Brutti e cattivi

2017, Commedia

Brutti e cattivi: per Claudio Santamaria e Marco D'Amore, una questione di capelli... e tatuaggi

Claudio Santamaria e Marco D'Amore si sono trasformati completamente in Brutti e cattivi, esordio alla regia di Cosimo Gomez, in cui interpretano due disabili che decidono di "svoltare" rapinando una banca. Al cinema dal 19 ottobre.

Brutti e cattivi: Marco D'Amore e Claudio Santamaria in una scena del film

Il Papero (Claudio Santamaria) non ha le gambe, ma questo non gli impedisce di organizzare una rapina, in modo da sistemarsi e poter stare con Ballerina (Sara Serraiocco), che non ha le braccia e con cui trova la sua completezza. Il Merda (Marco D'Amore) invece ha tutti gli arti al posto giusto, ma qualcosa non gli funziona nella testa, oltre ai lunghissimi rasta.

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In Brutti e cattivi, esordio alla regia di Cosimo Gomez nelle sale dal 19 ottobre, per Santamaria e D'Amore è tutta una questione di capelli: l'attore romano li aveva rasati il giorno in cui ha vinto il David di Donatello per Lo chiamavano Jeeg Robot, e allora aveva solo commentato: "Sto girando un film, il mio personaggio si chiama Il Papero, non posso dire di più", mentre D'Amore, che presto rivedremo nel ruolo di Ciro di Marzio nella terza stagione di Gomorra - La Serie, in arrivo il 17 novembre anche in sala, ha potuto adornarsi il capo con un'importante massa di capelli: "È l'unico motivo reale per cui ho accettato di fare il film: potermi rivedere con una folta capigliatura forse per l'ultima volta nella mia vita" ci ha detto al Lido, dove il film è stato presentato nella sezione Orizzonti della 74esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

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Brutti e cattivi: Marco D'Amore in una scena del film

Santamaria inoltre nel film porta un tatuaggio molto interessante sul braccio: "Quel tatuaggio può sembrare volgare, ma per il personaggio ha un significato molto profondo, è quello che gli ho dato" ci ha detto, spiegando meglio: "Il Papero è nato senza gambe, quindi deforme: negli anni '80 alle donne incinte veniva dato un farmaco (la Talidomide) che poteva dare problemi al bambino e farlo nascere con delle malformazioni. Ho lavorato quindi sul fatto che questo personaggio fosse emarginato, reietto e rifiutato già nel ventre materno. Quindi quel "magna puntini puntini" potrebbe essere, almeno io l'ho inteso così, un voler mangiare quella cosa lì per rientrare nel ventre materno".

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La nostra intervista a Claudio Santamaria e Marco D'Amore

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