Quando nel 2012 Black Flag è arrivato per proseguire la saga di Assassin's Creed non ci aveva fatti impazzire: amavamo della saga Ubisoft la possibilità di camminare per le vie delle città del passato, alla Gerusalemme del primo gioco a Firenze, Venezia e Roma vissute insieme a Ezio. Era un buon titolo, con un'evoluzione necessaria per una saga che rischiava di ripetere se stessa, ma sembrava più un gioco di pirati che un vero Assassin's Creed. Le navi e l'apertura al tutte le isole caraibiche, insomma, non erano state un'aggiunta che avevamo amato.
Rigiocarlo ora, però, a quasi 15 anni di distanza, ci ha permesso di mettere tutto in prospettiva e goderci nuovamente, o forse realmente per la prima volta, un gioco intelligente, intrigante e avventuroso al punto giusto, con un protagonista carismatico e la sua ottima storia capace di mostrarci il lato più umano dei pirati e far entrare il giocatore in sintonia con le sue complesse dinamiche.
Da grande farò il pirata!
La trama del gioco non differisce da quella che i giocatori della saga conoscono e ci porta, ancora una volta, intorno all'anno 1715, nell'età dell'oro della pirateria, tra il 1715 e il 1722, per vivere l'avventura di Edward Kenway, ex corsaro della marina britannica che ha scelto di viaggiare nei Caraibi e trasferirsi lì in cerca di fortuna, con il sogno di una vita migliore per sé e la moglie Caroline che ha lasciato in Galles. La promessa di tornare entro due anni non viene mantenuta, perché ne sono passati già 3 da quando si trova lì e la svolta non arriva. Almeno fino a quando una figura misteriosa armata di lama retrattile interviene a risolvere una battaglia in cui è coinvolto ed Edward si trova invischiato nel conflitto tra la Confraternita e l'Ordine dei Templari.
La forza del racconto di Black Flag
Quando si affronta un remake ci si aspetta migliorie e in questo Black Flag Resynced non delude, perché pur mantenendo la struttura base del gioco originale, si fanno passi avanti da diversi punti di vista. A cominciare dall'impostazione del racconto. Se infatti la trama è la stessa, compresa qualche ingenuità di fondo che va accettata, gli interventi sono pensati per rendere l'esperienza più coinvolgente e cinematografica, per la nostra gioia che su questi aspetti dei videogiochi ci concentriamo: prima di tutto si sfoltisce la porzione di storia nel presente, quella legata all'Animus che permane attraverso delle fratture presenti nella grande mappa di gioco che forniscono contesto narrativo e degli scenari What If.
In secondo luogo, ed è l'aspetto più interessante per noi, le cutscene sono state ripensate e rifatte con un maggior piglio visivo, sfruttando la maggior potenza tecnologica della generazione corrente di console e computer, ma anche la maggior esperienza e padronanza della saga da parte di Ubisoft rispetto a quello che era soltanto il sesto gioco targato Assassin's Creed (nel titolo era presente il IV, ma in mezzo c'erano Brotherhood e Revelations a scompaginare il conteggio). Il risultato è una gran bella storia di pirati, ripulita, arricchita di situazioni e personaggi e ampliata.
Passi avanti anche sul gioco vero e proprio
Il passo avanti narrativo e visivo va a braccetto con nuove implementazioni anche in fase di gameplay: il combat system per esempio ha avuto un'evoluzione importante e in linea con quanto fatto negli ultimi titoli della saga e Shadows in particolare, con una rimodulazione dei tasti sul controller e l'aggiunta di diverse nuove mosse da sfruttare; sono state aggiunte 8 nuove missioni nella fase endgame del gioco, per espandere l'esperienza complessiva, nuove side quests e si ha in generale la sensazione di una maggior libertà anche nell'esplorare la corposa mappa dell'Open World di Black Flag a bordo della propria nave. Attenzione soltanto a configurare la difficoltà secondo le proprie esigenze, perché il combattimento può risultare troppo semplice per alcuni giocatori e può valer la pena di impostarlo su "difficile", a differenza di quello navale che si può gestire a parte.
Un approccio al rifacimento che abbiamo apprezzato e che ci ha fatto (ri)vivere una splendida storia di pirati che sa di film e che ci lascia molto ben sperare per i prossimi remake che vedremo, per poter rigiocare nel miglior modo possibile una saga che continuiamo ad amare e che ha segnato il mondo dei videogiochi. E continua a farlo.
Conclusioni
Assassin's Creed: Black Flag Resynced non è una semplice operazione nostalgia, ma un remake intelligente che corregge i difetti di ritmo del 2012, esaltando la componente più epica e cinematografica della storia di Edward Kenway. Ubisoft dimostra di saper rimettere mano al proprio passato con criterio, regalando sia ai vecchi fan che ai neofiti una splendida, memorabile avventura piratesca che getta ottime basi per i futuri remake della saga.
Perché ci piace
- Le nuove cutscene e il comparto grafico sfruttano al massimo la tecnologia attuale, offrendo un'esperienza cinematografica superba.
- Il taglio netto alle sezioni nell'Animus velocizza il ritmo e le fratture nel mondo di gioco offrono scenari "What If" intriganti.
- L'aggiornamento del gameplay in stile Shadows rende i combattimenti fluidi e soddisfacenti.
Cosa non va
- Alcune ingenuità strutturali e meccaniche stealth vecchio stile del gioco originale rimangono evidenti sotto la nuova veste.