Westworld

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Westworld: 5 elementi che rendono la seconda stagione ancora più ricca e avvincente

Abbiamo visto in anteprima i primi cinque episodi dell'attesissima seconda stagione di Westworld, in onda su Sky Atlantic dal 23 aprile. Ecco le nostre impressioni.

Westworld: Evan Rachel Wood in una foto della seconda stagione

Che Westworld non sia una serie facile e per tutti, lo sappiamo da tempo. Ed è, in fondo, il suo grande punto di forza, perché pochi show possono permettersi di giocare con gli spettatori così come stanno facendo, fin dal primo episodio, Jonathan Nolan e Lisa Joy. Al tempo stesso poche serie, oggi, possono vantarsi di far scervellare il proprio pubblico alla ricerca di teorie, risposte e spoiler. La buona notizia è che, dopo aver visto i primi cinque episodi in anteprima, Westworld non sembra perdere nulla delle sue caratteristiche principali, ma anzi questa seconda stagione non fa altro che allargare esponenzialmente un universo già ricco e sfaccettato. La cattiva notizia è per chi è in cerca di risposte e spiegazioni, perché difficilmente ne troverà: ogni episodio non fa altro che aggiungere nuovi tasselli, altre domande e di conseguenza decine di possibili nuove teorie su quel che è successo, sta succedendo e succederà.

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Proprio il twist finale della prima stagione, quello relativo alla presenza di molteplici linee temporale e narrative brillantemente montate e sovrapposte, si conferma il vero game changer di questo show enigmatico. Ogni scena che guardiamo d'ora in avanti non può che insinuarci il dubbio: quello che stiamo vedendo è il presente o il passato? Questo risveglio degli host a cui assistiamo è una conseguenza del piano di Ford o di quello di Arnold trent'anni prima? E anche quando siamo certi di avere di fronte il "presente", siamo davvero sicuri che gli eventi mostratici non nascondano nuovi segreti?

Westworld: una foto di Jeffrey Wright

Come già detto, tante domande e poche risposte, ma in fondo gran parte del fascino di Westworld risiede proprio qui. Ma non solo, perché oltre alle teorie e i misteri ci sono personaggi sempre più complessi, scene d'azione mozzafiato e come sempre una cura nei dettagli che ha pochi uguali sul piccolo schermo. In attesa quindi di tornare e recensire ed analizzare ogni singolo episodio a partire dal prossimo 23 aprile, quando la seconda stagione arriverà su Sky Atlantic, scopriamo insieme, ma senza troppi spoiler, quali sono i 5 elementi che più ci hanno convinto in questi primi episodi e che ci hanno lasciato un'incredibile voglia di proseguire e goderci questa nuova stagione tutta d'un fiato.

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1. Le regole sono cambiate

Westworld: Evan Rachel Wood e James Marsden in una foto della seconda stagione

Quando siamo arrivati per la prima volta dentro Westworld, avevamo un'unica grande certezza. I guest erano liberi di fare qualsiasi cosa, mentre gli host non potevano arrecare alcun danno agli umani. Tutto questo ora è cambiato, lo sappiamo, e di conseguenza è cambiato non solo il parco in cui si trovano i nostri protagonisti ma l'intero show. La prima stagione ci ha fatto provare empatia verso questi robot che sembravano più umani di tanti altri, ci ha fatto sperare in una loro ribellione. Ma ora che le parti sono invertite, ora che sono gli umani veri e propri a sembrare fragili e indifesi anche il nostro modo di guardare questa storia non è più lo stesso.

Westworld: una scena con Evan Rachel Wood nella seconda stagione

Dolores continua ad essere il simbolo di questo cambiamento ed è lei adesso, più di chiunque altro, a fare paura per la sua capacità di passare dalla dolcezza che contraddistingueva il suo personaggio iniziale alla ferocia e alla determinazione di Wyatt. Altrettanto importante è Maeve, che ha un suo personalissimo percorso da compiere e poteri che ancora deve comprendere. L'allenza/scontro tra le due donne è forse uno dei momenti più attesi tra i fan dello show e vi possiamo anticipare che sì, un primo incontro ci sarà già nei primi episodi, anche se probabilmente non sarà quello che vi aspettate.

