Animali notturni

2016, Drammatico

Animali notturni: anatomia di una vendetta perfetta

Spietato, viscerale e dolente, il secondo film di Tom Ford è una lunga e disperata elaborazione della perdita. In occasione del suo arrivo su Infinity Tv, analizziamo uno dei thriller sentimentali più riusciti di sempre.

Nocturnal Animals: Jake Gyllenhaal in una foto del film

Un indizio velato nonostante le nudità in bella mostra, oppure soltanto una suggestione straniante. I titoli di testa di Animali notturni sono sfacciati, spudorati, attraversati da una gioia di vivere che ha il sapore di una grande liberazione. Ci sono quattro donne nude che ballano. I loro corpi non rispettano affatto i canoni di bellezza tradizionali, quelli considerati aderenti al comune concetto di gradevole. Sono corpi grassi, obesi, sfibrati, segnati da smagliature, persino deformi. Eppure sui volti di queste quattro signore non c'è un briciolo di vergogna, anzi, i loro sguardi sono ammiccanti, la loro femminilità è fiera, i loro atteggiamenti sono pieni di carica erotica. Sembra quasi una vendetta nei confronti dei pregiudizi altrui, una ripicca grazie alla quale rivendicare se stessi e imporre la propria natura.

Ecco, le prime immagini di Animali Notturni indicano la via di un film impregnato di vendetta, un'opera attraversata da un lungo urlo di dolore sfociato in una rivincita atroce. L'opera seconda di Tom Ford, tratta dal romanzo Tony & Susan di Austin Wright, racconta un naufragio d'amore lungo decenni, assieme a tutto il dolore scaturito da gesti imperdonabili. Spietato, viscerale e dolente, Animali Notturni è una scrupolosa e disperata elaborazione del lutto amoroso, ma è anche un magnifico racconto di superamento e sublimazione. La storia è quella di Edward e Susan. La loro è una vecchia cotta adolescenziale che si tramuta in amore giovanile. Sguardi all'unisono, la passione condivisa per la creatività, una coppia di complici. Poi qualcosa si incrina, le strade si dividono, l'amore tanto dichiarato non basta a tenerli in insieme. Edward è un sognatore, vuole fare lo scrittore, ma la sua sensibilità potrebbe essere vista come debolezza, come mancanza di carattere.

Nocturnal Animals: Amy Adams in una foto del film
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La prima a farlo è proprio Susan che, nonostante abbia paura di seguire gli insegnamenti alto-borghesi di una madre cinica, diventa esattamente come lei. Le priorità cambiano: lui vuole seguire il suo estro, lei pretende certezze; lui vorrebbe lottare per superare insieme una crisi lecita, lei fugge, scappa, abbandona e ferisce. A morte. Vent'anni dopo lui le dedica un romanzo chiamato Animali Notturni, un libro violento che parla di perdita, disperazione e rivalsa. Quando Susan apre il pacco che contiene una copia a lei dedicata, la donna si taglia con la carta. Ennesimo presagio del male che le faranno quelle parole scritte dal suo Edward, del male che farà un film intero. Un'opera tagliente che sonda il cuore, la mente e lo stomaco alla ricerca di un appiglio per superare vecchi traumi. Un'opera che oggi, in occasione del suo arrivo su Infinity Tv, vivisezioneremo ben muniti di guanti. Perché Animali Notturni è sporco di sangue e di inchiostro.

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L'amore, gli addii, le storie

Nocturnal Animals: una foto del film

Sembra quasi di sfogliare un film e di vedere un libro. Come se letteratura e cinema si intrecciassero per due ore, mostrando il loro lato migliore nonostante tutta l'amarezza di un racconto atroce. Vent'anni dopo la loro separazione, Edward invia a Susan il suo romanzo in cui racconta la triste vicenda di Tony, padre di famiglia a cui tolgono ogni cosa in una notte di follia. Un gruppo di "animali notturni", guidato da un Aaron Taylor-Johnson inedito (le sue lunghe unghie sporche non si dimenticano facilmente), stupra e ammazza sua moglie e sua figlia, mentre il senso di colpa di essere sopravvissuto e di non aver fatto nulla per salvarle annienta un uomo incapace di proteggere la sua famiglia. Animali notturni è la storia di una storia nella storia, una matrioska di rimandi, parallelismi e ricordi indelebili. Così il divano sul quale Susan critica i primi lavori di Edward diventa lo stesso sul quale Tony ritrova i cadaveri dei suoi amori;

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così l'automobile davanti alla quale Susan lascia Edward si trasforma in quella guidata dal trio di assassini descritto nel romanzo. La grandezza di Animali Notturni risiede nei labili confini in cui si muove l'elegante regia di Tom Ford, perché siamo certi che Edward abbia riversato nel romanzo tante schegge del suo dolore, ma è anche vero che le sequenze tratte dal romanzo vengono lette da Susan, quindi lo spettatore rilegge il romanzo attraverso i suoi occhi. Quello che vediamo è solo il frutto della scrittura di Edward o è inquinato dalla percezione di Susan? Non è forse il destino di ogni storia d'amore quella di essere la somma di due punti di vista, il semplice intreccio di due persone? Le chiamiamo "storie" proprio perché ogni amante conserva la sua versione delle cose, il proprio punto di vista viziato da rimozioni e sottolineature. E Animali notturni, intreccio indissolubile di un rapporto riletto da due punti di vista, è sontuoso nel restituire questa sfumatura "metanarrativa" di ogni rapporto d'amore naufragato in un lungo addio.

