manzini, con l'inedito duo comico De Renzo-Sermonti. Un film che lascia di buon umore anche dopo la visione.

Due balordi della periferia romana, senza arte né parte, che non aspettano altro che un po' di "serendipity". O, per dirla più a parole loro, la "botta di culo", quella svolta che capita una sola volta nella vita e che ti servirà per metterti a posto. In barba a tutti quelli che ti hanno sempre detto di studiare, di essere responsabile, di farti il "mazzo" e di pensare al futuro. È questa la filosofia alla base di Cristian e Palletta contro tutti, esordio nel lungometraggio di Antonio Manzini, attore navigato che ha deciso di divertirsi un po' dietro la macchina da presa.

Cristian e Palletta contro tutti: Margherita Vicario e Libero De Rienzo insieme in una scena del film
Cristian e Palletta contro tutti: Margherita Vicario e Libero De Rienzo insieme in una scena del film

Una comicità sorprendente

Sulla carta sembrava una delle tante commedie per star leggeri, con il sopraggiungere di questo caldo estivo. E lo è, ma alla visione questo film è anche di più: un sorprendente mix di linguaggio moderno e ilarità vintage, quella semplicità immediata in stile fine anni Settanta, ispirata alle battute di ripetute visioni di cult intramontabili come Febbre da cavallo. Una sequela di battute popolari, riconoscibili, di un linguaggio familiare alle orecchie dello spettatore. E anche un piccolo viaggio avventuroso, alla ricerca di un giaguaro prima nella capitale, poi nel resto della penisola. Lo scopo della ricerca non ve lo riveliamo: del resto i due balordi non dovrebbero dirlo a nessuno...

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L'inaspettata alchimia tra i protagonisti

Cristian e Palletta contro tutti: Pietro Sermonti e Libero De Rienzo in una scena del film
Cristian e Palletta contro tutti: Pietro Sermonti e Libero De Rienzo in una scena del film

Libero De Rienzo e Pietro Sermonti non hanno bisogno di conferme per il rispettivo talento comico. Lontani dal gossip, ma non dal cuore del pubblico, che li ama e li aspetta, che quando non li vede per un po' di tempo si chiede che fine abbiano fatto, che cosa abbiano in serbo. Libero è Cristian, il nullafacente, la testa vuota, egoista e insensibile, archetipo di tanti bamboccioni che vivono a casa dei genitori perché in un qualunque posto di lavoro non resisterebbero. Pietro è Fabio, detto Palletta, meccanico in un'officina con autodemolizione annessa, classico romano bonaccione che vuole solo mettere su famiglia con il primo amore del liceo, che si fa fregare dagli amici e che non riesce mai a dire di no.

Cristian e Palletta contro tutti: Giselda Volodi in una scena di gruppo del film
Cristian e Palletta contro tutti: Giselda Volodi in una scena di gruppo del film

I personaggi si muovono in un microcosmo di parentele e conoscenze indossando sempre gli stessi vestiti, come i personaggi di un fumetto underground americano, ritrovando sempre le stesse facce: alla fine, si sa, il mondo è piccolo... Insieme a loro c'è Teresa e il parentado pugliese, che parla un dialetto un po' fumettistico anch'esso, generando ilarità facile ma efficacissima. E se si dice che per far divertire il pubblico bisogna prima divertirsi sul set, appare qui evidente che sia gli interpreti che la crew abbiano rispettato questa regola fondamentale. Cristian e Palletta contro tutti, con situazioni surreali e comicità "bassa" fa ridere per tre quarti della sua durata e lascia il sorriso silenzioso sul viso per il restante quarto. Esperimento riuscito.

Movieplayer.it

3.0/5