È il racconto di una delle relazioni tossiche più famose della letteratura quello di Wuthering Heights di Emily Brontë, una delle storie più disilluse, feroci e cupe mai scritte. Quando Emerald Fennell ha quindi annunciato "Cime Tempestose" (le virgolette sono importanti e fanno parte del titolo), l'interesse è stato pressoché immediato, con immagini rilasciate con il contagocce che hanno diviso subito il pubblico (e i lettori) tra fan e detrattori.
Ma la regista, nel corso di questi anni, ci ha mostrato più volte che il suo più grande divertimento è portare su schermo vicende ambigue, dissacranti e di sicuro non banali, dove lo spettatore diventa bersaglio di una sfida sottile: una caccia ai riferimenti e ai sottotesti nascosti. Come annunciano quelle virgolette, infatti, questa sua più recente fatica non fa eccezione ed è una rivisitazione provocatoria del celebre romanzo e delle sue diverse incarnazioni cinematografiche, nonché di un filone romance che negli ultimi anni ha invaso cinema, piattaforme e librerie.
Oltre la brughiera: la trama di "Cime tempestose"
"Cime tempestose" alla fine reinterpreta quella che è poco più della prima metà del libro: Catherine Earnshaw vive in mezzo alla brughiera sferzata dal vento e incupita dalla nebbia, ma la sua monotonia viene spezzata quando suo padre (Martin Clunes) adotta un ragazzino che lei chiama Heathcliff. I due crescono insieme, trascorrendo anni a sopravvivere ai freddi inverni e a stringere un rapporto tanto co-dipendente quanto morboso, disturbato a un certo punto dall'arrivo dei ricchi vicini: i Linton. Quando Edgar Linton (Shazad Latif) chiede a Catherine di sposarlo e lei accetta, Heathcliff fugge e fa perdere le sue tracce per anni, fino a che non ricompare con un aspetto differente e una ricchezza di cui non vuole svelare la provenienza.
Red Flags e Book Boyfriends: gli elementi portanti del film
Come già accennato, da Emerald Fennell non ci aspettavamo la riproposizione pedissequa del romanzo e, infatti, la regista di Saltburn e Una donna promettente gioca con le situazioni e i personaggi per raccontare ciò che vuole, per stuzzicare lo spettatore e allo stesso tempo indispettire tutti coloro che si aspettavano la classica storia in costume.
Catherine, interpretata da una convincente Margot Robbie, rimane il personaggio meschino del libro, al quale però viene aggiunta la connotazione di una donna che finisce per vivere un'esistenza lontana da quella che è la sua indole, chiusa in una labirintica casa che muta al cambiare del suo stato d'animo. L'Heathcliff di Jacob Elordi è invece la caricatura sottile e perfetta di quell'esercito di "book boyfriend" che hanno invaso il mercato editoriale e cinematografico: tossico fino al midollo, è qui la perfetta red flag, anche se il suo personaggio è stato in qualche modo edulcorato rispetto alla controparte letteraria più subdola e violenta.
Decostruire il romanticismo secondo Emerald Fennell
"Cime Tempestose" è quindi un'opera che gioca, e a volte deride, quel tipo di narrazione pseudo-romantica e piena di cliché, fatta di eroine glamour, maschi alfa rudi e scontrosi e situazioni piccanti che però raccontano il sesso da un punto di vista puramente femminile. L'opera di Fennell non si ferma qui, rimandando - attraverso immagini, fotografia e costumi - ad alcuni dei film che hanno fatto la storia del cinema: pellicole che hanno raccontato l'amore romantico in modo fiabesco e per nulla reale, come La principessa Sissi e Via col Vento. Un lavoro artistico e sartoriale notevole che mostra pezzi di storia del cinema e della moda impattando sullo schermo con una potenza che lascia senza fiato.
Un lungometraggio, quindi, fatto di un gran numero di livelli narrativi; un esercizio di stile che sfrutta le peculiarità dell'estetica della regista per creare sequenze dal forte impatto visivo dove tutto parla allo spettatore, comunicando intenti, desideri e tematiche che sarebbero state probabilmente care alla stessa Emily Brontë. "Cime Tempestose" fonde così cultura pop, arte cinematografica, sartoriale e pittorica in un'unica pellicola che sta ai film romantici come True Lies di James Cameron stava all'action: ne offre un omaggio ma, allo stesso tempo, ne decostruisce gli stereotipi.
Conclusioni
Il "Cime Tempestose" di Emerald Fennell non è un semplice adattamento, ma una rilettura pop e provocatoria che decostruisce in modo sottile i miti dell'amore tossico. Attraverso le performance di Margot Robbie e Jacob Elordi, la regista trasforma il classico di Emily Brontë in un’opera visivamente potente sui cliché del genere romance, omaggiandoli e smascherandoli allo stesso tempo. Convincenti e magnetici Margot Robbie e Jacob Elordi che si prestano alla perfezione ad incarnare un’operazione arguta che sfida lo spettatore ad ogni passo.
Perché ci piace
- La rivisitazione provocatoria e pop del classico di Emily Brontë.
- I costumi, un capolavoro sartoriale e di ricerca storica.
- La messa in scena e la fotografia curate e potenti.
- Margot Robbie e Jacob Elordi, magnetici e calati nello spirito del film.
Cosa non va
- Scontenterà sicuramente chi si aspetta un'adattamento più classico e rigoroso.