Arrested Memory, recensione: agenti smemorati, pallottole e risate. Il thriller di Sabu è una bomba

Una sferzata di energia tra risate e scariche di adrenalina con la nuova fatica di Sabu, l'esilarante thriller comedy poliziesca ambientata a Taiwan che racconta le gesta di un poliziotto affetto da amnesie, presentata nel Fuori Concorso di Venezia 2026.

Ethan Juan in una scena di Arrested Memory

Ci voleva Sabu, col suo cinema scanzonato e adrenalinico, a scuotere una Mostra veneziana concentrata per lo più su note drammatiche. Con Arrested Memory, il regista giapponese confeziona un noir sfrenato, dal ritmo incalzante, in cui la storia è un mero espediente per dar sfoggio alle sue doti di intrattenitore.

Spettacolare e divertentissimo, Arrested Memory ruota attorno a un super poliziotto di Taipei che, dopo aver perso la sua squadra durante una missione contro un gruppo di criminali, inizia a soffrire di amnesie. Attanagliato dal malessere, il detective Lee (Ethan Juan) viene chiamato a occuparsi del rapimento di un bambino, figlio della famiglia di un ricco imprenditore giapponese. Ma a causa della crescente confusione nella sua testa, la consegna del riscatto si trasforma in un'odissea notturna di incidenti, incontri, salvataggi imprevisti e scambi di persona che confluiranno in un finale imprevedibile.

Arrested Memory Villain
Arrested Memory: i criminali contro cui combatte il detective Lee

Un melting pot di stili per un poliziesco strappa-applausi

Senza altra pretesa se non quella di incollare lo spettatore alla sedia da primo all'ultimo minuto, Arrested Memory è un ottimo esempio del cinema stratificato e ipercinetico di Sabu. Fin dall'incipit mozzafiato altamente drammatico, la pellicola accosta combattimenti in perfetto Hong Kong style e sparatorie degne di un western a battute fulminanti e scene slapstick che farebbero invidia a Takeshi Kitano. Non manca nemmeno un gustoso momento musicale alla Staying Alive, il tutto condito da un'estetica marcatamente stilizzata e da un alto tasso di violenza grafica.

Arrested Memory Sparo
Arrested Memory: una scena del film

Ethan Juan ha il carisma necessario per caricarsi sulle spalle il ruolo di protagonista, oscillando tra poliziotto senza macchia e senza paura e vagabondo disperato affetto da amnesie e visioni. A supportarlo, un cast di volti particolarmente azzeccati - dal tossico dotato di intuito investigativo all'imprenditore con moglie nevrotica e traduttrice al seguito - che conferma il talento del regista nella scelta e nella direzione degli attori. Il fatto che il film, a lungo in gestazione, sia stato realizzato grazie a una co-produzione tra Taiwan e Giappone rappresenta la ciliegina sulla torta conferendogli quella varietà e ricchezza che trapela da ogni singola sequenza.

Sabu reinventa il genere cavalcando (e talvolta rovesciando) gli stereotipi

La perdita di memoria del detective Lee è l'espediente narrativo che dà il là all'azione. E' interessante analizzare come questo leit motiv, usato spesso e volentieri nel cinema, venga sfruttato stavolta. Se demenza e confusione mentale sono malattie associate tipicamente agli anziani, Sabu rovescia questo stereotipo sfruttandolo a scopi comici e applicandolo a un poliziotto giovane, forte e dai metodi discutibili come quello interpretato da Ethan Juan.

I suoi comportamenti anomali, le sue gaffe e la sua ingenuità sono diametralmente opposti alla persona che era prima dei malesseri e questo allontanarsi da se stesso è quello che Sabu stesso ha definito nelle interviste un "perdersi per ritrovarsi" (senza anticipare troppo, capirete di cosa parliamo dopo aver visto l'emozionante finale). Ed è anche ciò che è capitato al cineasta, pronto a lasciarsi alle spalle (momentaneamente) l'industria cinematografica giapponese per trovare nuovi stimoli nella rinvigorente Taiwan.

Conclusioni

Un poliziesco stilizzato e ipercinetico che fonde violenza grafica e risate a crepapelle. In Arrested Memory, il cinema ultraviolento e stratificato di Sabu trova la quadra grazie a una storia incalzante e piena ritmo in cui il thriller incontra la slapstick comedy.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Non ci si annoia un attimo grazie a una storia avvincente dal ritmo sfrenato.
  • La gestione delle scene corali, si action che comiche, è perfetta.
  • Cast azzeccatissimo, volti memorabili nei comprimari guidati da un convincente Ethan Juan.

Cosa non va

  • Pochissimi difetti per un divertissement di genere votato al disimpegno. Ma vogliamo farne una colpa a Sabu?
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