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2. Un uomo nero sempre più umano

Westworld: una sequenza della seconda stagione

Abbiamo lasciato il William "anziano" ferito ma raggiante dopo l'arrivo di un esercito di host ribelli e lo ritroviamo più tosto e duro che mai nonostante i grandi cambiamenti e nonostante la rivelazione sulla sua identità. Il personaggio interpretato da Ed Harris nel presente e Jimmi Simpson nel passato ha un'importanza indiscutibile per lo show, nonostante ancora non sia chiare tutte le sue motivazioni. In questi primi cinque episodi scopriremo di più sul suo passato e sulla sua vita, avremo modo di intravedere in lui qualche scorcio di umanità e poi chissà quanto altro ancora. Di certo le sorprese riguardanti il suo personaggio non sono finite, tutt'altro.

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3. Il mondo, fuori

Westworld 2: un'immagine di Peter Mullan

Molti fan in passato hanno espresso il desiderio di sapere di più sulla Delos e sul mondo che ha reso possibile Westworld. Sebbene ci sia ancora molto da scoprire, possiamo dire che ci sono comunque elementi a sufficienza per essere soddisfatti visto che con l'arrivo del grande Peter Mullan nei panni di James Delos c'è la possibilità per tutti noi di uscire dal parco (e vedere anche alcuni host in abiti moderni) e approfondirne la nascita. Proprio a questo proposito un flashback riguardante il Logan di Ben Barnes e il suo primo incontro con la tecnologia di Westworld è davvero mozzafiato. In più, aleggia sempre il mistero legato alle vere motivazioni che hanno spinto gli investitori a creare Westworld: le prime risposte in questo senso sono terribilmente attuali e, proprio per questo, ancora più affascinanti.

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4. Non solo Westworld

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Che in questa stagione ci sarebbe stato mostrato Shogun World, il secondo parco dedicato ai samurai, non è certo una novità. Ma vedere come questo si integri perfettamente nello show è comunque sorprendente e l'ennesima dimostrazione dell'ottima qualità di scrittura. Il quinto episodio di questa seconda stagione è quasi completamente ambientato nel "giappone feudale", in questo secondo parco che, a quanto pare, è una versione perfino più difficile e dura di quello western, un parco dedicato a chi cerca ancora più emozioni. Ed in effetti in quanto ad azione, violenza e brutalità sembra davvero essere perfino superiore a tutto quello che avevamo visto finora. Non vogliamo aggiungere di più anche perché pure in questo caso le sorprese non mancano, ma da cinefili quali siamo non possiamo non notare come, così come in passato Sergio Leone e altri grandi registi del genere erano stati omaggiati degnamente, lo stesso vale anche per il cinema di Akira Kurosawa.

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5. La recitazione degli attori

Westworld: una foto di Thandie Newton

Uno show così complesso e articolato deve tantissimo alla scrittura e al talento dei suoi autori e alla versatilità dei suoi registi, ma letteralmente non potrebbe esistere se non avesse a disposizione degli interpreti eccezionali. Che Evan Rachel Wood sia un talento naturale lo sappiamo da 15 anni, ma quello che riesce a fare in questi episodi, la naturalezza con cui passa, spesso nella stessa scena, da un personaggio all'altro è impressionante. Thandie Newton ha un compito diverso, ma il risultato è altrettanto efficace: la sua sensualità e la sua determinazione rimangono intatte quando attraversa i parchi, quando ha che fare con nemici di ogni tipo e soprattutto quando deve tenere a bada uomini di ogni era.

Westworld: Jeffrey Wright in un'immagine, seconda stagione

E poi ci sono gli uomini. La profondità dell'interpretazione di Jeffrey Wright era stata un crescendo nella prima stagione e continua ad esserlo anche nella seconda: guardare il suo Bernard adesso vuol dire vedere nei suoi occhi i dubbi di uno che ha vissuto più vite e che solo ora sta acquistando la consapevolezza di poter essere libero. E la necessità di trovare se stesso. Di Ed Harris abbiamo in qualche modo già detto, se L'uomo in nero è sempre più affascinante il merito è in gran parte suo. Ma proprio per questo vanno certamente elogiate anche le new entry che si trovano nella difficile posizione di dover essere all'altezza dei veterani e di non far rimpiangere Anthony Hopkins. Un'impresa impossibile per chiunque ovviamente, ma Peter Mullan è davvero eccellente in un ruolo comunque molto difficile e altre novità, tra cui una segreta nell'episodio 2 ma molto gustosa, contribuiscono a mantenere il livello di recitazione a livelli altissimi. Forse tra le vette più alte mai raggiunte nell'universo seriale. Ma, d'altronde, dopo questa (mezza) seconda stagione viene da pensare che tutto Westworld lo sia.

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