Sarà per via del marchio di fabbrica di Shonda Rhimes. Sarà per l'abilità marketing di Netflix. Sarà per la popolarità della serie letteraria di Julia Quinn alla base di tutto. O, magari, sarà anche per la complicità iniziale della pandemia e dei lockdown che ci hanno tenuti tappati dentro casa per svariate settimane.
Fatto sta che fin da quel fatidico 25 dicembre 2020, Bridgerton è subito diventata una delle produzioni di punta della piattaforma streaming di Los Gatos. È stata capace di catturare milioni di visualizzazioni e di catalizzare a ogni sua incursione le chiacchiere social, innescando quel processo di dominio delle discussioni online che tutti i vari player del settore cercano sempre di ottenere per far sì che le proprie proposte finiscano sotto l'occhio del riflettore e che, però, solo Netflix pare riuscire a raggiungere con costanza invidiabile.
Situazione che, presumiamo, si verrà a configurare anche con questa quarta stagione che, come la precedente terza, approda nel catalogo del servizio suddivisa in due blocchi da quattro puntate ciascuno: il primo a partire dal 29 gennaio, il secondo dal 26 febbraio.
Di cosa parla Bridgerton 4?
Come noto, dopo le prime due stagioni che hanno seguito l'ordine di pubblicazione dei romanzi, la terza e la quarta stagione hanno invertito l'ordine degli adattamenti delle opere di Julia Quinn. Quella che abbiamo visto nella primavera del 2024 ha tradotto in immagini il quarto libro dell'epopea, Un uomo da conquistare (Romancing Mister Bridgerton), con quella fresca fresca di pubblicazione che va invece a raccontarci la storia del terzo tomo, La proposta di un gentiluomo (An Offer From a Gentleman).
Il gentiluomo in questione è Benedict Bridgerton (Luke Thompson), il libertino della ben nota famiglia, quello che, malgrado l'insistenza di Lady Violet Bridgerton (Ruth Gemmell), proprio non ne vuole sapere di accasarsi. La caparbia testardaggine del giovane non può nulla contro una cosa chiamata "fato": al ballo in maschera organizzato da sua madre, Benedict resta letteralmente folgorato da una giovane misteriosa vestita d'argento il cui volto è celato da una maschera, dato il tema della serata. Benedict si mette a cercarla nell'alta società con l'aiuto di una riluttante sorella Eloise (Claudia Jessie), che si sente un po' tradita dal fratello dopo che anche lui è capitolato di fronte al più classico degli innamoramenti. La ragazza che l'ha colpito, tuttavia, non appartiene (o per lo meno non appartiene del tutto) all'alta società: è una cameriera di nome Sophie Baek (Yerin Ha) che presta servizio per l'arrogante Araminta Gun (Katie Leung).
Benedict e Sophie finiranno per incrociare le loro strade, ma ovviamente il giovane nobiluomo non realizza di essere al cospetto proprio della misteriosa dama della festa. Per tale ragione, si ritroverà a essere combattuto per i sentimenti e l'affetto verso due donne che, in realtà, sono la stessa persona. L'amore trionferà anche questa volta andando a infrangere anche le barriere delle loro differenti estrazioni sociali?
Le dinamiche sono cambiate
Il primo aspetto positivo di questa nuova stagione di Bridgerton ruota tutto intorno al fatto che l'identità di Lady Whistledown è ormai di dominio pubblico. Una cosa, questa, che di per sé avrebbe un peso relativo se non fosse che va a innescare una nuova, divertente dinamica fra Penelope Featherington (Nicola Coughlan) una Regina Carlotta (Golda Rosheuvel) alla quale non pare vero di avere per le mani un nuovo "giocattolo" di cui può disporre praticamente a suo piacimento. Ora che, in un modo tutto suo e peculiare, Penelope è diventata una favorita della reggente, anche la "linea editoriale" del pamphlet di gossip finisce per risentirne.
Ma se fra la Regina e la giovane c'è un rapporto di sostanziale, per quanto anomalo, rispetto reciproco (condito anche dal timore reverenziale nel caso di Penelope), al netto della cortese deferenza di facciata che è comunque obbligatoria a corte, sarà lo sviluppo della storica amicizia fra la Regina e Lady Danbury (Adjoa Andoh) a fornire degli spunti molto interessanti nel momento in cui le due si ritroveranno ad attraversare delle acque piuttosto agitate. Una sottotrama che permette alle due attrici di sfoderare tutta la loro bravura, con una Regina che si ritroverà costretta dagli eventi ad apparire più umana.
Quando Shondaland diventa un Classico Disney
Passando a quella che, invece, è la trama principale di questo Bridgerton 4, è impossibile non apprezzare quelle che sembrano essere delle influenze esterne davvero evidenti. Influenze così forti, marcate che, difatti, abbiamo anche voluto toccare nel corso del junket della serie: quelle dei Classici Disney. E sì, intendiamo proprio delle fiabe rilette dalla Casa di Topolino, più che delle storie originali da cui la major ha realizzato alcuni capolavori della settima arte.
Per buona parte di Bridgerton 4, c'è un'atmosfera sospesa a metà strada fra Cenerentola e La bella e la bestia e questo, a nostro modo di vedere, non può che essere letto come un complimento. Chi vi sta parlando in questo momento non ha la benché minima idea di cosa accada nei romanzi di Bridgerton. È una persona che si limita a possedere un genuino interesse per i racconti che mescolano storie d'amore, gossip e satira sociale, sia che si tratti di Mean Girls che di Gossip Girl.
Risulta interessante vedere come la writer's room di Shondaland vada ad arricchire certe suggestioni: a conti fatti, è una storia che possiede la giusta formula, e per questo diventa davvero apprezzabile. Così come sono apprezzabili anche i nuovo volti del cast, a cominciare da una Yerin Ha perfetta per interpretare una persona a suo modo sia caparbia che insicura, date le circostanze, come Sophie e una Katie Leung perfettamente insopportabile nei panni di Lady Araminta.
Conclusioni
nsomma, com'è questa Bridgerton 4? Beh è... Bridgerton. E come tale ha tutto quello che ci si aspetta da questa produzione – una messa in scena sontuosa arricchita da abiti sgargianti e location eleganti e pittoresche – più tutto ciò che è lecito attendersi da una storia che mixa sapientemente meccanismi ben rodati aggiungendone via via di nuovi. Se nella terza la miccia principale era la tensione data quello che sarebbe accaduto a Penelope una volta scoperto che dietro il nom de plume di Lady Whistledown c'era lei, qua abbiamo una traccia narrativa principale, quella della storia d'amore fra Sophie e Benedict, arricchita da un gradevolissimo contorno di eventi che riguardano quasi tutti i personaggi secondari.
Perché ci piace
- È Bridgerton. Se l'avete seguita finora basta questo
- Le dinamiche fra vecchi e nuovi personaggi
- Katie Leung: Bravissima nel rendere odiosa Lady Araminta
- La messa in scena, sempre una gioia per gli occhi
Cosa non va
- È Bridgerton. Se non l'avete seguita finora, difficilmente comincerete a farlo adesso