Bosch 5, la recensione: la serie convince con le sue indagini e una società piena di ombre

La nostra recensione di Bosch 5, la quinta stagione della serie di Amazon Prime Video tratta dai romanzi di Michael Connelly.

RECENSIONE di 19/04/2019
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Bosch: Titus Welliver in una foto della quinta stagione

Ritorna finalmente sul piccolo schermo il detective creato da Michael Connelly: nella nostra recensione di Bosch 5, considerando che il romanzo da cui sono tratti gli episodi è ancora inedito in Italia, cercheremo di non rivelare troppi spoiler per non rovinare la visione agli spettatori e ai lettori.

Il progetto targato Amazon Prime Video, il più longevo nella storia della piattaforma, si conferma come una delle serie tv più interessanti per chi ama le storie di detective e delle indagini che coinvolgono anche intrighi polizieschi, drammi personali e un ritratto della società americana molto accurato, sfruttando la bravura di Titus Welliver nel calarsi nel ruolo di un uomo che è pronto a superare i limiti della legge pur di ottenere giustizia.

Una nuova indagine per il detective Bosch

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Bosch: l'attore Jamie Hector in una foto della quinta stagione

La trama di Bosch 5 riprende quindici mesi dopo la morte della sua ex moglie e le indagini sull'omicidio di Howard Elias che hanno portato il protagonista a fare i conti con il proprio passato. Nei primi minuti delle puntate inedite vediamo Harry, il personaggio interpretato da Titus Welliver, impegnato in una missione sotto copertura che sembra prendere una svolta drammatica. Per capire come il detective è arrivato in quella situazione e cosa accadrà bisognerà attendere molti dei dieci episodi prodotti per questa quinta stagione, compiendo prima un salto nel passato e scoprendo nuovi dettagli riguardanti la sua vita, quella di sua figlia e degli altri poliziotti.
Il brutale omicidio di un farmacista porta infatti Bosch ad intraprendere un'indagine sul mondo dello spaccio e dell'abuso di medicinali e l'agente deve inoltre fare i conti con le accuse di un assassino che sostiene di essere stato incastrato proprio da Harry, preparandosi quindi a presentare il proprio caso in tribunale.
Maddie (Madison Lintz) lavora nell'ufficio del procuratore distrettuale ed è alle prese con il tentativo di iniziare un nuovo capitolo della sua vita e di trovare un nuovo equilibrio dopo l'uccisione della madre, evento che l'ha segnata profondamente e l'ha avvicinata ulteriormente al padre.
Nel dipartimento di polizia di Los Angeles il clima è poi particolarmente teso, tra ritrovamenti di cadaveri fatti a pezzi, ambizioni politiche, uscite di scena e prove scomparse.

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Un progetto che continua a coinvolgere

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Bosch: il protagonista Titus Welliver in una foto della quinta stagione

La serie creata da Eric Overmeyer sembra in grado di resistere alla concorrenza e allo scorrere delle stagioni sfruttando in modo intelligente il materiale a propria disposizione tratto dai romanzi scritti da Michael Connelly: nonostante le numerose differenze introdotte fin dall'esordio nella storia, la struttura narrativa e le caratteristiche principali dei personaggi che hanno permesso ai romanzi di ottenere il successo internazionale e mantenere alta l'attenzione dei lettori si mantengono infatti immutate.
In questa quinta stagione emerge poi in modo ancora più chiaro quanto la serie possa fare affidamento a tutti i personaggi per creare un intreccio coinvolgente, mantenendo al centro Harry Bosch, con le sue mille sfumature e il passato tormentato, ma espandendo in più direzioni la narrazione.
Immaginare un altro volto per il detective, anche per i fan dei libri, inizia a diventare realmente complicato: Welliver possiede il giusto mix di carisma, espressività, fisicità e un lato sensibile nascosto dietro un'esteriorità quasi burbera e scostante. I nuovi episodi approfondiscono maggiormente rispetto al passato proprio questo lato più umano tramite il rapporto con la figlia e una nuova conoscenza che lo spinge a diventare protettivo, cercando di dare sostegno e consigli a un'altra anima ferita e in difficoltà. Dai tentativi non sempre riusciti di entrare in connessione con Maddie e il forse inaspettato affetto nei confronti di un cane randagio, Bosch fa emergere sempre di più, puntata dopo puntata, le sue contraddizioni emotive e quella vena malinconica e solitaria che lo accompagna da sempre.

