Agata Christian, recensione: oltre al (geniale) titolo non c'è di più

Christian De Sica e Lillo sono il centro di un cast corale che non riesce a raddrizzare gli spunti comici. Una commedia (tinta di giallo) che, al netto dell'ottima idea, non gira come dovrebbe.

Agata Christian: il cast al completo

Eros Puglielli, che non si direbbe ma ha esordito al cinema trent'anni fa con Dorme, ha spiegato - ragion veduta - quanto il crime e la commedia siano due generi capaci di co-esistere, condividendo "numerosi punti di contatto". Da una parte la razionalità, dall'altra la farsa dichiarata che mette subito in chiaro il tono.

Agata Christian Lillo Christian De Sica
Agata Christian - Delitto sulle nevi: Christian De Sica e Lillo in una foto sul set

In un certo senso, e fin dal geniale titolo (applausi a chiunque l'abbia scelto), Agata Christian fonde - anzi, vorrebbe fondere - due contrappunti di genere, generando un film che dovrebbe essere carico di comicità, spudoratamente ridicola - come parodia obbliga - ma anche consapevole di un certo potenziale (risorse umane, location, idea) che, dopo gli splendidi titoli di testa - a metà tra una partita a Cluedo e Signori, il delitto è servito di Jonathan Lynn -, svanisce senza lasciar traccia - giusto per restare in tema.

Agata Christian: se De Sica diventa Benoit Blanc

Al centro del film ecco Christian Agata (Christian De Sica, a metà tra il Clouseau della Pantera Rosa e il Benoit Blanc di Daniel Craig), "pungente" criminologo avvezzo ai salotti televisivi. Senza legami e con poche amicizie, accetta di passare un weekend in Valle d'Aosta, a casa della famiglia Gulmar - magnati dell'industria ludica - che lo vogliono come testimonial d'onore di Crime Castle, un gioco da tavola.

Peccato però che la casa, sovrappopolata, è cornice di un misterioso delitto: il patriarca Carlo Gulmar (Giorgio Colangeli) viene trovato morto. I sospettati sono molti: figli, nipoti, amanti. Tutti con un movente. Se le indagini sono complicate - e strampalate - ad aiutare - si fa per dire - Christian Agata due agenti locali, Gianni Cuozzo (Lillo Petrolo) e Candido Tarda (Paolo Calabresi).

Un ottimo cast, ma sfruttato a metà

Oltre i nomi già citati, Agata Christian alterna in due ore scarse un cast corale che più corale non si potrebbe. Maccio Capatonda, Marco Marzocca, Chiara Francini, Ilaria Spada - sempre una garanzia, nonostante sia sottoutilizzata -, Enzo Paci, Alice Pagani, Sara Croce - che di lavoro non fa l'attrice ma la modella, con 1 milione di follower - e, vestito con un'improbabile pelliccia (speriamo sintetica), spunta pure Tony Effe che, stesso discorso fatto per Croce, non è un attore e, pur comprendendo la scelta di casting, dimostra giganteschi limiti interpretativi.

La classica occasione persa?

Se è comprensibile l'ensemble, comunque apprezzabile e omogeneo (facendo il verso alla saga di Knives Out), che guarda alla televisione, alla musica, ai social, provando ad acchiappare più pubblico possibile, capiamo meno l'approccio alla coralità stessa che, alla lunga, diventa una folla senza una forma propria: le dinamiche si scheggiano, perdono di efficacia, e quindi la comicità ideale si rifugia nel perimetro dello sketch e della gag (tutto ciò che una commedia di teorica intelligenza avrebbe dovuto evitare), smorzando la carica degli interpreti, e smorzando le conseguenti aspettative.

Agata Christian Delitto Sulle Nevi Lillo Christian De Sica Paolo Calabresi Foto Di Jessica Guidi
Lillo, De Sica e Calabresi in una scena di Agatha Christian

Tanto che, De Sica in coppia con Lillo (facendo tris con Calabresi), riescono a essere incisivi solo a tratti, pur ritrovandosi a interpretare personaggi tecnicamente divertenti, e scritti secondo precisi archetipi del whodunit, riletto secondo le logiche umoristiche, farsesche e goliardiche. Perché, forse, e qui torniamo al titolo del film (che fa marketing a sé), Agata Christian - Delitto sulle nevi non riesce a tradurre al meglio il materiale a disposizione, risultando quello che non avremmo mai immaginato, viste le prerogative: un'occasione mancata.

Conclusioni

Agata Christian tanta di fondere il giallo e la commedia secondo gli stralci narrativi italiani. Partendo da un’idea promettente, sostenuta da un titolo brillante (che di fatto "vende" intelligentemente il prodotto), la commedia perde progressivamente forza e coesione. Il cast corale, girando attorno a Christian De Sica e Lillo, finisce per disperdersi, perdendo di efficacia. Se la comicità si appoggia spesso a sketch e gag, le risate promesse mancano l'occasione, dissipando l'ottimo potenziale.

Movieplayer.it
2.0/5
Voto medio
2.2/5

Perché ci piace

  • Ilaria Spada, pur in poche scena, funziona.
  • Lillo e De Sica.
  • L'idea...

Cosa non va

  • ... ma la comicità incide poco.
  • Una coralità che, a tratti, risulta dispersiva.
  • Risate affidate quasi solo alle gag.