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Quando ami qualcuno dovresti fare attenzione. Potrebbe non capitarti più.

Gamme di dolori

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La struttura stratificata di Animali Notturni non è soltanto narrativa, ma anche visiva. La cura sartoriale del lavoro di Tom Ford, infatti, passa anche dagli abiti, da inquadrature speculari studiate alla perfezione e soprattutto da un lavoro maniacale svolto sulla fotografia e sulle ambientazioni. Infatti ai tre piani temporali della storia corrispondono tre declinazioni cromatiche ben precise. Il presente in cui vive Susan è freddo, immerso dentro spazi vuoti e asettici. Ford ci cala dentro una vita piena di echi e di solitudine, stracolma di oggetti preziosi e priva di persone importanti. Tutto è illuminato di bianco e di blu, mentre la regia insiste sugli occhi svuotati e malinconici di una Amy Adams mai così algida. Il passato di Edward e Susan, invece, ha l'aspetto dei ricordi più caldi. Dominato dall'arancione e da tinte sature, l'amore giovanile tra i due rompe il gelo del presente attraverso immagini sovraccariche di sensazioni forti, positive o negative che siano. L'ultimo strato narrativo, ovvero quello dedicato al romanzo di Edward, è letteralmente immerso nel rosso, ha il sapore della polvere, l'odore del sudore mischiato a quello del sangue. Afoso, arido e asfissiante, il romanzo di Edward è mostrato attraverso una pellicola molto granulosa e dedicato allo sguardo scavato di un Jake Gyllenhaal dilaniato dal dolore.

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V per Vendetta

Animali notturni: Amy Adams in una scena del film

Un romanzo, un ricordo, il rimorso. E, infine, un appuntamento. Le tappe che portano Susan ad accettare l'invito a cena di Edward sono scandite dalle pagine di un libro che riapre una ferita forse mai sanata. Susan, dopo quasi vent'anni, capisce di aver commesso un grave errore, e di aver costruito una vita fatta di belle apparenze e tanta infelicità. Però, in quel ristorante Edward non arriverà mai, e Susan sarà condannata a rimanere da sola, a fare i conti con i suoi sensi di colpa e i suoi errori imperdonabili. Animali notturni racconta soprattutto di una vendetta nella vendetta: quella di Edward nei confronti di Susan nella vita, quella di Tony nei confronti dei tre stupratori nel romanzo. Un tema esplicito, ma che Tom Ford ha reso anche subliminale disseminando lungo tutto il film tantissimi indizi e presagi violenti, che sembrano quasi confermare una visione dell'amore in cui si è o prede o cacciatori, o vittime o carnefici. Ricorrono, infatti, molti richiami artistici affini al tema della caccia: un'installazione con un bovino infilzato dalle frecce, una foto incorniciata in cui un uomo armato di fucile sta sparando verso un altro uomo e un'opera dove la scritta "revenge" capeggia in modo inequivocabile. Sarà vendetta, esplicitata attraverso quell'infinita e straziante attesa di una donna abbandonata.

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Il peso liberatorio di un libro

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Se è vero che il dolore è il migliore degli inchiostri, Animali notturni assomiglia ad un enorme calamaio in cui intingere penne e pene d'amore. Tom Ford confeziona un film in cui la scrittura gioca un ruolo fondamentale per riuscire a superare l'abbandono e il tradimento, con un romanzo a fare da valvola di sfogo ma soprattutto inteso come mezzo necessario a sublimare il dolore trasformandolo in reazione. Il libro di Edward è pieno zeppo di personaggi simbolici e di frasi emblematiche, dal detective Bobby Andes, che rappresenta il suo desiderio latente di rispondere al male ricevuto, a sua moglie, che assomiglia tantissimo a Susan, passando per i tre assassini che incarnano le sue insicurezze. I tre animali notturni minano la virilità di Tony, accusandolo di essere un debole e incapace di difendere la sua famiglia. Edward tramuta i suoi traumi in capitoli, trasfigura eventi reali in racconti fittizi, ma attraversati da una violenza così autentica da sembrare più veri del vero. Animali notturni è una storia sul potere delle storie, e sulla loro capacità di colmare un vuoto. O di riaprire una ferita. Dipende sempre dal punto di vista.

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