Batwoman, recensione: l’Arrowverse si sposta a Gotham City

Recensione della prima stagione di Batwoman, la quinta serie del franchise catodico della DC Comics noto come Arrowverse.

RECENSIONE di 25/03/2020
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Crisi sulle Terre Infinite: Ruby Rose in una foto del crossover

Scrivere la recensione di Batwoman comporta una sorta di viaggio nel tempo, poiché il nuovo show supereroistico della CW si muove tra passato, presente e futuro per quanto riguarda l'Arrowverse: la serie ha debuttato negli USA nell'autunno del 2019, ma i primi quattro episodi sono ambientati un anno prima, quando non avevamo ancora incontrato la protagonista nel crossover Elseworlds; inoltre, arriva in Italia (su Premium Action e Infinity) dopo che in patria il franchise esteso di appartenenza ha subìto uno scossone di non poco conto, tramite l'evento Crisis on Infinite Earths (a cui Batwoman ha partecipato con il nono episodio e come ospite fissa nelle altre serie coinvolte) e la chiusura di Arrow a causa del decesso di Oliver Queen.

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Arrow: Ruby Rose in una scena di Elseworlds, parte 2

La serie arriva inoltre nel nostro paese dopo un lungo periodo di controversie sul territorio americano, tra chi ha attaccato l'attrice principale Ruby Rose perché "non abbastanza gay" per interpretare Kate Kane (la prima supereroina apertamente lesbica ad avere un serial tutto suo sul piccolo schermo) e chi se l'è presa con lo show stesso per motivi "politici", dimostrando anche di non conoscere i fumetti poiché Batwoman non è la versione femminile di Bruce Wayne. Questo ha portato a una situazione curiosa già verificatisi con Doctor Who: su IMDb la serie in generale ha una media bassissima (3.5 su 10) a livello di voti degli utenti (gli altri show dell'Arrowverse vanno dal 6 in su), e anche i singoli episodi, fino all'ottavo, stanno sotto la sufficienza. Una reazione inutilmente ostile, per quanto contenuta, nei confronti di un programma che si fa sempre più interessante col passare delle settimane (mentre scriviamo queste righe in patria sono andati in onda 16 dei 22 episodi previsti per la prima stagione).

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Batman non c'è, è andato via

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Batwoman: Ruby Rose e Camrus Johnson in una scena della serie

Di cosa parla Batwoman? È la storia di Kate Kane, giovane cugina di Bruce Wayne, il quale manca all'appello da tre anni. Kate vive lontana da Gotham City, ma torna a casa su richiesta del padre (Dougray Scott) quando questi viene preso di mira dalla Wonderland Gang. Indagando sull'accaduto, la ragazza scopre che Bruce e Batman sono la stessa persona, e decide di difendere la città al posto suo. Aiutata da Luke Fox (figlio di Lucius), il quale tiene d'occhio Wayne Tower in assenza del capo, Kate indossa un costume appositamente modificato e sventa il piano di Alice, la misteriosa leader della Wonderland Gang che sembra avere un legame personale con la nuova vigilante di Gotham. Col passare del tempo lei si abitua alla sua nuova doppia vita, ma non sarà facile conciliare la sua attività notturna con i legami personali, all'interno della famiglia e sul piano affettivo-romantico.

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Batwoman: Ruby Rose e Nicole Kang in una scena della serie

La serie procede su due binari: da un lato, ogni episodio ruota attorno a un caso diverso, spesso con la presenza di comprimari conosciuti dell'universo di Batman, come Thomas Elliot o Magpie, ma anche di personaggi minori mai visti prima sullo schermo, come Julia Pennyworth (figlia di Alfred) o Duela Dent (nipote di Harvey); dall'altro, c'è la trama orizzontale sul nesso intimo tra Kate e Alice, che fa riemergere cupi segreti di famiglia e vecchi rancori. E nel bel mezzo di tutto questo c'è la Crisi, il cui esito comporta delle piccole modifiche nella continuity dell'Arrowverse (il mondo di Batwoman, per forza di cose, è quello con i cambiamenti minori, dato che all'epoca della messa in onda non aveva ancora completato la prima stagione). Un cocktail ambizioso per uno show che, oltre a guardare verso il futuro), è in parte anche un ritorno al passato.

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Un'immagine promozionale per la serie tv Arrow
Un'immagine promozionale per la serie tv Arrow

Facciamo, almeno con la mente, qualche passo indietro: correva l'anno 2012, e quello che poi sarebbe diventato un vero e proprio universo condiviso sulla CW iniziò quasi timidamente con Arrow, serie che riprendeva il tono del Batman di Nolan pur essendo nata dopo il successo della versione di Oliver Queen vista in Smallville. Palesemente un tentativo di raccontare storie tipiche del mondo di Gotham senza usare il personaggio specifico (il cui uso sul piccolo schermo, come per Superman e Wonder Woman, è tuttora regolato da direttive del ramo cinematografico), al punto che molti degli antagonisti - Slade Wilson, Ra's al Ghul e la Lega degli Assassini, Deadshot - venivano direttamente dall'universo di Batman. Da metà della seconda stagione in poi, complice il debutto di Barry Allen e il successivo lancio di The Flash, la cosa si è fatta più apertamente supereroistica, fino ad arrivare a un'annata conclusiva dove tra i compagni d'avventura di Oliver c'è la figlia adulta proveniente dal futuro.

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Batwoman: Dougray Scott con Ruby Rose una scena della serie

Adesso che il signor Queen non c'è più (in America, poiché in Italia la stagione finale non è ancora arrivata), si sentiva una certa mancanza del lato più "umano" dell'Arrowverse, dato che tutte le altre serie hanno protagonisti dotati di superpoteri. Con il debutto televisivo di Kate Kane torniamo quindi alle origini, a un mondo più verosimile (anche nel momento della Crisi, l'episodio dedicato tiene il più possibile conto del tono meno "super" dello show), dove i pericoli sono tangibili e circoscritti alla zona di Gotham, senza implicazioni planetarie o cosmiche. Torniamo anche a un'eroina relativamente sola, senza il supporto di un intero team, come lo era Oliver all'inizio e come lo è solitamente Batman, il lupo solitario per eccellenza nell'ambito dei fumetti di supereroi. E a differenza di Gotham, la serie che esitava tra poliziesco serio e avventura fumettosa, il serial dedicato a Kate sa esattamente cosa vuole essere: la storia di una donna costretta, suo malgrado, a fare il conto con molteplici identità (in tutti i sensi del termine), in un contesto non per forza super, ma decisamente eroico.

Conclusioni

Chiudiamo questa recensione di Batwoman (stagione 1) con la soddisfazione di aver assistito a una nuova, positiva evoluzione dell'Arrowverse, che guarda al futuro ma ricorda anche il passato, riportandoci alle atmosfere più "terra terra" delle prime avventure catodiche di Oliver Queen. La nuova serie, capitanata da una grintosa Ruby Rose, ha tutte le carte in regola per accontentare i fan del franchise.

Movieplayer.it

4.0/5

Perché ci piace

  • Ruby Rose è bravissima.
  • La rilettura del mondo di Batman è molto interessante.
  • L'equilibrio tra episodi autoconclusivi e trama orizzontale è gestito bene.

Cosa non va

  • L'uso di alcuni personaggi provenienti dai fumetti non è sempre del tutto efficace.