Better Call Saul 5x01 e 5x02, la recensione: L’attrazione del male

La recensione di Better Call Saul 5x01 e 5x02, la nuova stagione della serie prequel di Breaking Bad in catalogo su Netflix il 24 e 25 febbraio.

RECENSIONE di 26/02/2020
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Better Call Saul 5: Bob Odenkirk e Lavell Crawford in una scena della premiere

Saul Goodman è arrivato. La serie prequel di Breaking Bad è ormai giunta al momento che tanti hanno aspettato per quattro anni, ma in questa recensione di Better Call Saul 5x01 e 5x02, i primi due episodi rilasciati su Netflix il 24 e 25 febbraio, spiegheremo come non sia un semplice punto di arrivo e quanto potenziale drammatico ci sia ancora nella vita dell'ex Jimmy McGill, quanto ancora da raccontare per una serie che ha sempre più una propria dignità, profondità e autonomia dall'illustre predecessore. E per fortuna non abbiamo solo questa stagione 5 ancora da gustare, ma anche una sesta e ultima già rinnovata per il prossimo anno.

Benvenuto Uomo Magico

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Better Call Saul 5: Bob Odenkirk nella premiere

Jimmy McGill ha fallito. Ci ha provato a tenersi sulla retta via, ma le difficoltà della vita, gli spintoni e gli sgambetti l'hanno sconfitto. Già nel finale della stagione precedente l'avevamo visto cedere all'inganno per riottenere la licenza di avvocato e ora, nel primo episodio della stagione 5 di Better Call Saul, Uomo magico, la trasformazione in Saul Goodman si compie con il cambio ufficiale di nome. Il serpente ha finalmente cambiato pelle ed è pronto a lanciarsi in quell'attività ai margini che ben conosciamo sin dai tempi di Breaking Bad, pervaso da quella voglia di rivalsa nei confronti di tutti quelli che gli hanno impedito di fare le cose nel modo giusto.

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Better Call Saul 5: Rhea Seehorn nella premiere della stagione 5

Un rilancio professionale che inizia nella premiere di stagione e si completa nel secondo episodio 50% di sconto: se la prima trovata è regalare quei cellulari usa e getta ancora in suo possesso, con il proprio numero pronto tra le chiamate rapide per delinquenti di basso rango, il passo successivo è fare del puro marketing aggressivo, con offerte e sconti per i reati plurimi. Un istigazione a delinquere che fa storcere il naso a Kim: non servono parole a Rhea Seehorn per esprimere il disappunto quando Jimmy la travolge con le sue idee, così come non ha bisogno di urlare la sua disperazione quando vacilla e cede alle scorciatoie legali proposte da Jimmy. Ed è una delle tante dimostrazioni dell'ottimo lavoro del cast per rendere dettagli e sfumatura del percorso umano dei rispettivi personaggi.

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Better Call Saul 5: Bob Odenkirk in una scena

Non è infatti da meno Bob Odenkirk, che riesce a comunicare l'esplosività dialettica di Saul Goodman, quei guizzi da truffatore istintivo che gli vengono naturali e lo rendono vivo, così come quella patina di tormento che gli vela l'anima. Quella che permea il bellissimo e sofferto incipit in bianco e nero che ci porta ancora una volta nel presente post-Breaking Bad, verso quel destino segnato che sappiamo di dover raggiungere. Quella bellissima intro è solo uno degli esempi di quanto cinematografica e curata dal punto di vista visivo sia la serie di Vince Gilligan e Peter Gould, così ricca di sequenze d'impatto per ideazione e costruzione, di immagini che sanno di grande cinema e raccontano più di tanti dialoghi, di trovate narrative che riescono a portare avanti i due filoni della storia di questa quinta stagione con piglio autoriale e ricercato.

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Better Call Saul 5: Giancarlo Esposito in una scena della premiere

Parallelamente a Jimmy e Kim, infatti, Gilligan e Gould ci mostrano le forze del male che si muovono, ci lasciano seguire la storyline del traffico di droga, tra il Gustavo Fring dell'ottimo Giancarlo Esposito, Mike e i Salamanca. Due strade che fin qui sono state solo parallele, ma che arrivano a un primo importante punto di incontro alla fine del secondo episodio, con quel contatto tra Jimmy e Nacho Varga che lascia presagire il suo ingresso nel mondo della malavita più organizzata locale, attirata dall'arrivo dell'Uomo Magico.

Conclusioni

In conclusione di questa recensione di Better Call Saul 5x01 e 5x02 non possiamo che ribadire la grande qualità sia nella scrittura che nella messa in scena della serie di Vince Gilligan e Peter Gould, nonché l’incredibile lavoro del cast, a cominciare da Bob Odenkirk e Rhea Seehorn, che rendono viva e sofferta la storia che stiamo vivendo. Saul Goodman è finalmente tra noi e ci dispiace che solo due stagioni ci separino dalla fine di questo incredibile racconto.

Movieplayer.it

4.5/5

Perché ci piace

  • La consapevolezza della strada da seguire, evidente nel lavoro di Vince Gilligan e Peter Gould.
  • Bob Odenkirk, insieme esplosivo e sofferto, e il resto del cast che rende viva la storia.
  • Un piglio da grande cinema su piccolo schermo, con immagini che sanno raccontare più di mille dialoghi.
  • La valenza autonoma della serie rispetto a Breaking Bad.

Cosa non va

  • L’unica pecca può essere il seguirla senza conoscere la serie madre, che farebbe perdere qualche sfumatura preziosa allo spettatore. Ma c’è veramente qualcuno che non ha visto Breaking Bad?