Anaconda, recensione: un simpatico e bislacco non reboot

L'approccio meta-cinematografico (ma quanto va di moda, oggi, la roba meta?) e l'alchimia tra Jack Black e Paul Rudd per un film dalla divertita e leggera indole.

Anaconda: Paul Rudd e Jack Black protagonisti del film

A Hollywood sono finite le idee? Forse. Sta di fatto che la sceneggiatura dietro Anaconda - firmata da Kevin Etten e Tom Gormican - funziona perché gioca proprio su questo spunto (letteralmente), definendo così i confini di un reboot che non è un reboot, ma anzi una specie di assurdo omaggio a un cult degli anni Novanta.

Anaconda Paul Rudd Jack Black
I protagonisti, Jack Black e Paul Rudd

A dirigere il film Tom Gormican, che avevamo apprezzato al timone de Il talento di Mr. C. Nessun guizzo particolare, ci mancherebbe, e qualche - forse troppi - giri a vuoto, tuttavia l'ecosistema di Anaconda regge la botta (come può), divertendosi nello sviluppare una contro-narrazione che diventa spassionato omaggio alla magia del cinema.

Anaconda: ecco com'è il film

Perché, in fondo, di cinema si parla nella trama dell'opera: quattro amici di infanzia - e la citazione diretta a Dawson's Creek fa guadagnare punti al film - si ritrovano a fare i conti con la più classica delle crisi di mezza età.

Anaconda Paul Rudd Steve Zahn Thandiwe Newton Jack Black
Jack Black, Thandie Newton, Paul Rudd, Steve Zahn

Quando Ronald "Griff" Griffin (Paul Rudd), che fa l'attorucolo, dice di aver ottenuto i diritti di Anaconda con Jennifer Lopez (più volte citata!), convince i suoi amici Doug (Jack Black), Kenny (Steve Zahn, sempre una garanzia) e Claire (Thandie Newton) a girare una specie di reboot, trascinandoli nientemeno che in Amazonia - dopo un piccolo prestito di appena 13mila dollari, perfetto per un sequel "spirituale" e "indipendente". Nemmeno a dirlo, nella fitta giungla brasiliana incontreranno un gigantesco serpentone famelico (che, magari per questione di budget, si vede molto molto poco).

Divertimento senza impegno, con un pizzico di nostalgia anni '90

Bislacco e sgangherato, mosso da una coltre nostalgica che torna all'epoca delle VHS, Anaconda punta all'intrattenimento senza impegno, fatto e servito per un pubblico abbastanza trasversale pur ammiccando maggiormente a quei millennials nati e cresciuti sotto la protezione dei grandi blockbuster americani, da divorare al cinema o sul divano.

Anaconda Sequenza
Jack Black e Paul Rudd in azione

In fondo, quello di Gormican è un adventure comedy meta-cinematografico (quanto vanno di moda le cose meta) che, nel marasma di una sceneggiatura fuori sincrono, e rimpinzata di trovate estemporanee e scollate, illumina con fare comico il più classico dei sogni infranti. Gli eventi, infatti, si accendono proprio dal bisogno - da parte dei protagonisti - di ritrovare uno scopo, tornando a essere parti attive dei loro ricordi legati a un passato in cui tutto poteva (ancora) avvenire.

L'alchimia tra Paul Rudd e Jack Black

Una chiave romantica, a cui il cinema, oggi, in epoca disillusa, sembra affondare le mani, andando oltre il "solito" remake (come dimostra Anaconda) per trovare un barlume di originalità in qualcosa di già visto e già sentito.

In mezzo, salvando il salvabile, e affidandoci all'estro strampalato, gira bene l'assurda alchimia tra Paul Rudd e Jack Black, in un assortimento strambo e per questo vincente, e gira bene anche qualche buona battuta sferzata al momento giusto. Tutto qui? Probabilmente sì. Ma se qualcuno ha il coraggio di utilizzare l'iconica I Don't Want to Wait di Paula Cole, nel bel mezzo della giungla e fuori dai confini di Capeside, beh, tanto di cappello.

Conclusioni

Come innovarsi, se tutto intorno è uguale se stesso? In casa Sony Pictures hanno puntato sull'approccio meta-cinematografico e sull'alchimia tra Jack Black e Paul Rudd per un non-reboot-meta-cinematografico che rivede Anaconda, il cult degli anni Novanta. Non tutto funziona e alcune scelte sono decisamente sfilacciate, ma l'indole leggera e qualche battuta ben assestata riescono a intrattenere con la giusta originalità.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
3.0/5

Perché ci piace

  • Lo spunto interessante.
  • L'alchimia tra Jack Black e Paul Rudd.
  • Diverse guest star a effetto.

Cosa non va

  • Tutto molto dimenticabile.
  • A tratti decisamente sfilacciato.