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Bosch: Madison Lintz in una foto della quinta stagione

Il detective continua la sua costante evoluzione in modo realistico e senza gesti fuori contesto e inaspettati, mantenendosi fedele a se stesso e al tempo stesso, grazie ai piccoli gesti e agli sguardi del suo interprete, rendendo evidente agli occhi degli spettatori quanto gli eventi mostrati nelle puntate precedenti abbiano lasciato il segno, in particolare l'omicidio dell'ex moglie che lo ha obbligato a diventare una figura paterna presente e in grado di rappresentare un rifugio sicuro per la figlia, anche a livello emotivo, provando ad avvicinarsi a lei anche nei momenti in cui viene respinto e creando una quotidianità il più possibile rassicurante.
Madison Lintz è cresciuta nella finzione e nella realtà durante la realizzazione dello show e in questo capitolo della storia di Bosch riesce a interpretare con la giusta convinzione i dilemmi di Maddie, in difficoltà dopo la morte della madre di cui sente la mancanza, alle prese con un lavoro che mette alla prova le sue convinzioni e il suo senso di giustizia, e con un possibile nuovo amore. Le sequenze in cui si preoccupa per il padre e ammette quanto sia difficile non poter contare sulla presenza materna sono particolarmente emozionanti e l'attrice, nonostante una recitazione a tratti ancora acerba e poco curata nei dettagli, possiede il giusto feeling con Welliver, rendendo i passaggi con protagonisti i due Bosch tra i momenti più riusciti della stagione.

Una serie che va oltre il suo protagonista

L'esperienza del cast è però usata nel migliore dei modi dagli sceneggiatori e dal team di registi che possono così creare in parallelo altri racconti intrecciati intelligentemente con quello principale. La qualità poco brillante, anche a livello visivo dei flashback, non toglie comunque il piacere per chi ama i thriller polizieschi di seguire le indagini del detective Jerry Edgar, interpretato da Jamie Hector, i problemi del sergente Grace Billets (Amy Aquino), le scelte machiavelliche del capo Irvin Irving (Lance Reddick), le attività dell'avvocato Honey Chandler (una sempre brillante Mimi Rogers) e la prontezza con cui l'investigatore Hector Bonner (Ryan Hurst, presenza che renderà felici i fan di Sons of Anarchy) va alla ricerca di indizi e segreti.

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Bosch: Ryan Hurst in una foto della quinta stagione

Seguire quanto accade agli altri agenti e addentrarsi nei chiaroscuri del mondo degli avvocati e dell'ufficio del procuratore distrettuale contribuisce a rendere la narrazione particolarmente ricca e stimolante. A differenza dei procedural, la serie di Amazon si concede il proprio tempo per chiudere ogni spunto narrativo e la scelta si rivela vincente per mantenere una propria identità all'interno di un panorama sempre più ricco di proposte di ogni genere.
Il salto temporale compiuto nel primo episodio forse non è una delle idee più ispirate, anche se getta le basi per il racconto e stimola la curiosità degli spettatori, tuttavia è davvero difficile trovare troppi difetti a un meccanismo ormai ben oliato e curato in ogni dettaglio. La regia e la fotografia valorizzano infatti non solo le interpretazioni, ma anche la scelta delle location e i paesaggi, dalle fredde periferie fatte di edifici abbandonati e vicoli grigi al deserto con i suoi colori brillanti, senza dimenticare ovviamente la città di Los Angeles che Bosch osserva dalla propria casa.
Con un pizzico di azione "in volo" e numerosi problemi a cui Harry deve reagire con prontezza di spirito e usando tutta la sua intelligenza, la serie soddisfa e lascia la voglia di ritornare nel mondo del detective anche per la sesta stagione, già annunciata.

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Conclusioni

Concludendo questa recensione di Bosch 5, non possiamo che confermare come questa sia una serie in grado di coinvolgere e mantenere alta l'attenzione degli spettatori. Il progetto tratto dai romanzi di Connelly ha trovato in Titus Welliver un protagonista praticamente perfetto, in grado di portare in scena tutte le sfumature di un personaggio complesso e dalle tante ombre in modo brillante e realistico. Lo show prodotto per Amazon Prime Video trova però la sua forza anche nei personaggi secondari e nella rappresentazione di una società in cui i confini tra bene e male sono sfumati e il concetto di verità assume un significato diverso in base a chi lo utilizza.
Tra missioni sotto copertura, omicidi irrisolti, fantasmi che riemergono dal passato e un pizzico di intrighi politici, la storia di Harry Bosch resta uno dei prodotti di qualità da non perdere nel programma seriale.

Movieplayer.it

4.0/5

Perché ci piace

  • L'intreccio è ricco di svolte e approfondisce bene gli aspetti umani della vicenda.
  • Il cast, guidato da Titus Welliver, dimostra la sua bravura e mantiene alta l'attenzione.
  • La qualità tecnica è sempre elevata e soddisfacente.
  • L'adattamento dei romanzi di Michael Connelly ne rispetta l'atmosfera e le tematiche nonostante i cambiamenti.

Cosa non va

  • La narrazione si espande senza troppa fretta, situazione che potrebbe infastidire chi è abituato al ritmo dei procedural.
  • Il salto temporale compiuto nel primo episodio non appare del tutto necessario.
  • La realizzazione dei flashback è approssimativa e poco curata.
  • Alcuni parti della storia raggiungono con eccessiva fretta la propria conclusione.