Benedict Cumberbatch & Co. sfidano Hollywood per difendere la Union Jack

Cumberbatch, Alan Cumming e Benedict Wong hanno firmato una lettera pubblicata sul Guardian e rivolta alla ministra delle cultura Nandy, mettendola in guardia sul rischio che comporterebbe la fusione tra Warner e Paramount.

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Benedict Cumberbatch, Alan Cumming e Benedict Wong scendono in campo contro la mega-fusione tra i colossi statunitensi Paramount e Warner Bros. In un accorato editoriale indirizzato alla ministra della Cultura britannica Lisa Nandy e pubblicato sul Guardian, il trio di attori ha lanciato un chiaro allarme: l'operazione rischia di infliggere "danni immensi al pubblico e all'industria del Regno Unito".

Un eventuale intervento da parte del governo, sostengono gli artisti, potrebbe rivelarsi una delle decisioni politiche più determinanti (e negative) dell'ultimo trentennio per il settore dei media britannici.

Warner e Paramount: a rischio posti di lavoro e memoria storica

Secondo il tris, che lavora stabilmente a Hollywood (tutti e tre sono nomi legati al Marvel Cinematic Universe, con Cumming pronto a tornare in Avengers: Doomsday), l'unione dei due giganti di Hollywood porterebbe inevitabilmente a licenziamenti di massa, cancellazioni di produzioni in corso, un drastico calo dei progetti commissionati e una generale avversione al rischio creativo. Sebbene questi aspetti economici rientrino nelle valutazioni della Competition and Markets Authority (CMA), spetta alla ministra Nandy giudicare l'impatto della fusione sull'interesse pubblico - un interesse che, secondo le tre star, verrebbe gravemente compromesso. Una forte presa di posizione, a dispetto di chi crede che un artista non debba aver voce in capitolo quando si parla di politica.

Guardian Articolo Warner Discovery
L'articolo del Guardian a firma di Cumberbatch, Alan Cumming e Benedict Wong

L'appello punta il dito anche sulla pericolosa concentrazione del settore dell'informazione. Paramount possiede già l'emittente britannica Channel 5 e la rete americana CBS; con l'acquisizione di Warner Bros. Discovery, finirebbero sotto lo stesso controllo aziendale anche CNN e CNN International.

"Se un unico proprietario, mosso da soli interessi commerciali, controlla l'accesso sia agli archivi della CNN che a quelli della CBS, finirà per gestire la materia prima della nostra memoria storica", denunciano gli attori nell'editoriale. "Nandy deve varcare la porta dell'intervento per il bene di chi lavora nel cinema e nella TV e di chi li guarda. Non dobbiamo mettere da parte l'interesse pubblico, dobbiamo difenderlo e bloccare questa fusione".

Il contesto politico e internazionale

La ministra Nandy ha già manifestato l'intenzione di valutare un intervento nell'accordo, sebbene i lavori del Parlamento britannico siano attualmente sospesi. Per la titolare della Cultura il dossier si aggiunge ad altre partite cruciali per il panorama mediatico del Regno Unito, tra cui la trattativa per l'acquisizione di ITV da parte di Sky (gruppo Comcast) e il rinnovo della concessione reale della BBC.

Sul fronte globale, lo scenario resta complicato. Se da un lato la Commissione Europea ha espresso parere favorevole alla fusione (seppur vincolandola ad alcune condizioni), negli Stati Uniti l'operazione sta incontrando un forte ostacolo nelle norme antitrust. A fronte delle pressioni legali oltreoceano, Paramount ha recentemente accettato di congelare la fusione fino al termine delle verifiche delle autorità americane.

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