Viviamo travolti dalle novità, asfissiati dalla fame di leggere e vedere tutto e subito, ma a volte è necessario fermarsi, guardarsi intorno, studiare la situazione. E recuperare qualcosa che lo merita, come è il caso del manga Arion che J-POP ha pubblicato l'autunno scorso attingendo alla versione giapponese in tre volumi del 1986, ormai rarissima anche in patria e arricchita da illustrazioni a colori e contenuti speciali.
L'occasione d'oro è l'uscita al cinema dell'anime che lo adatta per lo schermo, prevista per tre giorni dal 22 giugno, ma diciamolo chiaramente: è solo una scusa, perché il manga ha un fascino senza tempo, un approccio suggestivo alla mitologia greca da parte di un autore fondamentale per il mondo dei fumetti giapponesi, che lo rende un'opera immortale e da recuperare assolutamente. Ulteriore iniziativa da segnalare: presentando il biglietto del cinema al momento dell'acquisto in una delle fumetterie Funside che aderiscono all'iniziativa, si può ottenere una litografia esclusiva dell'opera.
Arion, la vendetta di Ade e il lato oscuro dell'Olimpo
La storia del manga di Yoshikazu Yasuhiko ci porta all'alba dei tempi, quando il mondo viene diviso tra tre fratelli divini: Zeus, Poseidone e il più piccolo, Ade, il più sfortunato dei tre a cui spettano le terre delle tenebre eterne, rispetto alle sfere celesti toccate al primo e l'immensità dei mari del secondo. Molto tempo dopo, consumato dal rancore per questo destino, Ade rapisce il piccolo Arion, un bambino dal passato misterioso, con un obiettivo spietato: addestrarlo per farlo diventare il guerriero perfetto e lo strumento della sua sanguinosa vendetta contro l'Olimpo. Arion crescerà così in una terra dilaniata da guerre fratricide tra dèi e umani, ignaro di essere al centro di un gigantesco e torbido inganno orchestrato dal Re degli Inferi.
Il mito greco secondo l'autore di Venus Wars e Crusher Joe
L'idea dell'autore, tra i titani del mondo dei manga e dell'animazione a cui dobbiamo il character design leggendario di Mobile Suit Gundam e opere iconiche come Venus Wars e Crusher Joe, è chiara: affrontare la mitologia greca allontanandosi dall'immagine di splendore del pantheon classico per una propria personale visione del poema epico, cavalcando le atmosfere più cupe e torbide che percepisce nei testi originali e che fin troppo spesso vengono trascurate. La sua resa narrativa della storia di Arion è ricca di fascino e pathos, capace di rendere il lettore partecipe delle svolte narrative ed emotive di un racconto che scorre via veloce, nonostante la mole importante dei tre poderosi volumi ricchi di approfondimenti.
Lo stile visivo di Yasuhiko: dinamismo e arte sequenziale
Un racconto epico che si traduce in immagini di grande impatto visivo, in tavole che alternato atmosfera e dinamismo. Il primo volume apre con alcune tavole a colori che immergono subito nelle suggestioni visive della storie, subito riprese dalle prime pagine del manga che tratteggiano ambiente e presupposti della storia. Il tratto di Yoshikazu Yasuhiko è limpido, pulito, evocativo, e risulta fin da subito capace di accogliere il lettore in un racconto per immagini che sa alternare imponenti vignette di ampio respiro a tavole dalla struttura più ritmata e densa di azione.
Il risultato finale è un'opera insieme classica e originale, d'impatto ed evocativa, ricca e scorrevole. Arion è uno di quei capisaldi del mondo dei manga che un appassionato di fumetto e di grandi storie non dovrebbe farsi sfuggire, sia per godersi una reinterpretazione magistrale del mito greco, sia per regalarsi uno sguardo approfondito al passato dell'animazione e del fumetto giapponese, senza il quale è sempre difficile capire il presente. L'edizione J-POP, monumentale e curatissima, è il modo migliore per farlo proprio prima (o dopo) essere entrati in sala.
Conclusioni
Arion non è semplicemente un manga degli anni '80, ma un pezzo di storia dell'arte sequenziale giapponese. Yoshikazu Yasuhiko firma un poema epico sporco di sangue, fango e ambizione divina, lontano anni luce dalle visioni romantiche dell'Olimpo. Un acquisto obbligato per i collezionisti e il modo perfetto per prepararsi alla visione dell'adattamento anime in arrivo nelle sale.
Perché ci piace
- La scelta di Yoshikazu Yasuhiko di abbracciare il lato più cupo, torbido e cruento dei testi classici.
- Il recupero storico della rarissima versione giapponese in 3 volumi dell'86, impreziosita da dettagli in pantone oro e pagine a colori.
- Il tratto pulito ed evocativo dell'autore del character design di Gundam, capace di infondere dinamismo a scene d'azione e solennità ai momenti epici.
Cosa non va
- La mole di personaggi e legami di sangue divini richiede una lettura attenta e concentrata nei primi capitoli.